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In tutto il Paese sono in corso proteste contro la crisi economica e lo stallo politico

In Libia i manifestanti hanno assaltato il Parlamento di Tobruk nell’ambito della manifestazione contro la crisi economica e lo stallo politico. Le forze armate hanno esploso colpi d’arma da fuoco per allontanare i dimostranti. Il premier Abdel Hamid Dbeibah ha dichiarato che è il momento che “il Governo si dimetta” e “si vada al voto”. «Aggiungo la mia voce ai manifestanti in tutto il paese: tutti gli organi politici devono dimettersi, compreso il governo, e non c’è modo per farlo se non attraverso le elezioni», ha dichiarato Dbeibah, primo ministro libico sostenuto dalla comunità internazionale.

Stando a quanto riferito da Agenzia Nova, da venerdì tutto il Paese è stato animato dalle proteste. A Tripoli centinaia di persone hanno riempito piazza dei Martiri per chiedere il rovesciamento di tutti gli organi politici.

Da febbraio in Libia è in corso una disputa tra due coalizioni rivali: il Governo di unità nazionale (Gun) del premier ad interim Abdulhamid Dabaiba con sede a Tripoli, riconosciuto al livello internazionale ma sfiduciato dal Parlamento, e il Governo di stabilità nazionale (Gsn) scelto dalla Camera dei rappresentanti di Tobruch e guidato da Fathi Bashagha, appoggiato dal generale Khalifa Haftar.

L’esecutivo di Dabaiba controlla Tripoli e diverse zone della Tripolitania, mentre il Gsn controlla i pozzi petroliferi situati in Cirenaica e nel Fezzan, così come edifici governativi di Bengasi, Sirte e Sebha.

di: Francesca LASI

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