ANSA/CLAUDIO ONORATI

Il regista, ancora ai domiciliari, aveva dichiarato che i rapporti erano stati del tutto consensuali

Mentre Paul Haggis si trova ancora ai domiciliari in un albergo di Ostuni, nelle indagini sulle accuse di violenza sessuale spunta un biglietto che potrebbe cambiare le sorti del regista.

«Caro Paul, grazie per il tuo invito improvviso, ho apprezzato la tua gentilezza ed ospitalità ad Ostuni, ho amato l’arte. Ho passato del tempo meraviglioso in tua compagnia, mi manca il tuo toccarmi e le tue carezze, speriamo di vederci prossimamente in Francia o a Londra o alle Mauritius… l’uccello della felicità si posa sulla spalla di chi sa attendere»: recita così il messaggio che la 28enne inglese ha lasciato al regista 69enne poche ore prima di congedarsi da lui e poi denunciarlo.

In seguito la giovane ha dichiarato agli investigatori di aver scritto il biglietto seguendo l’indicazione di un amico; lo scopo della missiva, a detta della presunta vittima, era quello di far capire ad Haggis che “non era stato in grado di aspettarmi, usando violenza”.

«La versione difensiva offre numerosi spunti investigativi – ammette il provvedimento del gip, ma – non è idonea allo stato a demolire il quadro indiziario».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/CLAUDIO ONORATI