Il ministro Habeck garantisce l’approvvigionamento

Quello del gas è il nodo più spinoso in agenda nel Consiglio Ue in corso a Bruxelles. A metà giornata i leader europei hanno raggiunto un accordo per intensificare la cooperazione con la Norvegia per aumentare le forniture di gas nel breve e nel lungo termine con lo scopo di abbassare i prezzi della materia prima.

L’accordo è contenuto in un protocollo d’intesa firmato da Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione, Kadri Simson, commissario per l’Energia, e Terje Aasland, ministro del Petrolio e dell’Energia norvegese.

Intanto in Germania il nodo gas si è trasformato in allarme. Berlino, infatti, ha deciso di sposarti sul secondo scalino del piano di emergenza che prevede tre step: allerta, allarme ed emergenza.

Il ministero dell’Economia e del Clima guidato dal verde Robert Habeck, di concerto con il Governo di Olaf Scholz, ha annunciato il passaggio di livello specificando: «al momento l’approvvigionamento del gas è garantito».

«Il gas è da subito in Germania un bene scarso. Dobbiamo ridurre l’uso del gas già d’estate, l’inverno arriva e dobbiamo riempire i depositi – ha spiegato il ministro, esortando i tedeschi a “compiere uno sforzo nazionale” per contrastare ed evitare che si realizzi la “volontà” di Putin. – Ci troviamo in uno scontro economico con la Russia e il gas viene usato come arma. Servono tutte le misure politiche per fare in modo che ci sia abbastanza gas».

La bozza di conclusioni del Consiglio europeo includerebbe anche un riferimento al price cap.

Stando a quanto reso noto, nel paragrafo dei temi economici, al punto 23, si legge che il Consiglio “nel contrasto all’uso come arma del gas da parte della Russia e richiamando le conclusioni del 31 maggio, invita la Commissione a perseguire nei suoi sforzi nell’assicurare le forniture energetiche a prezzi accessibili“.

Sul tema si esprime il ministro per la Transizione ecologica italiano, Roberto Cingolani. «Il price cap europeo è stata una proposta dell’Italia in tempi non sospetti e che ha avuto fortissime resistenze ma forse è l’unica strada percorribile – ha detto durante un intervento all’evento Anci Missione Italia. – Il price cap taglia i picchi ma il secondo passo da fare è il disaccoppiamento dell’energia elettrica rinnovabile. Ci vuole una borsa dell’energia elettrica prodotta con tecniche rinnovabili che non deve avere nulla a che fare con quella del gas».

«Già il fatto che si ventili la possibilità di fare il price cup fa da deterrente ai mercati che possono pensare di fare i picchi fuori controllo» – ha aggiunto.

Tutto dipenderà dalla discussione di domani, nella quale Draghi cercherà di accelerare su un possibile accordo, anche se diverse fonti estere hanno indicato settembre/ottobre come un orizzonte temporale più concreto.

di: Alessia MALCAUS

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