Le regioni chiederanno lo stato d’emergenza

L’allarme siccità al Nord continua a creare disordini e vista la situazione critica, le Regioni chiederanno al governo lo stato di emergenza, incontrando successivamente il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio.

Lo stato d’emergenza e il razionamento dell’acqua sono i due cardini principali con l’obiettivo di scongiurare la chiusura di parchi acquatici, piscine e fontane monumentali.

Una fra le prime è Rieveracqua, società consortile per azioni, principale riferimento del servizio idrico integrato in provincia di Imperia, ha inviato al commissario ad Acta una proposta “per richiedere all’Osservatorio dell’Autorità di Distretto l’emanazione dello Stato di ‘Severità idrica’ in modo tale da avviare misure straordinarie ed emergenziali su tutto il territorio“. Proposte che includono “potenziamenti impiantistici, la disponibilità di autobotti e serbatoi provvisori di emergenza, la messa a disposizione di un impianto di insacchettamento per realizzare razioni idriche individuali di emergenza da distribuire nelle località più critiche“.

«È la tempesta perfetta perché negli ultimi 6-8 mesi la neve dell’inverno ha raggiunto un picco di meno 60-70%, influendo negativamente sullo stoccaggio dell’acqua necessaria al riempimento dei grandi laghi regolati. Secondo, non piove nel bacino padano da almeno 120 giorni. Terzo, le temperature sono più alte di 3-4 gradi rispetto alla media del periodo», afferma Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità distrettuale del fiume Po-Mite.

Attualmente non sono evidenziate particolari criticità per le centrali idroelettriche, ma la situazione è costantemente monitorata dagli operatori.

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI / Z4Z