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Con un discorso al forum economico di San Pietroburgo il presidente russo lancia un duro attacco agli Stati Uniti: “pensano di essere l’unico centro del mondo”

Il presidente russo Vladimir Putin è intervenuto al forum economico di San Pietroburgo, anche se con un’ora di ritardo rispetto al previsto a causa di un attacco hacker confermato dallo stesso Cremlino.

Nel suo discorso Putin torna ad attaccare duramente l’Occidente, condannando il sistema di sanzioni internazionali che vigono contro Mosca.

«Gli Usa pensano di essere l’unico centro del mondo», ma “l’era dell’ordine mondiale unipolare è finita, nonostante tutti i tentativi di conservarlo con qualsiasi mezzo” dichiara Putin, che ricorda che “dopo aver dichiarato la vittoria nella Guerra fredda, gli Stati Uniti hanno stabilito che i loro interessi sono sacri e, in questo modo, il mondo è instabile“.

«Tutti gli obiettivi dell’operazione speciale in ucraina saranno realizzati» assicura, ricordando alla platea che si tratta di una “decisione di uno Stato sovrano basata sul diritto di garantire la sua sicurezza“.

Il presidente ha poi parlato delle sanzioni internazionali, “senza precedenti“; quello di Putin è però un messaggio soprattutto di incoraggiamento agli imprenditori: «siamo persone forti e possiamo vincere tutte le sfide che ci vengono proposte. La storia del nostro Paese lo dimostra».

Secondo il presidente si tratterebbe dunque di un’arma a doppio taglio: «i politici europei hanno già causato con le loro stesse mani seri danni alla propria economia» attacca facendo riferimento innanzitutto all’alto tasso di inflazione nella Ue che “sta colpendo il suo stesso business“.

Poi ammicca agli altri Paesi: la politica sanzionatoria che ora sta colpendo la Russia “potrebbe colpire in futuro qualunque altro Paese“.

Il giudizio è durissimo anche sull’Unione europea, che “ha perso irreversibilmente la sovranità” mentre “le sue élite ballano con un’altra musica“: i Ventisette avrebbero intrapreso un percorso che porterà disordini e il dilagare del radicalismo.

Infine, sulla questione del grano Putin afferma di accogliere “con favore” l’invito dell’Onu per un “dialogo sulla sicurezza alimentare“. Il presidente ha ribadito di non “ostacolare la fornitura di grano ucraino al mercato mondiale, non abbiamo minato i loro porti. L’opzione più triste è se Kiev fornisce grano in cambio di armi”.

Il capo del Cremlino, afferma che la Russia non è contraria all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea perché, “a differenza della Nato, l’Ue non è un’organizzazione militare”.

«Lasciamo che l’Europa determini da sola se ha bisogno dell’Ucraina o meno. Questo è affare loro e del popolo ucraino» ha aggiunto Putin, sostenendo che in questo caso l’Ucraina diverrebbe “una semi-colonia”.

di: Marianna MANCINI

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