Kharkiv EPA/SERGEY KOZLOV

Secondo l’agenzia Onu Ohchr dal 24 febbraio sono già morti 4481 civili. Intelligence Gb: Putin ha già “strategicamente perso”

A sorpresa e per la seconda volta dall’inizio del conflitto, il premier britannico Boris Johnson si è recato in visita a Kiev. Qui il pm ha incontrato il presidente Zelensky, reduce dall’incontro con Scholz, Draghi e Macron.

La Cnn ha pubblicato la prima foto dei due soldati americani catturati in Ucraina la scorsa settimana, durante una battaglia a est di Kharkiv. Si tratterebbe, come rivelato ieri sera dal Telegraph, di Alexander Drueke, 39 anni, e Andy Huynh, 27. Sulla questione il Dipartimento di Stato Usa mantiene il riserbo anche se si teme l’esplosione di un vero e proprio caso diplomatico. Nello scatto sembra che i due abbiano le mani legate dietro la schiena.

A questa notizia, non ancora confermata dalla Casa Bianca, se ne aggiunge un seconda, comunicata dallo stesso Dipartimento: un terzo cittadino statunitense che si trovava in Ucraina per combattere contro la Russia è stato dichiarato disperso. Si tratterebbe del veterano dei marines Grady Kurpasi, partito come volontario. Non si hanno sue notizie dal 24 aprile.

Secondo l’ufficiale della milizia popolare dell’autoproclamata Repubblica popolare di Luhansk Andrei Marochko, diversi militari delle Forze armate ucraine avrebbero cominciato ad arrendersi nell’assedio dell’impianto Azot a Severodonetsk.

Dal 24 febbraio ad oggi sono morti almeno 4481 civili in Ucraina: lo riferisce l’Ohchr, l’Alto commissariato Onu per i Diritti umani, che aggiorna il drammatico bollettino delle vittime di guerra.

Al dato si aggiunge l’allarme lanciato dall’Ocha, l’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, secondo cui “a quasi quattro mesi dall’inizio della guerra, la situazione umanitaria in tutta l’Ucraina, in particolare nel Donbass orientale, è estremamente allarmante e continua a deteriorarsi rapidamente“.

La situazione desta particolari preoccupazioni proprio a Severodonetsk e dintorni dove negli ultimi giorni si stanno intensificando gli scontri fra gli invasori e la resistenza ucraina, in una regione come quella di Lugansk ormai quasi interamente sotto il controllo di Mosca.

«L’accesso all’acqua potabile, al cibo e all’elettricità è ridotto in quella zona», dove i combattimenti “gravano pesantemente sulla popolazione civile“. L’Ocha accusa entrambe le forze di non aver raggiunto un accordo per consentire l’evacuazione dei civili e garantire l’accesso agli aiuti umanitari.

Nel frattempo l’intelligence britannica “boccia” la guerra di Mosca che Putin avrebbe già “strategicamente perso”. Lo afferma in un’intervista l’ammiraglio sir Tony Radakin, secondo cui la Russia “non assumerà mai il controllo dell’Ucraina” e ne uscirà come “potenza ridotta”, dopo aver perso il 25% della forza terra solo per “piccole conquiste”.

Oggi Alessandro Di Battista ha annunciato che si recherà in viaggio in Russia: «ho pensato che fosse davvero interessante comprendere quel che i russi (in particolare coloro che vivono al di fuori delle grandi metropoli) pensano del conflitto, dell’Europa, delle sanzioni, di Putin, dell’avvicinamento alla Cina» spiega.

«Prima di richiedere il visto ho avvertito l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e dopo averlo ottenuto l’Ambasciatore italiano a Mosca. Nelle prossime ore andrò in Russia – assicura l’ex pentastellato – credo che sia utle conoscere quel che pensano dall’altra parte».

Quest’oggi Putin sarebbe dovuto intervenire al Forum economico internazionale di San Pietroburgo; a causa di un attacco hacker ai server, però il suo discorso è dovuto slittare di un’ora. La notizia è stata riferita dal portavoce del Cremlino Peskov.

Intanto Zelensky ha annunciato l’introduzione di un regime di visti per i cittadini russi che volessero entrare nel Paese, a partire dal primo luglio. Il cdm oggi adotterà quindi la risoluzione sulla cessazione dell’accordo “sull’esenzione dal visto per i rispettivi cittadini“.

Da alcune indiscrezioni si apprende che Angela Merkel, in un’intervista rilasciata a Redaktionsnetzwerk Deutschland che sarà pubblicata domani, ha dichiarato di non escludere la possibilità di porsi come mediatrice nel conflitto ucraino. Al momento però “la questione non si pone”, anche visto il pieno appoggio dell’ex cancelliera a Scholz e alla linea occidentale di schierarsi “a favore dell’esistenza dell’Ucraina, senza partecipare al confronto militare diretto“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/SERGEY KOZLOV