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La 23enne in carcere è sorvegliata a vista, ma sembra tranquilla. Il criminologo: possibile sindrome di Medea

Si è tenuto questa mattina l’interrogatorio di Martina Patti madre e assassina rea confessa della figlia Elena, per la convalida del suo arresto per omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere, davanti al Gip Daniela Monaco Crea.

«Per evitare strumentalizzazioni posso riferire unicamente che si è svolto l’interrogatorio e il giudice si è riservato sull’ordinanza di convalida. – ha riferito al termine dell’incontro il legale della donna, Gabriele Celesti – La mia assistita ha riposto alle domande»

«Non posso aggiungere dettagli di nessun tipo. I punti oscuri saranno oggetto di approfondimento investigativo anche alla luce delle dichiarazioni che sono state fatte» conclude l’avvocato.

Questa mattina Celesti aveva assicurato che Patti “sta bene, è molto provata e quando parla di sua figlia è travolta dall’emozione e piange” e non avrebbe “aggiunto altri particolari rispetto alle dichiarazioni già rese“.

L’avvocato ha anche annunciato che non è ancora stata decisa la linea difensiva, ma se Patti “vorrà colmare alcuni buchi allora farà dichiarazioni aggiuntive. Ma potrebbe scegliere di non farle in questa fase e le farà più avanti“.

Questo pomeriggio sarà eseguita l’autopsia sul corpicino di Elena e la Procura “sta procedendo alle notifiche all’indagata e ai familiari della vittima“. Gli interrogativi ancora da chiarire riguardano il luogo del delitto e la complicità di qualche altra persona.

Secondo il parere del criminologo Carmelo Lavorino, la “follia fredda” di Patti potrebbe essere connessa a “disturbi mentali, una forma di depressione“. La donna avrebbe “agito in modo crudele per vendicarsi del marito, possiamo anche parlare di una ‘sindrome di Medea’, una persona che uccide la prole per vendetta verso il marito”“.

Eventuali problemi “psichici e psichiatrici” sarebbero, comunque, “da individuare con una perizia specifica. Serve una visita psichiatrica“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/Orietta Scardino