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L’ok dell’Home Office è stato annunciato questa mattina dalla ministra Patel. Mélenchon: “cittadinanza per Assange se divento premier”

Questa mattina la ministra dell’Interno britannica Priti Patel ha emesso un ordine di estradizione degli Stati Uniti per Julian Assange.

«Un giorno buio per la libertà di stampa», commenta Wikileaks, aggiungendo che “chiunque in questo Paese tenga alla libertà di espressione dovrebbe vergognarsi profondamente del fatto che la ministra dell’Interno ha approvato l’estradizione di Julian Assange negli Usa, il Paese che ha complottato per assassinarlo“.

La decisione finale sulle sorti di Assange arriva dopo il completamento nel Regno Unito della procedura giudiziaria pendente sull’attivista australiano.

Ora per il giornalista restano due strade: appellarsi alla London’s High Court o fare ricorso alla United Kingdom Supreme Court. Nel caso in cui il suo appello venisse respinto, Assange dovrà essere estradato entro 28 giorni negli Usa dove rischia di scontare una pena durissima.

Assange è accusato di aver diffuso documenti riservati contenenti anche informazioni su crimini di guerra perpetrati dall’esercito americano in Iraq e Afghanistan tramite la piattaforma Wikileaks.

«Oggi non è la fine della lotta. È solo l’inizio di una nuova battaglia legale – ha commentato la moglie di Julian Assange, Stella – Julian non ha fatto nulla di male, non ha commesso alcun crimine e non è un criminale. È un giornalista e un editore, e viene punito per aver fatto il suo lavoro».

Nel frattempo questa mattina il leader della sinistra francese Jean-Luc Mélenchon ha dichiarato che se, dopo il ballottaggio di domenica, dovesse diventare primo ministro, conferirebbe la “naturalizzazione francese” al giornalista.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/DAVID CLIFF