paziente pixabay

Il marchigiano di 44 anni, tetraplegico da 12, ha ricevuto il farmaco dopo un lungo iter legislativo. Ne dà notizia l’associazione Luca Coscioni che lo ha accompagnato nel percorso

Volge al termine la lunga battaglia legale di Federico Carboni, alias “Mario”, il 44enne marchigiano tetraplegico da 12 anni che ha ricevuto l’assenso del Comitato Etico della Regione Marche per ricevere i trattamenti del suicidio medicalmente assistito.

La strumentazione necessaria e il farmaco per il suicidio assistito sono arrivati oggi, grazie a una raccolta fondi promossa dall’associazione Luca Coscioni che ha permesso di coprire i costi, cinquemila euro in totale. Sul pagamento delle spese era esplosa un’altra polemica, ripresa anche dal ministro Speranza che ha assicurato che lo Stato si farà carico dei costi, anche se già sostenuti.

«Grazie a tutti per avere coperto le spese del ‘mio’ aggeggio, che poi lascerò a disposizione dell’associazione Luca Coscioni per chi ne avrà bisogno dopo di me. Continuate a sostenere questa lotta per essere liberi di scegliere» è il messaggio di Mario.

Nella procedura di somministrazione del farmaco letale Federico è stato assistito da Mario Riccio, medico anestesista di Piergiorgio Welby e consulente di Federico Carboni durante il procedimento giudiziario. Al suo fianco la sua famiglia, gli amici, Marco Cappato, Filomena Gallo e una parte del collegio legale.

Nel messaggio di congedo lasciato da Federico si legge: «non nego che mi dispiace congedarmi dalla vita, sarei falso e bugiardo se dicessi il contrario perché la vita è fantastica e ne abbiamo una sola. Ma purtroppo è andata così. Ho fatto tutto il possibile per riuscire a vivere il meglio possibile e cercare di recuperare il massimo dalla mia disabilità, ma ormai sono allo stremo sia mentale sia fisico. Non ho un minimo di autonomia della vita quotidiana, sono in balìa degli eventi, dipendo dagli altri su tutto, sono come una barca alla deriva nell’oceano. Sono consapevole delle mie condizioni fisiche e delle prospettive future quindi sono totalmente sereno e tranquillo di quanto farò. Con l’Associazione Luca Coscioni ci siamo difesi attaccando e abbiamo attaccato difendendoci, abbiamo fatto giurisprudenza e un pezzetto di storia nel nostro paese e sono orgoglioso e onorato di essere stato al vostro fianco. Ora finalmente sono libero di volare dove voglio».

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY