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    Home » Archivio Storico » 2022 » Omicidio della piccola Elena, giovedì l’autopsia e l’interrogatorio della madre
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    Omicidio della piccola Elena, giovedì l’autopsia e l’interrogatorio della madre

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleGiugno 15, 2022
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    La piccola aveva 5 anni, la madre ha confessato ma non parla del movente

    Giovedì si terrà l’autopsia sul corpo della piccola Elena, la bimba di cinque anni uccisa dalla madre, la 23 Martina Patti, nel Catanese. Sempre domani si terrà l’interrogatorio di Patti davanti al Gip che dovrà decidere sulla convalida del fermo. La Procura ha chiesto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. La giovane è accusata di omicidio premeditato pluriaggravato occultamento di cadavere.

    Una tragedia consumata in una notte, ma premeditata. Dalle ricostruzioni della Procura e dalle confessioni della madre il quadro che emerge risulta sempre più drammatico.

    In un primo momento la madre aveva denunciato il rapimento della piccola, ma le incongruenze erano troppe e in fase di interrogatorio Martina Patti, mamma di 23 anni, ha confessato.

    I nonni paterni non si danno pace: «avevamo creduto alla storia degli uomini incappucciati: non avevamo ragione di non credere. Elena era una bimba meravigliosa» la nonna Rosaria Testa ha spiegato: «quando hanno litigato non voleva andare via da casa, un giorno la mamma le stava dando botte e gliela abbiamo dovuta togliere dalle mani. Quella mattina l’ho accompagnata a scuola e le ho detto nessuno ti vuole bene più di me. Lei mi ha guardata e mi ha fatto capire che aveva capito quello che avevo detto. La madre aveva un atteggiamento autoritario e aristocratico. Decideva lei quando portarci la bambina». Il nonno Giovanni Del Pozzo è incredulo di fronte alla brutalità dell’omicidio: «non credevamo possibile una cosa del genere. Un rapimento era impensabile . Non si poteva immaginare quello che è successo. Mi sembra tutto così strano, assurdo. La madre di Elena era una ragazza molto chiusa, ma non riesco a spiegarmi il motivo di quello che è accaduto. Ma adesso chi è stato deve pagare, anche chi l’ha eventualmente aiutata».

    Secondo gli inquirenti la giovane è “assente e distante“, ha ammesso di aver agito da sola, ma non parla del movente. I carabinieri hanno dichiarato che Patti “è rimasta sul vago come se non si fosse resa conto di quello che ha fatto. È come se avesse detto: l’ho fatto ma non so perché“. L’avvocato della donna, Gabriele Celesti, è ha dichiarato che la sua assistita è “distrutta e molto provata che ha fatto qualcosa che neppure lei pensava di poter fare“, e avrebbe agito come se “qualcuno si fosse impadronito” di lei, dimostrandosi “tutt’altro che fredda e calcolatrice“. La Procura segue la pista della gelosia della madre che vedeva la piccola troppo affezionata alla nuova compagna del padre, Patti non sopportava l’idea “che vi si affezionasse anche la propria figlia“.

    La gelosia sarebbe stato il motore della premeditazione dell’omicidio. La mamma ha ripreso la piccola, che aveva dormito dai nonni ed era stata portata all’asilo da una zia, alle 13:30. La 23enne a questo punto esce nuovamente di casa in auto, creando un diversivo e poi torna a casa, a questo punto si compie l’omicidio e dopo aver messo il corpicino in cinque sacchi di plastica la madre seppellisce la piccola in giardino. Da qui parte la messa in scena del rapimento. Una ricostruzione che sembra essere smentita da quanto emerge dall’ultimo interrogatorio della donna. Il legale che la assiste ha dichiarato che Patti “ha detto di avere ucciso Elena sul luogo del ritrovamento” ed esclude la premeditazione, ribadendo che “ha agito come se non fosse in lei, come se avesse avuto una forza sovrannaturale alla quale non ha potuto resistere e non c’è stato un pensiero che l’ha potuta frenare“. Per quanto riguarda la possibilità di una perizia psichiatrica il legale assicura: «faremo accertamenti del caso con uno specialista per vedere se ci sono rilievi di profilo psichiatrico che possono avere influito sul fatto. Ma una valutazione su questo oggi è prematura. Poi tecnicamente cercheremo di fare tutto quello che possiamo fare anche per colmare le lacune che ancora ci sono nelle indagini”. Sulla premeditazione contestata dalla Procura il legale ha sottolineato che “è un’ipotesi investigativa che, a mio avviso, si abbina al movente che è ancora in fase di accertamento: anche un furto d’auto richiede un minimo di organizzazione».

    Da chiarire, per il capitano dei carabinieri Salvatore Mancuso sono “il luogo del delitto e l’eventuale responsabilità di altre persone o nella commissione dell’omicidio o nell’occultamento del cadavere“.

    Arrivano anche le dichiarazioni della maestra della bimba, che ha visto la madre prendere la piccola Elena all’uscita dall’asilo.

    «Ho affidato la bambina alla mamma, ma forse la mamma aveva già premeditato tutto. È terribile – ha dichiarato Veronica Piazza, responsabile della scuola infanzia Hakuna Matata di Tremestieri Etneo – La bambina aveva trascorso la notte fuori casa e non appena aveva visto la mamma, era corsa incontro a lei abbracciandola».

    di: Flavia DELL’ERTOLE

    FOTO: ANSA

    CATANIA elena del pozzo martina patti omicidio
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    Flavia Dell'Ertole

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