L’associazione Coscioni ha risposto al ministro Speranza sul tema delle spese sostenute da Mario: “inerzia parlamentare non neghi le norme della Consulta”

Oggi inizierà la sedazione profonda per Fabio Ridolfi, il 46enne marchigiano che, dopo aver ottenuto l’assenso per il suicidio medicalmente assistito, non ha ricevuto l’indicazione del farmaco e ha quindi scelto questo trattamento alternativo.

Nel frattempo prosegue il botta e risposta fra l’Associazione Luca Coscioni e il ministro della Salute sulla questione del suicidio assistito. Ieri infatti Speranza aveva ribadito la necessità che fosse lo Stato a pagare le spese per il suicidio medicalmente assistito del 44enne di Fermignano.

«Pur rinnovando la gratitudine per l’interessamento diretto da parte del ministro Speranza, non possiamo non notare che il ministro sembra confondere il futuro con il passato. Mario ha infatti già dovuto sborsare i cinquemila euro, coperti dalla raccolta fondi pubblica lanciata dall’Associazione Luca Coscioni» rispondono Filomena Gallo e Marco Cappato.

«Non si tratta dunque di ipotizzare un ‘intervento’ del Governo laddove ve ne sia bisogno. Si tratta semmai di attuare un risarcimento e di emanare precise direttive affinché un episodio del genere non si riproduca» concludono, precisando ancora che “è quanto chiediamo al Governo da mesi“.

«In assenza di una circolare ministeriale i Servizi sanitari regionali possono impunemente proseguire il boicottaggio della sentenza ‘Cappato Antoniani’ della Corte costituzionale, in vigore da quasi tre anni senza mai poter essere stata applicata» accusa ancora l’associazione puntando il dito contro “l’inerzia parlamentare” che “non può e non deve fungere da alibi per disapplicare le norme in vigore stabilite dalla Consulta“.

Questa sera a Fermignano (Pesaro Urbino) ci sarà una veglia organizzata dal Comune per salutare Fabio Ridolfi, il 46enne che si sottoporrà alla sedazione profonda e continua proprio a causa dei ritardi nelle procedure per ricevere il suicidio medicalmente assistito, nonostante un primo parere favorevole del Comitato Etico della Regione Marche.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO