La Commissione Parlamentare Antimafia ha ritenuto “impresentabili” 18 candidati alle elezioni amministrative

Sono 18 i candidati alle elezioni amministrative di domenica ritenuti “impresentabili” dalla Commissione Antimafia, secondo il codice di autoregolamentazione dei partiti e la legge Severino.

La Commissione Parlamentare Antimafia ha esaminato 19mila candidati. La valutazione ha riguardato 57 consigli comunali, quattro capoluoghi di Regione (Genova, L’Aquila, Catanzaro e Palermo) e 22 capoluoghi di provincia.

A 18 candidati sono stati contestati, tra gli altri, i reati di corruzione, traffico di rifiuti, peculato e abuso d’ufficio. Tra questi il candidato sindaco di Frosinone, Mauro Vicano, per il quale è stato già disposto il giudizio per traffico illecito di rifiuti.

Luigi Maiorano, candidato ad Acri, in provincia di Cosenza, è a giudizio per concussione, mentre Antonio Comitangelo, candidato a Barletta, è accusato di corruzione.

A Palermo sono quattro i candidati ritenuti “impresentabili”: Francesco La Mantia, Salvatore Lentini, Giuseppe Lupo e Giuseppe Milazzo.

«Il numero appena indicato è il frutto delle verifiche effettuate grazie alle prescrizioni del codice etico che questa Commissione si è dato nel rispetto degli elettori. Voglio ricordare – ha dichiarato Nicola Morra, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia – che questo codice di autoregolamentazione è stato votato da tutta la Commissione ed è rappresentativo di tutti i partiti che l’hanno scritto e votato».

In merito all’arresto del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Lombardo e del candidato di Forza Italia Pietro Polizzi, Morra ha sottolineato che, in realtà, entrambi sono considerati “presentabili”.

«I due candidati arrestati negli ultimi giorni, Polizzi e Lombardo, sarebbero stati presentabilissimi ai sensi del Codice Bindi di autoregolamentazione e della legge Severino – ha affermato il presidente – Il mio invito agli elettori è pertanto a usare la massima attenzione al momento del voto».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI