L’inquilino di Downing Street ottiene la fiducia ma la tensione è alta

È stata respinta la mozione di sfiducia nei confronti del premier britannico Boris Johnson, che quindi ottiene la fiducia. Sono stati 211 i voti contrari, 148 quelli favorevoli.

«Oggi abbiamo la chance di mettere fine a settimane di speculazioni mediatiche [sul Partygate, NdR] e di tornare a portare avanti questo Paese, da subito, come un partito unito – ha detto Johnson durante il suo appello – È il momento di mettere un punto e poi concentrarsi su ciò che davvero conta».

Poco dopo l’esito, il premier ha affermato che il suo governo può ora “andare avanti” dopo il risultato “convincente” e “decisivo”.

Ai deputati ribelli si era unito un membro junior del governo, il Tory scozzese John Lamont, che ha annunciato il voto contro Johnson e si è dimesso dal ruolo di assistente della ministra degli Esteri, Liz Truss.

La tensione resta alta: le opposizioni hanno bollato Johnson come “un cadavere ambulante” e adesso hanno preso di mira il partito Conservatore per averlo tenuto in carica nonostante scandalo e malcontento.

Il leader dei liberaldemocratici, Ed Davey, annuncia da parte sua una mozione dimostrativa di sfiducia contro il premier anche alla Camera dei Comuni, la cui ammissione al voto non è scontata.

di: Francesca LASI

FOTO: IMAGOECONOMICA.IT/ALEXANDROS MICHAILIDIS