Proseguono le indagini sulle aggressioni subite da alcune 16enne da una 30ina di ragazzi provenienti da un flash mob sul lago

Proseguono gli accertamenti della Mobile di Verona sulle molestie denunciate da una decina di ragazze di 16 anni a bordo del treno regionale Verona-Milano lo scorso 2 giugno. Secondo le prime indagini i responsabili sarebbero una 30ina di ragazzi che avrebbero accerchiato e molestato le vittime.

I responsabili avrebbero preso il treno dopo il raduno convocato sul Garda tramite TikTok, durante il quale è scoppiata anche una maxirissa. Anche se a presentare denuncia sono state cinque ragazze, si stima che le vittime delle molestie potrebbero essere almeno il doppio.

A incendiare il dibattito politico è stata anche la notizia che fra gli aggressori ci sarebbero diversi italiani di seconda generazione.

«Come per le abominevoli violenze di capodanno è calata una cappa di silenzio da parte di certa sinistra e delle femministe. – accusa la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni – Nessuna parola di sdegno, nessuna presa di posizione forte e decisa, probabilmente per paura di mettere in cattiva luce gli immigrati».

Si accoda alle polemiche anche Matteo Salvini, secondo cui “a questi ragazzi qualcuno l’educazione gliela deve insegnare e se non sono mamma e papà lo farà qualcun altro“.

«Non mi interessa prima o seconda generazione, questo insegna che bisognerebbe reintrodurre la leva» rilancia il leader del Carroccio.

«Mi aspetto lo stesso sdegno mediatico che per settimane una certa sinistra, femministe in testa, hanno riservato agli Alpini» incalza anche la leghista Laura Ravetto.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/TELENEWS