Dall’insediamento della giunta militare di Burhan le proteste di piazza e le violente repressioni si susseguono incessantemente in un clima di costante guerra civile

Mentre il bilancio delle vittime del colpo di Stato che lo scorso anno ha visto prevalere l’esercito di Abdel Fattah al-Burhan sfiora quota 100, le Nazioni Unite hanno chiesto un’indagine accelerata sull’uccisione di manifestanti e su diverse altre atrocità commesse dai golpisti.

Dalla presa del potere da parte dell’esercito le violenze non si sono praticamente mai arrestate, con continue ondate di proteste represse nel sangue, mentre la graduale transizione verso il Governo civile procede a tentoni.

L’esperto del’Onu Adam Dieng ha ribadito che “è semplicemente inaccettabile che 99 persone siano state uccise e oltre cinquemila ferite dall’uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza congiunte“.

Nel corso della sua seconda visita nel Paese dopo il golpe, Dieng ha raccolto testimonianze di arresti arbitrari e di massa di attivisti, violenze sessuali e di genere e “atti di tortura e maltrattamenti”. Un’indagine delle autorità sudanesi avrebbe già confermato quattro casi di violenza sessuale nel corso delle proteste.

A preoccupare le Nazioni Unite oltre alle ripetute violazioni dei diritti umani nel Paese è anche l’aggravarsi della crisi economica dopo il golpe, precipitata dopo il passo indietro dell’Occidente.

In seguito al colpo di Stato infatti gli Usa hanno sospeso l’assistenza al Suda, compreso il sostegno nell’ambito dell’accordo di normalizzazione delle sue relazioni con Israele.

«Gli Stati Uniti non stanno andando avanti in questo momento con l’assistenza originariamente impegnata al governo di transizione a guida civile del Sudan in connessione con i suoi sforzi per migliorare le relazioni bilaterali del Sudan con Israele. – dichiarava a fine maggio un portavoce dell’amministrazione Biden – Ciò include le spedizioni di grano e alcuni aiuti allo sviluppo e al commercio e agli investimenti».

L’aumento dei prezzi che stanno salendo alle stelle anche a causa della crisi mondiale di approvvigionamento e lo scarso raccolto messo in ginocchio dai cambiamenti climatici non faranno che aumentare il numero delle persone che vivono in condizione di povertà.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ELA YOKES