I rappresentanti permanenti dei 27 tornano a discutere il sesto pacchetto. Mosca: “sanzioni distruggono economia europea”

É stata convocata per oggi alle 15 la nuova riunione degli ambasciatori dell’Ue per discutere il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, bloccato ieri dopo il no di Viktor Orban al coinvolgimento del patriarca Kirill.

Il vertice si terrà a Lussemburgo, dove i rappresentanti dei 27 si trovano per la riunione dei ministri della Coesione. 

A proposito del no di Orban, parla il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni. «Io sono ottimista per dovere e penso che risolveremo anche questa difficoltà. Certo non possiamo avere l’Europa di Penelope, e questo dobbiamo mettercelo in testa. Dobbiamo avere un’Ue che prende decisioni a livello massimo e che poi rimette in discussione il giorno dopo. Penso ci siano ottime ragioni per ridiscuterla e limitarla. Applicare questo meccanismo a ogni singolo dettaglio credo che sia alla lunga un handicap» – dichiara.

Il portavoce del Governo polacco, Piotr Mueller, si rivolge direttamente all’Ungheria: «chiediamo inequivocabilmente all’Ungheria di non bloccare più questo processo. Le decisioni del Consiglio europeo sono state inequivocabili e la Polonia e altri Paesi dell’Ue vogliono adottare questo pacchetto di sanzioni il prima possibile».

Mosca, intanto, commenta i risultati del Consiglio europeo del 30-31 maggio. «É molto probabile che la decisione dell’Ue sull’embargo parziale del petrolio e dei prodotti petroliferi russi, nonché il divieto di assicurazione per le navi mercantili russe, provocherà ulteriori aumenti dei prezzi, destabilizzazione dei mercati energetici e interruzione delle catene di approvvigionamento. Le nuove misure punitive concordate da Bruxelles, accelereranno l’imminente crisi alimentare che la Ue, a parole, cerca invece di evitare – è l’accusa avanzata dal ministero degli Esteri russo. – L’ultimo Consiglio europeo ha mostrato che Bruxelles sta costantemente spingendo Kiev sull’orlo del baratro invece di portarla a un accordo. Nelle loro conclusioni, i leader dell’Ue ancora una volta non hanno detto una parola sullo scenario di una soluzione negoziata pacifica in Ucraina, che, come sapete, è bloccata da Kiev. Al contrario, l’Ue sta volutamente spingendo Kiev più vicino all’orlo del baratro. Allo stesso tempo, i mostruosi crimini di guerra commessi quotidianamente dai combattenti neonazisti ucraini e i loro abusi sui civili vengono taciuti».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/PALAZZO CHIGI