Jean-Luc Martinex è accusato di aver preso parte a un traffico internazionale di reperti archeologici trafugati dal Vicino e Medio Oriente, fra i quali anche una stele di Tutankhamon
Ieri Jean-Luc Martinex, ex presidente e direttore del Museo del Louvre, è stato incriminato per “riciclaggio e complicità in frode in una banda organizzata”. L’archeologo e storico dell’arte francese potrebbe essere coinvolto in un’indagine sul traffico di antichità dal Vicino e Medio-oriente, come si apprende da una fonte giudiziaria parigina.
Martinez, che al momento ricopre l’incarico di ambasciatore per la cooperazione internazionale nel settore del patrimonio culturale, è stato arrestato insieme a due egittologi, poi rilasciati. L’archeologo è stato direttore del Museo per 8 anni, fino al 2021 quando Macron lo ha sostituito con Laurence des Cars, la prima donna a guidare l’istituzione simbolo della cultura parigina nel mondo.
I tre sarebbero sospettati di aver preso parte a un traffico di opere fra le quali anche una stele di Tutankhamon; la vicenda risalirebbe al 2016, quando il Louvre di Abu Dhabi, una “filiale” del Museo francese, avrebbe diverse antichità egizie per decine di milioni di euro.
A far scaturire le indagini sarebbe stata proprio la stele in granito rosa alta 1.70 metri sulla quale è inciso il nome del faraone della XVIII dinastia, la cui provenienza è ancora discussa. L’ipotesi dell’accusa è che siano stati prodotti dei documenti falsi per “riciclare” centinaia di antichità e reperti archeologici saccheggiati in diversi Paesi del Vicino e Medio oriente.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/IAN LANGSDON
