Tra il 29 e il 30 marzo lancette avanti di un’ora, anche quest’anno il nuovo orario ci accompagnerà fino a ottobre
Con la discussione europea che sembra essersi arenata anche quest’anno arriva l’ora legale. Tra sabato 29 e domenica 30 marzo l’Italia sposta le lancette dell’orologio avanti di un’ora. Il nuovo orario ci accompagnerà fino a ottobre, quando, tra sabato 25 e domenica 26, l’ora “rubata” ci verrà restituita per rientrare nel regime “solare” e accogliere il nuovo inverno.
L’ora legale quest’anno arriva leggermente in anticipo: non c’è infatti una data fissa, anzi, il passaggio viene stabilito di anno in anno e ogni Paese decide in completa autonomia. Negli Stati Uniti, ad esempio, il cambio è avvenuto tra l’8 e il 9 marzo e quindi per quasi un mese la differenza oraria tra Italia e America è stata di 7 ore invece delle consuete 6.
L’ora legale e la discussione in Europa
Il tema del cambio dell’ora viene discusso da anni in sede di Unione Europea. Nel 2018 la Commissione aveva avanzato una proposta di cambiamento per rendere definitivo un orario soltanto ma gli Stati membri non sono riusciti a trovare un accordo e quindi la risoluzione non è mai diventata definitiva. L’impasse è avvenuta perché alcuni Paesi avrebbero voluto mantenere l’ora legale tutto l’anno, mentre gli altri avrebbero prediletto l’ora solare.
La divisione avrebbe creato caos: Stati confinanti avrebbero finito per avere fusi orari diversi, i trasporti ne avrebbero risentito e così le attività economiche transfrontaliere.
La Commissione europea ha chiuso il fascicolo nel 2019 perché nessun Governo ha preso l’iniziativa per raggiungere una soluzione definitiva e di conseguenza è stato confermato l’attuale sistema di cambio d’ora semestrale.
I disturbi dell’ora legale
Il cambio dell’ora rappresenta in molti casi un problema medico. Secondo il neurologo dell’ospedale San Raffaele di Roma Pietro Barbanti, intervistato da Rainews, le persone hanno “un orologio nel cervello, posto nell’ipotalamo, che determina il nostro bioritmo. Questo orologio controlla tanti piccoli orologi, tanti bioritmi all’interno dei nostri organi (cuore, muscoli, fegato, rene). Ma l’orologio del nostro cervello viene ogni giorno rimesso a punto dall’alternarsi luce/buio. Ed ecco che con il passaggio dall’ora solare all’ora legale noi ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando. Cambiano ad esempio i ritmi ormonali, il picco della serotonina (che è nella tarda notte/prima mattinata) si sfalsa il cortisolo e la melatonina viene iniziata a produrre un’ora più tardi“. Perciò il primo sintomo dell’ingresso nell’ora legale è il peggioramento della qualità del sonno.
Ci sono delle evidenze mediche: il primo lunedì successivo all’ingresso dell’ora legale è il giorno “con il maggior numero di infarti miocardici che afferiscono al pronto soccorso” ha spiegato Barbanti. Vuol dire, in soldoni, “che noi dormiamo così poco che basta dormire un’ora in meno la notte del cambio dell’ora per scompensare il nostro sistema ed esporci a uno stress maggiore“.
di: Micaela FERRARO
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