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    Storia di una Rivoluzione

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleMarzo 25, 2024
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    Indice

    1. Quella del 1974 è una rivoluzione segnata prima dalla musica, poi dai fiori
      1. La dittatura salazarista
      2. Verso la Rivoluzione
      3. Il 25 aprile 1974

    Quella del 1974 è una rivoluzione segnata prima dalla musica, poi dai fiori

    In Portogallo dal 1933, prima dell’arrivo dell’ingombrante vicino Francisco Franco, governa António de Oliveira Salazar, un dittatore ben diverso da quelli in quegli stessi anni si imponevano in Germania e Italia in grado di rendere il Portogallo un covo di spie e un Paese blindato. 

    Dalle dittature europee del Novecento Salazar prende in prestito autoritarismo e repressione, ma non il culto della persona. Il dittatore è schivo, non si tratta di un generale militare o di un leader carismatico, Salazar è un professore, un economista, e preferisce di gran lunga passare il suo tempo tra i documenti che non affacciato al balcone. Proprio grazie al suo successo come ministro dell’Economia Salazar accumula consenso sul finire degli anni ‘20, grazia alle sue politiche economiche rigidissime il Portogallo torna ad avere un bilancio in attivo ed esce indenne la crisi economica del 1929 che travolge Stati Uniti ed Europa. 

    Il discorso del presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Lisbona, 25 Aprile 2023. EPA/TIAGO PETINGA

    La dittatura salazarista

    Nel 1931 fonda União Nacional (Unione Nazionale) e l’anno successivo viene nominato presidente del Consiglio, a seguito di una modifica apportata alla Costituzione Salazar accentra su di sé il potere e dà vita all’Estado Novo un regime autoritario fortemente supportato dalla classe militare, si tratta di un sistema corporativista e nazionalista, che intende proporsi come terza via tra socialismo sovietico e liberismo statunitense è infatti contrario a comunismo, socialismo, sindacalismo, anarchismo, liberalismo e anticolonialismo con la PIDE, la polizia politica (Polícia Internacional e de Defesa do Estado) che perseguitava gli oppositori che venivano arrestati, torturati e uccisi. 

    Il progetto di Salazar era inoltre appoggiato pienamente dalla Chiesa dato che uno dei punti centrali della dittatura era anche la difesa del cattolicesimo tradizionale – Salazar studiò presso il seminario di Viseu – e a differenza delle altre dittature contemporanee in Europa la retorica salazarista è del tutto prima della componente rivoluzionaria, mancava inoltre  di volontà espansionistiche avendo, per quanto riguarda la politica estera, solo la ferma intenzione di non cedere indipendenza alle colonie nel tentativo di rimanere un importante impero coloniale. 

    Aprile 1974. ARCHIVIO/ANSA

    La politica salazarista portò a un sostanziale isolamento del Portogallo e riuscì far trasmettere all’estero l’immagine di una dittatura pacata preservando l’idea di un Portogallo democratico, la propaganda interna si rivolgeva soprattutto alle classi medie e alte della società, dove il timore di infiltrazioni di ideologie sovversive era percepito in maniera significativa. Allo scoppio della guerra civile nella vicina Spagna Salazar comprese fin da subito il pericolo di una disfatta di Franco come possibile minaccia per una disfatta portoghese così, mantenendo una neutralità di facciata acconsentì al supporto bellico per il dittatore spagnolo. La neutralità (di facciata) fu scelta anche per la Seconda Guerra Mondiale, in questo frangente il gioco politico di Salazar fu più scaltro e doppiogiochista: firmò un trattato di non belligeranza con le potenza angloamericane, concedendo loro però di installare delle basi militari nelle Azzorre, parallelamente fornì aiuti militari e rifornimenti a Germania e Italia. 

    L’isolazionismo e la neutralità fecero sì che il Portogallo potesse godere di un Pil in crescita, il Paese si ammodernò e iniziò a essere interessante anche agli occhi degli investitori esteri. Parallelamente a ciò, però, la vita nelle colonie si faceva insostenibile. Il mondo coloniale era dilaniato dalla violenza delle truppe portoghesi a tal punto da sfociare in una vera e propria guerra civile volta all’indipendenza. 

    Verso la Rivoluzione

    Fu proprio la guerra coloniale a dare il via alla Rivoluzione dei Garofani, le resistenze alla decolonizzazione generarono guerra costosissime economicamente e in termini di vite umane, a livello internazionale i due poli contrapposti nella Guerra Fredda finanziavano i movimenti di liberazione nazionale con l’obiettivo di aumentare il numero di Paesi nella propria sfera d’influenza. In questo clima iniziò anche a venir meno la crescita economica del Portogallo a causa delle scelte isolazionistiche di Salazar e le guerre coloniali.

    Aprile 1974, Lisbona. ARCHIVIO/ANSA

    Nel frattempo, nel 1968 Salazar ebbe un incidente domestico, secondo i medici difficilmente avrebbe riacquisito le sue facoltà fisiche e mentali così venne sostituito da Marcello Caetano. Gli anni ‘70 si aprirono con un Paese sfinito dalla guerra che si protraeva oramai da quasi 20 anni che provocava un malcontento diffuso particolarmente tra le classi sociali meno ricche e all’interno dell’esercito; proprio nell’ambiente delle Forze armate inizia a farsi strada l’idea di un rovesciamento della dittatura. In un primo momento alcuni capitani si unirono nel Movimento dei Capitani che successivamente divenne il Movimento delle Forze Armate che riunì le anime più di sinistra che intendevano portare il Portogallo verso la democratizzazione e alla decolonizzazione, puntando a libere elezioni e all’abolizione della PIDE.  

    Il 5 marzo 1974 venne approvato il programma politico del Movimento delle Forze Armate durante una riunione clandestina a Cascais, da quel momento il documento iniziò a circolare tra le fila dell’esercito e raggiunse anche i governo che, in reazione, arrestò e trasferì alle Azzorre uno dei dirigenti del Movimento, Vasco Lourenço. Il 16 marzo il quinto Reggimento di Fanteria marciò su Lisbona, ma il tentativo di golpe fu fallimentare e circa 200 militari vennero arrestati. In una riunione successiva all’insuccesso durante una nuova riunione clandestina del Movimento venne stabilita la nuova data per il colpo di Stato: tra 22 e 29 aprile. 

    Celebrazioni del 40esimo anniversario della Rivoluzione dei Garofani. Lisbona, 25 Aprile 2014. EPA/JOSE SENA GOULAO

    Il 25 aprile 1974

    Nell’organizzazione del colpo di Stato venne scelto come messaggio un brano censurato che venne trasmesso poco dopo la mezzanotte da Radio Renascença, sulle note di Grândola, Vila Morena ha avvio la Rivoluzione: vennero arrestati alcuni alti ufficiali fedeli al regime e vennero occupati luoghi strategici, come l’aeroporto di Lisbona e la prigione politica di Peniche.

    Mentre alcuni ribelli riuscirono a prendere il controllo della televisione di Stato e delle stazioni radio Rádio Clube Português ed Emissora Nacional alcune truppe marciarono verso la sede delle istituzioni governative, il quartiere Terreiro do Paço, qui un plotone lealista si unì ai ribelli, come anche la fregata Gago Coutinho, in esercitazione con altre imbarcazioni NATO, che ricevette l’ordine di posizionarsi davanti al Terreiro do Paço e aprire il fuoco contro i ribelli, si rifiutò di eseguire l’ordine. Nella mattinata del 25 aprile i ministri della difesa, dell’informazione, del turismo, dell’esercito, della marina, il capo di stato maggiore, il governatore militare di Lisbona e il sottosegretario all’esercito riuscirono a fuggire e organizzare un comando lealista, quando a Terreiro do Paço giunsero le forze leali alla dittatura il rifiuto di eseguire gli ordini degli ufficiali subalterni prima e dei soldati dopo spinsero il brigadiere al comando, Junqueira dos Reis, ad abbandonare il campo. Alle 11:45 il Movimento annunciò di aver preso il controllo del Paese, dopo le 16 Caetano accettò di trattare con i ribelli per poi arrendersi. Alle 23:20 del 25 aprile 1974 venne approvata la legge che decretò la destituzione del Presidente della repubblica e del Primo ministro, lo scioglimento dell’Assemblea nazionale e del Consiglio di Stato, e il passaggio dei poteri alla Giunta di Salvezza Nazionale, composta da membri dell’MFA, vennero inoltre approvati i decreti legge 170/74, 171/74 e 172/74 che ordinarono la destituzione dei governatori civili delle province, la dissoluzione del partito unico Ação Nacional Popular, lo scioglimento della polizia politica, della Legione Portoghese, della Mocidade Portuguesa e di altre associazioni di regime. 

    Celebrazioni a Lisbona, 25 Aprile 2023. EPA/JOSE SENA GOULAO

    A seguito del colpo di Stato Marcello Caetano e il presidente Tomás insieme ad altre personalità legate al regime vennero esiliate, contestualmente fecero ritorno in Portogallo i molti esuli e vennero liberati i prigionieri politici, le celebrazioni per la ritrovata libertà culminarono, il 1 maggio 1974, nella Festa dei lavoratori quando a Lisbona si radunarono circa un milione di persone.

    Ciò che avvenne in Portogallo fu di fatto un colpo di Stato anomalo, senza spargimento di sangue – secondo alcune fonti furono quattro i morti, uccisi dalle forse lealiste alla dittatura – e i militari ribelli ebbero da subito l’appoggio della popolazione locale. Fu una Rivoluzione che iniziò con una canzone e proseguì con dei petali, viene ricordata come Rivoluzione dei Garofani perché i militari in segno di non violenza sfilarono per le strade di Lisbona con i fiori infilati nelle canne dei fucili. 

    di: Flavia DELL’ERTOLE

    FOTO: EPA/MIGUEL A. LOPES

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