Dall’elenco dei vincitori ai momenti salienti fino ai meme più divertenti, il reportage completo degli Oscar 2024

Il 10 marzo si è tenuta la 96esima edizione degli Academy Awards, nella splendida cornice del Dolby Theatre di Hollywood. Una serata frizzante e piena di colpi di scena, uno spettacolo che – sotto la direzione del “direttore d’orchestra” Jimmy Kimmel ha sconfinato oltre gli spazi del cinema per parlare di attualità, politica e anche per regalare perle di ironia che sono già diventate meme e, rincorrendosi sui social media, probabilmente ci accompagneranno per il resto dell’anno. 

Jimmy Kimmel presenta la 96esima edizione degli Academy Awards al Dolby Theatre a Hollywood EPA/CAROLINE BREHMAN

Tutti i vincitori degli Oscar 2024

A trionfare sul palco del Dolby Theatre è stato senza dubbio Oppenheimer di Christopher Nolan, che si è portato a casa ben 7 statuette (su 13 Nomination ricevute), tra cui molte di quelle che comunemente si ritengono essere le più importanti. Oppenheimer è stato premiato Miglior Film, Nolan Miglior Regista, Cillian Murphy – che dà volto al fisico padre della bomba atomica nel film – Miglior Attore Protagonista, e Robert Downey Jr Miglior Attore Non Protagonista. Inoltre, il film ha ricevuto l’Oscar per la Miglior Colonna Sonora (Ludwig Goransson), la Miglior Fotografia (Hoyte van Hoytema), il Miglior Montaggio (Jennifer Lame).

Al Pacino, Christopher Nolan, Emma Thomas e Charles Roven, vincitori dell’Oscar per Oppenheimer EPA/ALLISON DINNER

Emozionato, Nolan ha dichiarato nel suo discorso della vittoria: «ci sono così tante persone che mi hanno portato qui. Universal studios, grazie per aver visto il potenziale di questo film. Grazie per il libro su cui è basato, l’incredibile cast di questo film, capeggiato dall’incredibile Cillian Murphy, e una troupe fenomenale, composta da persone alcune delle quali sono state premiate stasera. Grazie a tutte le persone che hanno creduto in me, a mio fratello, la mia famiglia, l’incredibile Emma Thomas, produttrice di tutti i nostri film… e anche di tutti i nostri bambini! E grazie all’Academy, mi limito a dire che il cinema ha circa un centinaio di anni, quindi immaginate come mi sento a essere qui, a cento anni dalla sua invenzione: è un grandissimo onore per me».

Cillian Murphy vincitore dell’Oscar come Miglior Attore protagonista in Oppenheimer EPA/ALLISON DINNER

Murphy, primo irlandese in assoluto a vincere il premio, ha dichiarato: «sono un irlandese molto orgoglioso di essere qui stasera. Sono un po’ sopraffatto. Abbiamo fatto un film sull’uomo che ha creato la bomba atomica, e nel bene o nel male viviamo tutti nel mondo di Oppenheimer. Quindi vorrei davvero dedicarlo ai costruttori di pace di tutto il mondo».

Sono premi che valgono ancora di più se si considera contro “chi” sono stati vinti: Nolan ha battuto registi del calibro di Triet, Scorsese, Lanthimos e Glazer; Murphy (già dato per favorito in verità) ha lottato contro Bradley Cooper, Colman Domingo, Paul Giamatti e Jeffrey Wright. Robert Downey Jr ha dovuto vedersela con l’altro Avenger, Mark Ruffalo, il Ryan Gosling di Barbie, nientepopodimeno che Robert De Niro di Killers of the Flower Moon e Sterling K. Brown di American Fiction

Emma Stone, vincitrice dell’Oscar come Miglior Attrice protagonista per Povere Creature! EPA/ALLISON DINNER

Per quanto riguarda gli altri vincitori, Emma Stone ha trionfato come Miglior attrice protagonista per il ruolo di Bella Baxter in Povere Creature! di Yorgos Lanthimos. L’attrice ha 35 anni e questo è il suo secondo Oscar (dopo La La Land nel 2017), una statuetta che l’ha fatta entrare di diritto nella storia. Al momento di ritirare il premio, Stone è salita sul palco quasi in lacrime: prima di lei solo tre attrici avevano vinto due Oscar così giovani, Meryl Streep, Jodie Foster e Elizabeth Taylor. «Ho avuto quasi una crisi di panico, una cosa che succede abbastanza spesso. Ci sono momenti in cui devi dire “esci da te stessa, guardati da fuori”. In questo film l’ho fatto, l’abbiamo fatto tutti insieme». Povere creature! ha vinto anche il premio per i Migliori costumi che è andato a Holly Waddington, Miglior scenografia andato a James Price e Shona Heath, e Migliori trucco e acconciature, andato a Mark Coulier, Nadia Stacey e Josh Weston.

I vincitori dei premi Oscar per i miglior attori protagonisti e non protagonisti del 2024 EPA/ALLISON DINNER

Per quanto riguarda la Miglior attrice non protagonista a trionfare è stata Da’vine Joy Randolph, che ha interpretato Mary Lamb in The Holdovers – Lezioni di vita. Randolph ha trionfato contro Emily Blunt, Danielle Brooks, America Ferrera e Jodie Foster

La statuetta per il Miglior film straniero invece è andata al britannico La zona d’interesse di Jonathan Glazer, che ha battuto l’italiano Garrone di Io capitano, Perfect Days, The teacher’s lounge e La società della neve, ispirato al disastro aereo sulle Ande del 1972. Il film di Glazer racconta la storia del comandante di Auschwitz Rudolf Höß e di sua moglie Hedwig che realizzarono il sogno di avere una casa grande, un ampio giardino e una famiglia numerosa, ma lo fecero sul terreno adiacente al muro del campo di concentramento. La pellicola è ispirata all’omonimo romanzo di Martin Amis. «Il mio film mostra a cosa può portare questa disumanizzazione, un film fatto per il presente. Siamo qui come uomini che rifiutano che il loro essere ebrei e l’Olocausto vengano deviati da un’occupazione che ha portato al conflitto così tante persone innocenti. Le vittime del 7 ottobre in Israele o degli attacchi in corso a Gaza sono le vittime di  questa deumanizzazione. Come possiamo resistere?». Il film ha vinto anche il premio per il Miglior sonoro, andato a Tarn Willers e Johnnie Burn

Per il Miglior cortometraggio è stato premiato La meravigliosa storia di Henry Sugar di Wes Anderson: prima statuetta per il regista americano, che arriva dopo 8 nomination in carriera. Cord Jefferson ha vinto il premio per la Miglior sceneggiatura non originale, mentre la Miglior sceneggiatura originale è stata Anatomia di una caduta di Arthur Harari e Justin Triet. 

Finneas O’Connell e Billie Eilish vincono l’Oscar per What was I made for?, canzone di Barbie EPA/ALLISON DINNER

Nonostante i pronostici, Barbie di Greta Gerwig ha ottenuto un’unica statuetta: l’hanno ricevuta Finneas O’Connell e Billie Eilish per la Miglior canzone originale, vale a dire What was I made for?, colonna sonora del film appunto. Tra l’altro in Nomination c’era anche I’m just Ken dello stesso film. 

L’Oscar per il Miglior documentario è andato a 20 days in Mariupol di Mstyslav Chernov, Michelle Mizner e Raney Aronson-Rath. Il documentario racconta i primi giorni dell’invasione russa e la devastazione dei bombardamenti su Mariupol. Chernov, insieme a Maloletka, per tre settimane tra febbraio e marzo ’22 furono in Ucraina gli unici giornalisti che lavoravano per testate occidentali. Nel suo discorso di ringraziamento, Chernov ha detto: «questo è il primo Oscar nella storia dell’Ucraina, e ne sono onorato. Ma probabilmente sarò il primo regista su questo palco a dire che vorrei non aver mai fatto questo film. Vorrei poter fare a cambio con una storia in cui la Russia non ha mai attaccato l’Ucraina, mai occupato le nostre città. Preferirei dare indietro ogni riconoscimento, per una storia in cui la Russia non uccide decine di migliaia di miei connazionali ucraini. Vorrei che liberassero tutti gli ostaggi, tutti i soldati che stanno proteggendo le loro terre, tutti i civili che sono in prigione in questo momento. Ma non posso cambiare la storia. Non posso cambiare il passato. Voi, alcune delle persone più talentuose al mondo, e noi possiamo però assicurarci insieme che la storia venga corretta, che la verità abbia la meglio e che la gente di Mariupol e coloro che hanno dato la vita non siano mai dimenticati. Perché il cinema forma i ricordi, e i ricordi formano la storia».

Il Miglior film d’animazione è stato Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki e Toshio Suzuki, che ha battuto anche Spider-man: across the spider-verse. 

I momenti salienti degli Oscar 2024

Gli ultimi premi sono stati il Miglior corto documentario, vinto da Ben Proudfoot, Porche Brinker e Kris Bowers per The Last Repair Shop; i Migliori effetti visivi, andati a Masaki Takahashi, Takashi Yamazaki, Kiyoko Shibuya e Tatsuji Nojima per Godzilla Minus One; il Miglior corto d’animazione è stato War is over! di Dave Mullins e Brad Booker.

Gli Oscar 2024 hanno – come spesso accade – sorpreso e la cerimonia di premiazione si è trasformata in un vero e proprio spettacolo fatto di esibizioni, ilarità e qualche polemica. 

Il simpatico dibattito “Barbenheimer” è arrivato anche sul palco degli Oscar. Protagonisti sono stati Emily Blunt e Ryan Gosling, candidati entrambi, che hanno inscenato un tentativo di superare la “rivalità” conclusosi ovviamente con una finta lite in cui Blunt rinfacciava a Gosling di aver vinto più premi e Gosling ribatteva di aver avuto incassi maggiori. L’ultima parola è stata però di Blunt, che ha chiamato Gosling mister-devo-dipingere-i-pettorali-per-essere-candidato“.

Ryan Gosling è stato protagonista anche di una performance splendida: l’attore ha cantato “I’m just Ken” dalla colonna sonora di Barbie, ma lo ha fatto calcando quella comicità e quella vena caricaturale che è presente anche nel film. A un certo punto, Gosling è sceso nel pubblico e ha fatto cantare dal suo microfono le grandi protagoniste del film: Margot Robbie, America Ferrera e Greta Gerwig. 

A seguire c’è stato un altro momento insieme ironico ed emozionante: Emma Stone, salita sul palco dopo l’esibizione di Gosling, ha mostrato la cerniera del suo vestito sulla schiena, che si era rotta e ha dichiarato di essere “abbastanza sicura che si fosse rotta durante la performance” dell’attore di Barbie. «Ero così sbalordita da Ryan e da quello che stava facendo e il suo numero mi ha semplicemente fatta impazzire, ero lì presa dal momento e, sai, sono cose che succedono».

Grande ilarità al momento della consegna del premio per i Migliori costumi. Jimmy Kimmel ha introdotto John Cena – che doveva consegnare la statuetta appunto – ricordato l’edizione degli Oscar di 50 anni fa (1974) quando un disturbatore salì sul palco senza vestiti. A seguire, il wrestler e attore Usa è salito sul palco completamente nudo, fatta eccezione per le Birkenstock e la busta contenente i nomi dei vincitori. “I costumi sono forse la cosa più importante che ci sia”, ha dichiarato, scatenando le risate.

Anche quest’anno, agli Oscar è nata una stella. E no, stavolta non si tratta di Lady Gaga bensì di Messi, che non è il calciatore ma il border collie bianco e nero attore protagonista di “Anatomia di una caduta“, dove interpreta il cane da compagnia del bambino del film, cieco. E durante la premiazione degli Oscar, Messi ha applaudito i suoi colleghi. Certo, dopo aver fatto pipì sulla Walk of Fame, precisamente sulla stella di Matt Damon

Alcuni dei momenti più iconici hanno visto protagonisti attori cardine dell’ultimo secolo. Schwarzenegger e DeVito sono saliti insieme sul palco 36 anni dopo l’uscita di Twins, in cui interpretavano una coppia di gemelli; i due attori hanno detto di essere accomunati dal fatto di aver entrambi provato a uccidere Batman. E, dopo aver visto Michael Keaton nel pubblico, DeVito ha urlato “è qui!” e Schwarzenegger ha imprecato, complice Keaton che, dal pubblico, ha fatto la faccia “alla Batman” e ha sfidato i “nemici” a raggiungerlo.

Non è mancata la politica, e con essa, la polemica. 

Poco prima di annunciare il film vincitore della statuetta più ambita, Kimmel ha letto in diretta una recensione negativa su di lui che era stata scritta su Truth Social dall’ex presidente Usa Donald Trump e che recitava (tra l’altro): “c’è mai stato un presentatore degli Oscar peggiore di Jimmy Kimmel?“. In risposta, Kimmel ha dichiarato: «grazie presidente Trump, grazie di star guardando la serata, sono sorpreso… è già finito il suo periodo in prigione?».

Infine, un momento alla “Carramba” tra Christopher Nolan e una sua compagna di scuola, che era agli Oscar come giornalista e che gli si è presentata durante la conferenza stampa: “eravamo a scuola insieme” ha detto, e Nolan, sorpreso, ha riso pregandola di “non raccontare niente di quel periodo”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA