alec baldwin

Insieme all’attore statunitense anche l’armiera del film, Hannah Gutierrez-Reed, la cui funzione era di vigilare sulla sicurezza delle armi, è incriminata per omicidio involontario. Il processo inizierà il 9 luglio 2024

Prosegue l’inchiesta riguardante la sparatoria avvenuta sul set del film Rust nel 2021. L’attore statunitense Alec Baldwin è stato accusato di omicidio colposo con due capi d’imputazione da un gran giurì del New Mexico per la morte di Halyna Hutchins, direttrice della cinematografia e per il ferimento del regista Joel Souza. Adesso l’attore, che si è sempre dichiarato innocente, potrebbe trascorrere dai 18 mesi ai cinque anni in carcere se ritenuto responsabile. «No, no, no, no, no. Non punterei mai una pistola contro qualcuno, e non premerei mai un grilletto per sparare a nessuno. Qualcuno ha inserito un vero proiettile nella pistola, un proiettile che non avrebbe nemmeno dovuto essere sul set». La procura di Santa Fe ha però deciso di non attuare una legge del New Mexico che avrebbe aggravato la pena a un minimo di cinque anni di prigione. Al tempo della tragedia questa presagiva che, per essere applicata, la pistola dovesse essere afferrata con lo scopo di minaccia o volontà diretta di ferire un individuo. 

L’episodio

La tragedia avvenne al Bonanza Creek Ranch vicino a Santa Fe (New Mexico), nel sud-ovest degli Stati Uniti. Baldwin stava facendo alcune prove quando dal revolver che aveva in mano, che doveva contenere soltanto cartucce a salve, partì il colpo che uccise la direttrice della fotografia Halyna Hutchins. La polizia ipotizzò che l’attore avesse utilizzato la replica di una pistola Colt .45 consegnatagli da David Halls, uno degli assistenti alla regia, che avrebbe gridato “cold gun”, letteralmente “pistola fredda” per indicare che quella fosse scarica. Halls non sembrava essere a conoscenza che questa contenesse proiettili veri perché era stata la persona addetta alle armi a prepararla e a riporla sul carrello insieme a una cintura con fondina. Halls aveva poi deciso di testimoniare per la difesa dipingendo la responsabile delle armi, Hannah Gutierrez-Reed, come una professionista competente e dichiarandosi colpevole dell’incidente per aver trascurato un controllo di sicurezza. L’uomo è stato quindi condannato a 6 mesi con sospensione della pena e libertà vigilata senza supervisione, una multa di 500 dollari, 24 ore di servizio comunitario e un corso sulla sicurezza delle armi da fuoco con l’accusa di uso negligente di un’arma mortale.

Ranch americano (PIXABAY)

L’accusa dei legali dell’attore

«Aspettiamo con impazienza il nostro giorno in tribunale», hanno commentato gli avvocati di Baldwin, Luke Nikas e Alex Spiro facendo riferimento all’inizio del processo per omicidio colposo il 9 luglio 2024. Il 14 marzo i due legali hanno chiesto ai giudici di non approvare l’accusa contro Baldwin incolpando i pubblici ministeri di essersi impadroniti in maniera illegittima delle prove fornite dall’accusa distraendo dalla difesa dell’attore e dalle testimonianze a suo sostegno. La commissione giudicante non avrebbe infatti ascoltato il regista Joel Souza, l’assistente alla regia e coordinatore della sicurezza Dave Halls e neanche l’esperta di oggetti di scena, Sarah Zachry. “Il gran giurì non ha ricevuto le testimonianze favorevoli o a discarico, né i documenti che lo Stato aveva l’obbligo di presentare – si legge nella mozione della corte firmata dall’avvocato difensore Luke Nikas – Né al gran giurì è stato detto che aveva il diritto di revisione e l’obbligo di richiedere queste informazioni”. Gli avvocati Nikas e Spiro sostengono poi che la giuria abbia accolto prove errate unilaterali rispetto la pistola coinvolta nell’incidente mortale.

Alex Spiro, avvocato di Alec Baldwin (EPA/GEORGE NIKITIN)

La fretta di Baldwin…

«Un’altra, un’altra, subito. Ricarichiamo», grida Baldwin. È ciò che si sente e che si vede in un video proiettato in tribunale nel corso del quale l’attore mette fretta alla troupe. Dopo il “cut” del regista, Alec è impaziente di ripetere da capo la scena in cui deve sparare con la pistola. E poi si vede Hannah Gutierrez Reed, la responsabile delle armi sul set, sollecitata ad inserire altre pallottole nel revolver. «Dovremmo avere due pistole, pronte entrambe per l’uso», dice allora immediatamente l’attuale incriminato di omicidio. Proprio per questo dettaglio visibile e udibile nella clip, il legale della donna, Jason Bowles, ha accusato l’attore statunitense ed altri produttori del film di aver messo “la velocità e il profitto” al di sopra della sicurezza. «Hannah era la persona meno potente su quel set. Un bersaglio facile e un facile capro espiatorio», ha detto il difensore citando altri due episodi di colpi partiti per negligenza il giorno in cui la Hutchins rimase uccisa.

A fatti accaduti, uscirono alcune indiscrezioni che avevano informato che le pallottole vere sarebbero state usate come svago, al di fuori delle riprese, da diversi membri della troupe per esercitarsi a sparare. Tra le voci anche quella riguardante l’uso di droga sul set e l’alterazione da parte della Reed di alcune prove per il trasferimento di una bustina di cocaina dopo essersi posta all’interrogatorio della polizia il giorno del tragico incidente. L’accusa aveva infatti scritto di ritenere che la Reed avesse fatto uso di marijuana e di alcol la sera delle riprese e che proprio per questo motivo non potesse essere totalmente lucida nell’istante in cui predispose le armi che sarebbero poi state adoperate da Alec. La donna aveva dichiarato alla polizia di aver controllato l’arma prima che venisse impugnata da Baldwin ed aveva espresso stupore alla presenza di proiettili veri. 

Questo video e molti altri elementi presentati alla giuria saranno utilizzati a luglio per il processo. La Procura ritiene Alec Baldwin responsabile sia per aver usato la pistola che ha ucciso la donna, sia per non essere riuscito a gestire in modo adeguato il suo ruolo di produttore, ma ritiene anche che Gutierrez Reed non svolse il suo lavoro in maniera professionale lasciando le pistole incustodite e il carrello con le munizioni disordinato, proprio quello usato il giorno della sparatoria il quale conteneva pallottole vere vicino a quelle a salve. Ross Addiego, uno dei membri della troupe descrisse la ragazza come meno in gamba rispetto ad altri armaioli con cui aveva lavorato in precedenza. 

Alec Baldwin lascia l’aula dopo un’udienza al Tribunale penale di Manhattan (EPA/JUSTIN LANE)

I test sulla pistola e la riapertura del caso 

In contraddizione con la versione dell’attore sussistono i risultati delle analisi a cui la pistola è stata più volte sottoposta. I procuratori, che nell’aprile 2023 avevano archiviato il caso dopo che alcune prove avevano attestato che la rivoltella poteva essere stata modificata e, quindi, poteva aver sparato anche senza la pressione del grilletto, a gennaio 2024 hanno deciso di riaprire il caso per il medesimo motivo: «i test hanno concluso con certezza che il colpo non poteva partire senza che il grilletto fosse premuto», ha detto la procuratrice Kari Morrissey. Il gran giurì della procura del New Mexico, quindi, ha emesso la recente decisione dopo aver valutato i “nuovi elementi” ritenendo anche Hannah Gutierrez-Reed responsabile per l’omicidio colposo. La 24enne, che si è dichiarata non colpevole, adesso è sotto custodia e il suo avvocato ha dichiarato che farà appello contro la condanna la quale si suppone essere una pena che può arrivare fino a 18 mesi di carcere e una multa di 5.000 dollari. L’accusa ha invece dichiarato che la donna, infrangendo la legge e i protocolli di sicurezza, ha portato munizioni vere sulla scena del film. Questo ha provocato la reazione dell’agenzia che si occupa di tutelare i lavoratori del New Mexico che ha multato la società Rust Media Productions con la massima sanzione, 100mila dollari. 

Le leggi negli Stati Uniti 

Negli USA quando sul set è previsto l’uso di armi vere (e accade molto spesso per fornire più realismo alle scene) deve essere presente una figura esperta e con la qualifica di “head armourer” ovvero capo armiere che deve avere una licenza per esercitare la professione. La sua funzione è organizzare e vigilare l’utilizzo delle armi nel corso di tutte le riprese garantendo sempre sicurezza. La BBC, ottenendo un documento con l’elenco dei membri della troupe chiamati sul set per quella giornata, ha dichiarato che la persona responsabile sul set di Rust era Hannah Gutierrez Reed, 24 anni, la quale molti ritengono troppo giovane e con poca esperienza per un’incarico simile.

Armi sul set di film western (SHUTTERSTOCK)

Generalmente i protocolli di sicurezza riguardanti le armi sui set sono molto rigidi. Se è vero che la persona responsabile deve supervisionare l’artiglieria, è anche vero che tutti coloro che fanno parte del cast devono ricevere informazioni dettagliate e precise su come comportarsi quando è previsto l’uso di un’arma in scena o, ancora di più, se la devono maneggiare loro stessi. Inoltre, le munizioni vere dovrebbero proprio essere bandite: queste, se usate durante le riprese, vengono caricate con munizioni a salve le quali in ogni caso potrebbero essere rischiose. Sono infatti costituite da polvere da sparo capace di generare fiammate, è anche per questo che spesso sui set si parla di ustioni alle mani. 

Finite le riprese di Rust 

Alec Baldwin è tornato sul set di Rust che ha continuato le riprese in un ranch cinematografico nel Montana nella primavera del 2023. Oggi, a produzione conclusa, si può dire che l’attore statunitense è rimasto il protagonista del film mentre ad assumere il ruolo di direttore della fotografia è stata Bianca Cline. Il suo produttore esecutivo, in base agli accordi, è stato Matthew Hutchins, il vedovo di Halyna Hutchins, sulla quale uscirà un documentario relativo alla vita e alla professione da lei svolta. Sarà la produzione di Rust a occuparsi della sua creazione e a mostrare “la brillantezza e la profondità del talento di Halyna”.

«Anche se agrodolce, sono grato che un nuovo team di produzione brillante e dedicato che si unisce al cast e alla troupe precedenti si impegni a completare ciò che Halyna e io abbiamo iniziato. Ogni mio sforzo in questo film sarà dedicato a onorare l’eredità di Halyna e renderla orgogliosa. È un privilegio portare a termine tutto questo per suo conto», ha detto il regista Joel Souza in una dichiarazione all’Hollywood Reporter.

In base a una dichiarazione recente del tribunale, i produttori del film Rust sarebbero in ritardo di 9 mesi nel pagamento dovuto ai famigliari di Halyna Hutchins. I termini, decisi un anno fa (marzo 2023), annunciavano il completamento di Rust e i versamenti agli eredi della donna inclusivi di una parte dei proventi e dei fondi assicurativi. Il compenso avrebbe dovuto  essere effettuato entro il 13 giugno 2023 ma non è avvenuto e il motivo rimane ancora sconosciuto. 

di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA – EPA/JASON SZENES