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Secondo un altro studio bastano due ore di esposizione ai gas di scarico per avvertire i primi sintomi di danni cerebrali

Per chi ci è abituato il traffico è una componente normale del quotidiano, capace di assorbire parecchi minuti della giornata. Eppure darlo per scontato rischia di far perdere la misura temporale del fenomeno. Secondo i dati forniti dalla piattaforma Parclick.it ogni italiano trascorre in media 35 ore all’anno fermo nel traffico.

Nelle grandi metropoli code e ingorghi aggravano ulteriormente la viabilità: è così che in città come Torino, Milano, Firenze, Genova e Bari il tempo trascorso in mezzo al traffico sale a 75 ore ogni anno.

Il record negativo lo “vincono” però i cittadini di Roma, Napoli e Palermo, imbottigliati in coda per circa 110 ore in media ogni anno.

È così che, parlando di mobilità, il traffico è il secondo motivo di preoccupazione per gli italiani. Al primo posto ci sono i danni per l’ambiente e l’inquinamento atmosferico, al terzo la difficoltà di trovare posteggio. Ma è anche la salute che dovrebbe preoccupare.

Secondo un recente studio della British Columbia University infatti l’eccessiva esposizione all’inquinamento da traffico potrebbe causare dei danni cerebrali.

Nello specifico, i primi sintomi comparirebbero dopo le prime due ore di coda e riguardano la connettività funzionale di una persona, ossia il grado di interazione delle varie aree del cervello. «Questo studio, che è il primo del suo genere al mondo, fornisce nuove prove a sostegno di una connessione tra inquinamento atmosferico e cognizione» ha spiegato il professore di medicina respiratoria Chris Carlsten

I danni neurologici della sovraesposizione al traffico, che fra le varie zone prendono di mira anche la DMN che gestisce pensieri e ricordi, sono temporanei. Tuttavia secondo gli scienziati che hanno preso parte allo studio un’esposizione prolungata e soprattutto continuativa all’inquinamento atmosferico del traffico potrebbe arrivare a provocare dei danni permanenti al cervello.

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY