Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » New York City Marathon, quelli che rincorrono i sogni
    Archivio

    New York City Marathon, quelli che rincorrono i sogni

    Alice GemmaDi Alice GemmaGennaio 7, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    È la regina delle maratone. New York, la città che ogni anno accoglie oltre 50.000 atleti con un unico obiettivo: correre i 42 km più ambiti al mondo

    Immaginate di correre per le strade di una delle città più conosciute al mondo con milioni di persone che vi incoraggiano come se stessero tifando per la loro squadra del cuore. È questo quello che si prova a partecipare alla maratona di New York, non “una” ma la Maratona per eccellenza, quella che qualsiasi partecipante ha descritto come “un’esperienza irripetibile e impossibile da raccontare”. È quella più rinomata e per questo è riuscita a guadagnarsi un posto nel World Marathon Major, il circuito professionistico nato nel 2006 che comprende le cinque maratone più importanti al mondo: Berlino, Boston, Chicago, Londra e New York. 

    La vera origine della competizione è da ricondurre al 13 settembre del 1970 quando Vincent Chiappetta e Fred Lebow, presidenti del New York Road Runners Club, organizzarono per la prima volta i noti 42.195 metri. A quella prima gara, un percorso di 6 giri intorno a Central Park, parteciparono 127 podisti (tra cui solo una donna) al prezzo di un dollaro ma soltanto in 55 riuscirono ad arrivare fino in fondo. Durante le prime edizioni le ricompense dei vincitori per i primi posti erano orologi da polso e trofei riciclati da tornei di bowling e di baseball disputati nel Bronx. Oggi il valore complessivo dei premi è di 534.000 dollari statunitensi da dividere tra i primi 10 classificati (il primo ne vince 100.000). Alla morte di Fred Lebow, avvenuta nel 1994, venne fatta scolpire una statua per ricordarlo: questa raffigura il fondatore con indosso una tuta e un cappello da corsa mentre controlla l’orologio nel momento in cui i corridori tagliano il traguardo. Ogni anno, nel giorno della competizione, la scultura viene spostata in un punto vicino all’arrivo. Lebow pensava che la gara da lui istituita fosse “una corsa per tutti: uomini e donne di ogni colore, credo e nazione, indipendentemente dalle capacità”.

    Dal 1976, anno della celebrazione del bicentenario degli Stati Uniti, l’evento si è ingrandito sempre di più. La prima domenica del mese di novembre di ogni anno è dedicata alla maratona la quale deve essere svolta entro un limite massimo di 8 ore e mezza affinché il corridore possa far parte della lista dei classificati (il tempo medio dei professionisti è di due ore o poco più). L’inizio della corsa avviene alle 10:10 di mattina e lungo i primi quattro km le strade si riempiono di vestiti che gli atleti si tolgono per essere più leggeri durante la corsa. Ogni anno vengono quindi raccolte diverse tonnellate di indumenti che vengono poi donati a Goodwill, un’organizzazione americana senza scopo di lucro. Il percorso che si compie ancora oggi è lo stesso sperimentato nel ‘76 e tocca tutti e cinque i distretti della metropoli: si parte da Staten Island (ponte di Verrazzano), poi Brooklyn, Queens, Bronx e infine Manhattan (Central Park South) dove si taglia il traguardo. 

    La caratteristica che però rende speciale questa maratona è l’unicità del pubblico, un popolo pronto a entusiasmare, a fare festa, a emozionarsi nel vedere un corridore che non punta al primo posto ma che cerca con sudore e fatica di superare i propri limiti. In ogni angolo della città c’è gente che applaude, urla, suona e sfoggia cartelli con scritte di incoraggiamento. Volti sconosciuti che sorridono agli atleti, che porgono le mani per battere il “cinque”, che offrono cibo per aiutare ad arrivare alla fine. Uno dei momenti più particolari da vivere lo si incontra al 14esimo km dove da 35 anni la Bishop Loughlin High School Band suona senza mai interrompersi Gonna Fly Now, dalla colonna sonora della saga cinematografica di Rocky, per accompagnare il passaggio di ogni concorrente in gara. Un’energia che travolge e che fa sentire i runners acclamati e amati da una delle città più cosmopolite al mondo. 

    Tra le curiosità che negli anni hanno contraddistinto la Maratona di New York c’è la partecipazione dell’atleta Rosie Ruiz avvenuta nel 1979. La donna terminò la gara in poco meno di tre ore ma il suo risultato parve strano fin da subito perché nelle dichiarazioni rilasciate non mostrò grande stanchezza, comune dopo un percorso così lungo e difficile. Si scoprì infatti che Ruiz aveva saltato gran parte del percorso prendendo la metropolitana. Oggi grazie alla tecnologia non è possibile barare: a ogni partecipante infatti viene messo un chip nelle scarpe. Se qualcuno è stato campione di imbrogli, nella lunga storia della maratona è esistito anche chi ha letteralmente dato la vita per portarla a termine. Solo in occasione dell’edizione del 2008 il brasiliano Carlos Jose Gomes crollò a terra dopo aver superato la linea del traguardo, Joseph Marotta venne colpito da un infarto al termine della sua quarta maratona di New York e Fred Costa collassò nel corso della gara morendo 13 giorni dopo. Un’altra edizione tristemente ricordata è quella del 2012, quando la competizione venne annullata il giorno prima dal sindaco della città, Michael Bloomberg, per il passaggio dell’uragano Sandy che aveva devastato la Grande Mela.

    Sono migliaia gli atleti da tutte le parti del mondo che annualmente prendono parte all’evento: dall’Italia ne arrivano oltre 2.000 ogni anno. Nel corso della storia quattro di loro hanno lasciato il segno tricolore tra le affollate strade della città: Orlando Pizzolato, vincitore nell’84 e nell’85, Gianni Poli medaglia d’oro l’anno successivo e Giacomo Leone, primo posto nel 1996. L’unica donna italiana ad arrivare alla vittoria è stata Franca Fiacconi nel 1998. Poli raccontando la sua esperienza ha detto: «gli ultimi metri mi sembrava di essere diventato un palombaro e dall’emozione la fascia dell’arrivo sembrava irraggiungibile. È stato uno dei momenti più potenti che abbia mai vissuto».
    Oltre ad essere un avvenimento che porta festa inondando le strade di sport e sana competizione, la New York City Marathon è un emblema mondiale della parità e dell’uguaglianza tra sessi. Fino al 1970, infatti, la federazione sportiva degli Stati Uniti, la Amateur Athletic Union, non concedeva alle donne la licenza di partecipazione alle maratone. È stato grazie a Lebow e Chiappetta, i quali sostennero le proteste del genere femminile, che finalmente le donne iniziarono a gareggiare.
    Sono gli amanti della corsa a fare New York. Non sarà la maratona più antica e nemmeno quella più veloce al mondo ma rimarrà sempre il sogno nel cassetto di ogni corridore, che si realizzi o meno. Non è facile spiegarlo a parole, dicono, ma sembra poter essere equiparata ad una corsa dentro un film da attore protagonista.

    Di: Alice Gemma

    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Alice Gemma

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}