Lo affermano Lavrov e Peskov. Per Zelensky la minaccia nucleare dipende da reazione dei partner occidentali dell’Ucraina
La Russia non resterà a guardare in caso di segnali di apertura al dialogo da parte degli Stati Uniti. Lo assicura il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, citato dalla Tass. «Non correremo dietro a nessuno, se ci sono proposte serie e concrete, siamo pronti a prenderle in considerazione – ha detto in un’intervista a Izvestiya. – Non so quale potrebbe essere un segnale, ma quando ci sarà saremo pronti a prenderlo in considerazione».
Posizione condivisa anche dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass: «l’operazione militare speciale continua per consentirci di raggiungere i nostri obiettivi, perché non siamo stati in grado di farlo prima con mezzi politici e diplomatici. I nostri oppositori semplicemente non hanno accettato di negoziare con noi e un’operazione militare speciale è diventata l’ultima risorsa. Allo stesso tempo rimaniamo aperti ai negoziati per raggiungere i nostri obiettivi, la cui definizione non cambia». Facendo riferimento all’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo turco Erdogan ha poi specificato che non è stata discussa l’eventualità di colloqui a cinque tra Russia, Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito sull’Ucraina.
Zelensky: “uso del nucleare da parte di Putin dipende da resilienza dell’Europa”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilasciato un’intervista alla Zdf tedesca sostenendo che Putin userebbe le armi nucleari “solo se sapesse che non ci saranno conseguenze per lui dopo l’uso“.
«Il rischio che la Russia utilizzi armi nucleari dipenda direttamente da quanto saranno resilienti i partner occidentali dell’Ucraina di fronte al ricatto di Putin e se riceverà un avvertimento su una risposta forte. Il rischio c’è. Ma l’Europa nel suo complesso non può assolutamente influenzare questo rischio con la sua posizione, non deve farsi ricattare», è la tesi di Zelensky.
Crimini di guerra
Il Commissario Ue alla Giustizia, Didier Reydners, ha fatto sapere che sui possibili crimini di guerra in Ucraina “per il momento 37.000 casi sono stati riportati e si sta lavorando su 3.200 crimini. Ci sono 176 persone coinvolte come sospettate e ci sono vari processi in corso. Per il momento ci sono già 9 condanne“.
«14 Stati membri hanno iniziato indagini, ma non il procedimento, quindi non so quante persone siano coinvolte in tali processi. Sono 14 gli Stati membri che stanno portando avanti le indagini in funzione della giurisdizione universale», ha aggiunto al termine del Consiglio dei ministri della Giustizia a Lussemburgo.
Notizie dal fronte
Nel pomeriggio diverse esplosioni sono state registrate in alcune regioni dell’Ucraina occidentale, tra cui Leopoli e Ternopil, come riporta Unian, citando le autorità locali.
Nella regione meridionale di Kherson, intanto, il governatore ad interim filorusso Vladimir Saldo ha chiesto aiuto alle autorità russe per organizzare l’evacuazione dei residenti verso regioni più sicure a causa dei quotidiani attacchi missilistici ucraini. «Le città della regione, Kherson e Novaya Kakhovka, Golaya Prystan e Chernobayevka sono sottoposte quotidianamente ad attacchi missilistici che causano gravi danni prima di tutto ai residenti», ha scritto su Telegram, citato dalla Tass.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/RUSSIAN FOREIGN AFFAIRS MINISTRY