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    Home » Archivio Storico » 2023 » Messina Denaro subito al 41 bis
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    Messina Denaro subito al 41 bis

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroGennaio 17, 2023
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    Indice

    1. Trovato il covo a Campobello di Mazara, nel paese del favoreggiatore Giovanni Luppino. Indagato il medico che lo curava
      1. La perquisizione del Covo
      2. Arresto e trasferimento nel carcere de L’Aquila
      3. Le testimonianze della latitanza e la malattia

    Trovato il covo a Campobello di Mazara, nel paese del favoreggiatore Giovanni Luppino. Indagato il medico che lo curava

    Il vero Andrea Bonafede, “prestanome” del boss Matteo Messina Denaro, è indagato per favoreggiamento e sta parlando in queste ore con i pm. Con i magistrati avrebbe fatto mezze ammissioni dicendo di conoscere il capomafia fin da ragazzo e di essersi prestato a comprare, con i soldi del padrino, la casa in cui questi ha passato l’ultimo anno. Secondo l’Ansa, l’ipotesi di reato per cui è indagato il geometra è associazione mafiosa.

    Nel frattempo il ministro Nordio ha firmato il decreto per il trasferimento del boss al 41 bis.

    La perquisizione del Covo

    I carabinieri del Ros e la Procura di Palermo hanno individuato il covo di Matteo Messina Denaro, arrestato ieri 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza.

    Il covo del boss si trova a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, nel Paese del favoreggiatore Giovanni Luppini, arrestato ieri insieme al latitante. Un nascondiglio in piena luce, nel centro abitato, a pochi chilometri dal Paese natale di Messina Denaro, Castelvetrano.

    La perquisizione è andata avanti tutta la notte, l’edificio è stato setacciato palmo a palmo, ma non sono state trovate armi: piuttosto profumi, mobili di pregio e capi di abbigliamento di lusso. Sembra che il boss abitasse lì da almeno 6 mesi. Il proprietario del covo è Andrea Bonafede, il titolare della carta d’identità falsa utilizzata dal latitante. Non è ancora chiaro se Bonafede sia indagato.

    Arresto e trasferimento nel carcere de L’Aquila

    Matteo Messina Denaro dopo l’arresto è stato trasferito con un volo militare nel carcere de L’Aquila: l’istituto penitenziario abruzzese accoglie detenuti in regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro. L’aereo è atterrato a Pescara ieri sera intorno alle 22 e, scortato da numerose pattuglie dei carabinieri, è stato portato nella notte a L’Aquila.

    A preoccupare gli inquirenti ora, sono gli affari al di là di Cosa Nostra che Messina Denaro portava avanti. Lo ha dichiarato il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia: «la leadership di Cosa Nostra non è mai stata patrimonio esclusivo di Matteo Messina Denaro, quello che però rimane è una notevolissima capacità di essere presente nel mondo degli affari e un ruolo di garanzia nel trattare gli affari anche in relazione a organizzazioni diverse da Cosa Nostra».

    Le testimonianze della latitanza e la malattia

    Si faceva chiamare Andrea Bonafede, l’ultimo Padrino, e sono diverse le testimonianze di chi lo ha conosciuto mentre impersonava il suo alias: «faceva la chemio con me ogni lunedì. Stavamo anche nella stessa stanza, era una persona gentile, molto gentile. Lui mandava messaggi a tutti, anche le mie amiche che hanno il suo numero di telefono». Emerge uno scenario molto differente da quello che ci si poteva aspettare per un super boss mafioso latitante da un trentennio: un contesto fatto di confidenze e preoccupazioni scambiate giorno dopo giorno tra malati di tumore che affrontano insieme la terapia, spesso invalidante quanto la malattia stessa.

    Messina Denaro ha una forma aggressiva di tumore che attacca il colon, per questo frequentava la clinica La Maddalena di Palermo.

    Il medico che aveva in cura il boss, Alfonso Tumbarello, è stato indagato. Il medico 70enne, in pensione dal dicembre scorso, è stato per decenni il medico di base di Campobello di Mazara e fino a qualche mese fa è stato medico del vero Andrea Bonafede, un 59enne residente a Campobello di Mazara e avrebbe prescritto le ricette mediche a nome dell’assistito.

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: ANSA

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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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