Lula rimanda alla magistratura la decisione sull’arresto di Putin al G20 di Rio de Janeiro

Mentre nelle quattro regioni ucraine annesse da Mosca lo scorso anno vengono contati i voti a Russia Unita, si apre il giorno 565 di guerra in Ucraina dopo l’invasione delle forze russe.

Continua il dialogo sulla negoziazione della pace. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha riferito che secondo lui l’Ucraina è pronta a negoziare con la Russia, se Mosca dimostrerà interesse per una soluzione diplomatica del conflitto. «Per ballare il tango bisogna essere in due. Al momento non abbiamo indicazioni che (il presidente russo) Vladimir Putin sia interessato ad un confronto diplomatico significativo. Se lo farà, penso che gli ucraini saranno i primi a confrontarsi, e noi saremmo immediatamente dietro di loro», ha dichiarato in un’intervista all’Abc News.

Mentre a Nuova Delhi si è concluso il G20 andato in scena lo scorso fine settimana, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ritratta la sua personale assicurazione secondo cui il presidente russo Vladimir Putin non sarà arrestato se dovesse partecipare al vertice del G20 dell’anno prossimo a Rio de Janeiro. «Se io sono il presidente del Brasile e lui viene in Brasile, non c’è alcuna possibilità che venga arrestato», aveva detto ieri. Oggi che la decisione spetterà alla magistratura.

Mentre gli impegni con il G20 per Putin sono ancora incerti, il presidente russo si appresta ad incontrare l’omologo nordcoreano Kim Jong-un e sul tavolo ci sarebbe anche una fornitura di armi da parte di Pyongyang.

La ministra degli Esteri tedesca Baerbock, in visita a Kiev, ha criticato le elezioni russe nei territori occupati ribandendo che “il posto dell’Ucraina è nell’Unione europea”. Intanto da Bruxelles il commissario Ue per la Giustizia Dider Reynders assicura che “l’Unione europea contribuirà a finanziare i costi della messa in opera del registro dei danni causati dalla Russia in Ucraina“.

Intanto il presidente turco Erdogan torna a parlare dell’accordo sul grano e invita l’Occidente a “fare la sua parte“. Da un lato infatti Putin ha già avanzato la sua offerta, diretta nei Paesi in via di sviluppo attraverso Ankara, di inviare un milione di tonnellate di grano russo. Dall’altro però Erdogan ricorda che questo patto non può costituire un’alternativa ad un nuovo accordo che coinvolga anche Kiev e l’Onu.

Dal fronte

Le truppe ucraine starebbero mantenendo la posizione a Kupyanskyi, Lymanskyi, Avdiivka, Maryinka.: lo riferisce il presidente Zelensky sottolineando che negli ultimi 7 giorni l’esercito “ha compiuto progressi e avanza in direzione di Bakhmut”.

Progressi anche nei territori occupati: Kiev ha rivendicato di aver ripreso il controllo delle piattaforme petrolifere Boyko al largo della Crimea, occupate nel 2015.

A confermare la notizia di un’avanzata ucraina in Crimea anche un’intercettazione di un soldato russo diffusa dall’intelligence di Kiev. Nella telefonata il militare racconterebbe ad un amico i preparamenti dell’esercito ucraino, con “tre divisioni, 100mila persone” alla volta della Crimea: «le prime due divisioni andranno all’offensiva e la terza farà un’operazione a tappeto» dice ancora il soldato che esprime il suo “terrore” per l'”enorme” forza di carri armati dispiegati.

di: Alessia MALCAUS

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/Esercito Ucraino