Gli Usa e altri 20 Paesi parteciperanno alla costruzione di una stazione lunare con lo scopo di stabilire la presenza umana sul pianeta

Dopo Canada, Giappone, Regno Unito, Ucraina, Israele, Emirati Arabi Uniti e Brasile, anche la Francia ha annunciato la sua partecipazione al programma di esplorazione della Luna condotto dagli Stati Uniti.

Ieri l’amministratore delegato del Cnes – Centro nazionali di studi spaziali Philippe Baptiste ha sottoscritto a Washington la dichiarazione degli “accordi Artemis”, in presenza del capo della NASA Bill Nelson.

La Francia è il 20esimo Paese a partecipare al programma americano, che prevede di spedire sulla Luna degli astronauti entro il 2025, 50 anni dopo l’allunaggio di Apollo 11. Lo scopo è quello di stabilire nel pianeta la presenza fissa degli umani.

Il progetto prevede anche la costruzione di una stazione che si aggancerà nell’orbita lunare già dal 2024, il Lunar Gateway, che fungerà anche da trampolino di lancio per i voli del futuro.

«Sia per la nostra comunità scientifica sia per la nostra industria, questo nuovo progetto consentirà di affrontare nuove sfide e di continuare ad avere un ruolo centrale fra le grandi potenze spaziali» ha rivendicato Baptiste in un comunicato.

Il progetto della NASA non è esente da polemiche; in particolare è stato molto criticata la misura che prevede la possibilità di delimitare delle “zone di sicurezza” per evitare delle “interferenze dannose” da parte di terzi; lo scopo è quello di garantire lo sfruttamento delle risorse del pianeta, come l’acqua lunare, nonostante il trattato internazionale sullo spazio esterno del 1967 vieti esplicitamente l'”appropriazione nazionale” di queste risorse.

Gli accordi Artemis non sono stati sottoscritti né dalla Cina né dalla Russia che hanno annunciato la costruzione di un loro stazione lunare.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/JM GUILLON/ESA