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Il capo di Stato accusa l’ex presidente di aver passato “quattro anni a istigare odio e a dire che il popolo deve essere armato”

Sono accuse ufficiali quelle che il neo-eletto presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva lancia contro Jair Bolsonaro per l’assalto dei Palazzi del potere di Brasilia lo scorso 8 gennaio, in questo che è stato un vero e proprio “tentativo di golpe“.

«Non so se ci sia Bolsonaro dietro al tentativo di golpe – ha affermato Lula (l’ex presidente era a Miami) – da parte di gente preparata, ma lui ha colpa, perché ha passato quattro anni a istigare odio, a mentire e a dire che il popolo deve essere armato perché venga mantenuta la democrazia».

Il capo di Stato non risparmia nessuno e punta il dito anche contro il fallimento dei servizi di intelligence: «abbiamo commesso un errore elementare quel giorno, l’intelligence non esisteva – spiega al canale Globo News. – abbiamo l’intelligence dell’esercito, l’intelligence dell’aeronautica, l’ABIN (l’agenzia di intelligence brasiliana): ma nessuno di loro mi ha avvertito».

Indubbie colpe, secondo Lula, ricadono anche sull’ex ministro della Giustizia Anderson Torres, arrestato nei giorni scorsi, che quel famoso 8 gennaio era responsabile per la sicurezza nella Capitale e secondo il presidente “sapeva quanto sarebbe successo“.

«Non garantiamo la democrazia con le armi, la garantiamo con la cultura, con i libri, con il dibattito, con l’istruzione, con il cibo, con il lavoro» ha voluto ribadire ancora una volta il “presidente operaio”.

Infine Lula ha annunciato che in settimana incontrerà i vertici delle forze armate e ha dichiarato che i militari non dovrebbero occuparsi di politica: «devono difendere lo Stato e la Costituzione e io voglio parlarci apertamente per dirgli che sono al loro posto per svolgere delle funzioni e non per fare politica. Chi vuole fare politica si toglie la divisa, si dimette dall’incarico e fonda un partito politico. Ma finché resta nelle forze armate, non può fare politica».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/Andre Borges