DONNE IRAN

Giustiziato un 23enne che aveva preso parte alle proteste scoppiate lo scorso settembre e condannato a morte lo scorso 20 novembre

Il 23enne Mohsen Shekari è stato giustiziato per impiccagione dalla magistratura della Repubblica islamica. Il giovane era stato arrestato il 25 settembre scorso nell’ambito delle proteste scoppiate dopo la morte di Mahsa Amini.

Un tribunale rivoluzionario, come sottolineato dalla Bbc, aveva giudicato il 23enne colpevole del reato di “moharebeh”, “guerra contro Dio”, reato secondo la magistratura da lui confessato e poi confermato dalla Corte Suprema lo scorso 20 novembre. Al momento del suo arresto, aveva bloccato una strada “con l’intento di creare terrore e uccidere” e aveva ferito “intenzionalmente” un membro della forza paramilitare dei Basij in servizio.

Dopo l’esecuzione, la televisione di Stato iraniana ha mandato in onda un pacchetto di immagini tagliato dalla stessa emittente e secondo Appesantemente editato”, che mostra l’aula del tribunale e parti della discussione del caso di Shekari.

Shekari è solo il primo giustiziato dall’inizio delle proteste, altri detenuti in carcere – almeno 7 secondo gli attivisti – rischiano come lui la pena di morte per aver preso parte alle manifestazioni. «Bisogna rispondere in modo forte, con misure concrete a livello internazionale, all’esecuzione di Mohsen Shekari, altrimenti dovremo affrontare esecuzioni quotidiane di manifestanti», scrive Mahmood Amiry-Moghaddam, direttore del gruppo di attivisti Iran Human Rights con sede a Oslo.

La magistratura iraniana ha finora annunciato che 11 persone sono state condannate a morte per le proteste che hanno coinvolto 160 città in tutte le 31 province del Paese e sono viste come una delle sfide più serie per la Repubblica islamica dalla rivoluzione del 1979.

Secondo le Ong per i diritti umani, le vittime della repressione da metà settembre sono oltre 400, di cui circa 60 minorenni. Il bilancio dell’agenzia di stampa degli attivisti per i diritti umani Hrana parla di almeno 475 manifestanti e 18.240 arrestati, oltre a 61 membri del personale di sicurezza morti.

Anche oggi si sono tenuti alcuni scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza iraniane: secondo medici e sanitari intervistati dal Guardian in tutto il Paese i soldati sparerebbero alle donne a distanza ravvicinata, colpendole al volto, agli occhi, al petto e ai genitali.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/ERDEM SAHIN