Le accuse riguardano presunti reati di corruzione, riciclaggio di denaro, estorsione e legami col PKK. Imamoglu è (anche) la principale figura di opposizione a Erdogan

La polizia turca ha arrestato il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, principale figura dell’opposizione e potenziale rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan, insieme a oltre 100 persone, tra cui il suo stretto collaboratore Murat Ongun. Le accuse riguardano presunti reati di corruzione, riciclaggio di denaro ed estorsione, oltre a ipotetici legami con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), organizzazione considerata terroristica dalla Turchia e dai suoi alleati occidentali.

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L’operazione è avvenuta all’alba, con la polizia che ha perquisito l’abitazione di Imamoglu prima di portarlo via. In seguito, le autorità hanno chiuso diverse strade della città, vietato le manifestazioni per quattro giorni e limitato l’accesso ai social media per contenere eventuali proteste. L’arresto ha avuto ripercussioni economiche immediate: la Borsa di Istanbul ha registrato un crollo del 7%, portando a una sospensione temporanea delle contrattazioni, mentre la lira turca ha perso altrettanto valore rispetto al dollaro.

Il giorno precedente, l’Università di Istanbul aveva revocato il diploma di Imamoglu, impedendogli di candidarsi alle future elezioni presidenziali, come previsto dalla legge turca. Questa decisione, sommata all’arresto, è stata interpretata come una manovra per escluderlo dalla corsa alla presidenza. Il Partito Repubblicano del Popolo (CHP), di cui Imamoglu fa parte, aveva in programma di candidarlo alle primarie della domenica successiva, ma con la sua detenzione il processo elettorale è ora a rischio.

L’opposizione ha definito l’arresto un “colpo di Stato” giudiziario per eliminare i rivali politici di Erdogan. Il leader del CHP, Ozgur Ozel, ha denunciato l’accaduto come un tentativo di impedire alla nazione di scegliere il prossimo presidente. Anche il partito filo-curdo ha condannato l’operazione, definendola una grave violazione della democrazia.

Nel frattempo, Imamoglu ha lanciato un appello alla popolazione, dichiarando di non lasciarsi intimidire e affidandosi alla volontà dei cittadini. Tuttavia, le accuse contro di lui potrebbero portare a un divieto politico o a una condanna, mettendo definitivamente fuori gioco una delle figure più popolari dell’opposizione. L’arresto segna una nuova fase dell’autoritarismo di Erdogan, deciso a consolidare il suo potere eliminando ogni potenziale minaccia politica.

Articolo in aggiornamento

di: Giulia GUIDI

Foto: ANSA