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    Home » Archivio Storico » 2024 » Il verde della fortuna
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    Il verde della fortuna

    Alice GemmaDi Alice GemmaMarzo 15, 2024
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    Fiumi di birra e travestimenti: il Saint Patrick’s Day è una festa popolare conosciuta in tutto il mondo per i suoi festeggiamenti ma non è solo questione di divertimento

    Tutti lo conosciamo come San Patrizio ma il suo vero nome era Maewyin Succat e aveva origini scozzesi. All’età di 16 anni venne sequestrato dai pirati irlandesi e poi venduto come schiavo al re Dalriada, colui che dominava i territori dell’Irlanda del Nord e una parte di quelli della Scozia. Soltanto dopo 6 anni di prigionia Succat riuscì a fuggire e, una volta rimpatriato, si convertì al Cristianesimo diventando vescovo con il nome latino di Patrizio. A seguito della nomina tornò in Irlanda per diffondere gli insegnamenti del Vangelo dando vita al Cristianesimo Irlandese: divenne talmente popolare che dopo la sua morte (461 d.C, si pensa proprio il 17 marzo) si trasformò in uno dei simboli identificativi del Paese fino a diventarne il protettore. L’Irlanda è una terra patria di guerrieri, re, fate, folletti, insomma di moltissime figure che l’hanno abitata e arricchita di leggende che ancora oggi si tramandano di generazione in generazione. Quella più famosa riguarda proprio San Patrizio e narra la sua cacciata dei serpenti dall’isola: si dice che intorno al 441 a.C., dopo 40 giorni trascorsi sul monte Croagh Padraig, il Santo abbia scagliato una campana su un versante del monte facendo fuggire tutti i serpenti (simbolo del peccato) dalla terra irlandese. Ancora oggi il Padraig risulta essere meta di visita e pellegrinaggio.

    È difficile da credere ma la festa più sentita in Irlanda, il Saint Patrick’s Day, ha avuto le sue prime celebrazioni a Londra e in America. La testimonianza più antica è offerta da Jonathan Swift, autore dublinese, che nel 1713 scrisse sul suo diario che la capitale inglese “era colma di decorazioni e il Parlamento di Westminster era chiuso per via di San Patrizio”.Attraversando l’Oceano Atlantico, invece, i primi festeggiamenti si tennero a Boston il 17 marzo 1737: sebbene la festa rievochi l’arrivo del Cristianesimo in Irlanda, gli attori primari furono alcuni protestanti irlandesi emigrati, soltanto anni dopo si unirono anche i cattolici. Ma a quando risale la prima parata, oggi importantissima icona della ricorrenza? La risposta è al 1762 nella città di New York dove alcuni soldati irlandesi, festeggiando il giorno di San Patrizio, decisero di marciare dietro la banda e mettere in mostra gli stendardi reggimentali. Fu uno spettacolo talmente amato dal pubblico che da quel momento il 17 marzo si trasformò in una giornata da celebrare danzando a ritmo di ballate irlandesi che iniziarono ad avere luogo in Irlanda soltanto nel tardo Ottocento. Potrà sembrare paradossale ma fino agli anni ‘70 del Novecento in quella giornata così significativa i locali e i pub erano obbligati alla chiusura: solo nel 1995 divenne festa nazionale. Da allora ad oggi è avvenuto un grande cambiamento: le strade si accendono di concerti, parate, fuochi d’artificio, feste e risulta quasi impossibile non essere risucchiati in un vortice così potente che sprigiona le sue energie in giro per tutto il mondo.

    Sapere che la capitale irlandese è il fulcro dei festeggiamenti non vi lascerà sicuramente a bocca aperta: il cielo sopra la città si riempie di palloncini e le strade vengono inondate di persone (oltre 500.000) che assistono alla straordinaria parata. Tra le varie attività figurano gli innumerevoli festival, simboli di una movida intensa in cui vengono venduti fiumi di whisky e di birra, e il Greening of the City, magico evento in cui iconici edifici si illuminano totalmente di verde. I locali, addobbati rigorosamente secondo la tradizione, si riempiono di persone mascherate e truccate dalla testa ai piedi. Dublino però non è l’unico luogo del Paese in cui si festeggia, in qualsiasi zona dell’Irlanda vi attende uno spettacolo a tema, da Galway e Belfast, a Cork fino alle contee di Down e Armagh. Il secondo posto in classifica per festeggiamenti è occupato da New York, territorio in cui la parata (composta da oltre 150.000 persone) è radicata nella tradizione, un’usanza che iniziò nel 1962, 14 anni prima della Dichiarazione di Indipendenza. Milioni di spettatori invadono la Fifth Avenue: si tratta di una festa molto sentita proprio perché San Patrizio è il patrono della Grande Mela la quale però non è l’unica città statunitense a sentire la magia del Saint Patrick’s Day: usanza vuole che il fiume Chicago, che attraversa l’omonima metropoli, si tinga di verde. Questa tradizione iniziò nel 1962, quando coloro che erano incaricati di controllare i livelli di inquinamento in città, usarono una tinta verde per trovare scarichi contaminati nel canale.

    Bello il verde e buona la birra, ma vi siete chiesti perché sono le due icone della festa? Il verde è considerato il colore rappresentativo del Paese, per questo nel giorno di San Patrizio moltissimi irlandesi indossano capi d’abbigliamento verdi. È anche il colore del trifoglio, una pianta avente proprietà altamente curative che veniva usata dai druidi (sacerdoti celti) per gli incantesimi, si tratta di un emblema molto importante anche perché si ritiene che il tre sia il numero perfetto. La leggenda narra che venne usata da Patrizio per raccontare il mistero della santissima Trinità agli irlandesi pre-cristiani: Padre, Figlio e Spirito Santo sono legati come le tre foglie connesse ad un solo stelo. Ma non è finita qua, il verde viene usato in abbondanza, se c’è chi si tinge di verde non solo il viso ma anche capelli e vestiti, c’è anche chi si traveste da leprecauno, il famoso folletto d’Irlanda (vestito ovviamente di verde) per il quale molte persone sono solite lasciare un bicchiere di latte alla finestra. È proprio la maschera di questa creatura mitologica, presente nella maggior parte dei negozi, ad aprire le sfilate del 17 marzo, un modo per nutrire lo spirito patriottico.

    Abbandonate le leggende, non ci resta che concentrarci sulla birra, il prodotto per cui l’Irlanda è conosciuta in tutto il mondo: che sia Beamish, Guiness o Murphy’s non conta, la parola d’ordine è bere. Un dato impressionante riguarda il consumo della Guinnessche nella settimana di San Patrizio triplica rispetto al normale e da 5,5 milioni di pinte giornaliere si passa a 13 milioni. Risulta quindi estremamente chiaro come questa giornata non sia soltanto una festa religiosa, negli anni è diventata anche un modo per passare del tempo con amici e parenti all’insegna del divertimento. Se andate in Irlanda per festeggiare questa ricorrenza, vedrete moltissimi locals annegare un trifoglio nell’ultimo bicchiere di birra o whiskey della giornata: l’usanza è conosciuta come “drowning the shamrock” (letteralmente “annegare il trifoglio”) ed è un gesto che dovrebbe garantire un anno di ricchezza. Alla Salute!

    Di: Alice Gemma

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