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    Il percorso, non la meta

    Alessia MalcausDi Alessia MalcausSettembre 23, 2024
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    Viaggiare lentamente circondati dal lusso: riscoprire il treno per ritrovare la bellezza del mondo

    Un film a colori vividi si muove oltre il vetro, il Canal Grande di Venezia viene sostituito dalle Dolomiti italiane fino al Passo del Brennero che porta in territorio austriaco fino a Innsbruck, gioiello sulle Alpi tirolesi. Ancora in Austria, al di là della lastra scorre l’Arlberg, valico alpino che porta verso il Vorarlberg, caratterizzato dagli alberi di ginepro, da cui prende il nome. Mentre cala il buio, lo “schermo” restituisce il paesaggio svizzero fino a una nuova alba con vista sulla campagna francese. Fino a Nord quando la visione si interrompe a Parigi Gare de l’Est, affaccio su una delle Capitali più belle d’Europa.
    Cambiamo canale, e Continente. Il nuovo film inizia nella peruviana Puno, sul lago Titicaca, a oltre 3.000 metri sopra il livello del mare. Le immagini che si susseguono sono quelle dell’altipiano andino fino all’ora del tramonto quando il Paso de la Raya, a 4.470 metri sopra il livello del mare, conquista il ruolo del protagonista. Mentre l’arancio vira al nero e poi al rosa, la luce cade su Cuzco, la capitale dell’Impero Inca, una finestra sul Sud America precolombiano. Ci spostiamo ancora e davanti a noi si apre il Continente nero. Qui le immagini che scorrono parlano delle acque del fiume Zambesi che si tuffano al confine tra Zambia e Zimbabwe, le Mosi-oa-Tunya che noi conosciamo con il nome di Victoria Falls; di immense savane, distese in verde, cime maestose, insediamenti umani e zone deserte in cui ancora lo spirito originale della natura sussurra nel vento; parlano delle “Montagne dei Draghi”, che dividono la provincia sudafricana di KwaZulu-Natal dallo Stato del Lesotho, pareti rocciose intervallate da fossati scavati nei secoli da fiumi e torrenti, testimoni del passaggio di tribù di cacciatori e memoria di cruente battaglie; e ancora di Table Mountain, Devil’s Peak e Lion’s Head, della vista sull’Oceano Atlantico dalle coste dell’Angola, e molto altro.

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    In un tempo in cui la maggior parte delle nostre esperienze visive passano attraverso uno schermo digitale e in cui il modo “migliore” di viaggiare è viaggiare veloce, dritti verso la meta, c’è ancora chi – come chi scrive – trova nel viaggio lento un fascino insostituibile, un fascino che trova la sua massima espressione nel treno. Primo mezzo di trasporto di massa, il treno è nato oltre 200 anni fa e ancora oggi, sebbene sia stato affiancato da mezzi considerati più veloci e più comodi, è responsabile dello spostamento di milioni di persone nel mondo ogni giorno: spostamenti quotidiani, gite fuori porta, vacanze estive a basso costo, da una parte; treni di lusso, dall’altra. «Spostarsi in treno piace sempre di più. Aumenta la sensibilità alla sostenibilità ambientale e con essa le posizioni favorevoli al divieto dei voli a corto raggio. Nel frattempo viene data sempre più enfasi al turismo esperienziale che privilegia la dimensione individuale e si allontana da quella di massa: la riscoperta del viaggiare come esperienza e non più solo come punto di partenza e di arrivo». A confermarci la crescita del trend è Paola Sburlati, cofounder di Ruta40, Tour Operator Boutique specializzato in viaggi tailor made, inclusi i viaggi in treno che propone con il brand Upperail. «Si privilegia il percorso rispetto alla meta. Le richieste aumentano e le vacanze includono sempre più spesso i binari. Forse perché il treno rappresenta l’essenza dello slow travel e della esclusività del viaggiare lenti, guardando dal finestrino i paesaggi, passando dal centro città e vivendo treni, vagoni e carrozze di un tempo “vintage”». Il “nuovo trend” del treno di lusso, infatti, non è altro che la naturale evoluzione delle cabine di prima classe dei treni che a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento rappresentavano, insieme alle navi che percorrevano l’Oceano Atlantico, l’unico mezzo di trasporto a lunga percorrenza. Il più famoso di questi è, ça va sans dire, l’Orient Express inaugurato nel 1883 che collegava Parigi Gare de l’Est all’odierna Istanbul, ancora oggi attivo con il nome di Venice Simplon-Orient-Express, gestito da Belmond. Una volta all’anno il convoglio viaggia ancora sulla tratta originale, per il resto del tempo si muove sui binari che uniscono Parigi ad alcune delle più belle città d’Europa, una su tutte Venezia. La tratta Venezia-Parigi del Venice Simplon-Orient-Express, ci conferma Sburlati, insieme all’Andean Explorer Puno-Cuzco ancora di Belmond e agli itinerari di Rovos Rail in Africa, è tra le più richieste tra chi decide di fare una “crociera” su rotaie.

    Ma chi è questo “chi”? «Il settore dei treni di lusso si rivolge ad una clientela italiana e internazionale di fascia alta: di fatto si tratta di boutique hotel su rotaia con servizi a 5 stelle. Il passeggero e la passeggera “tipo” hanno solitamente 50 anni o più, sono viaggiatori romantici e spesso ci fanno notare citazioni a letteratura e film con atmosfere d’epoca», ci dice l’esperta. Del resto, la fama sempre viva dell’Orient Express si deve – in parte o in toto – ad Agatha Christie che nel 1933 scrisse il celebre Assassinio sull’Orient Express, poi arrivato sugli schermi nel 1974 e nel 2017; il treno, tuttavia, veniva già citato nel 1897 da Bram Stoker nel suo Dracula mentre nel 1932 faceva da ambientazione a Il treno d’Istanbul di Graham Greene. L’immaginario del viaggio su un treno dall’aspetto retrò, poi, può pescare anche da La signora scompare di Alfred Hitchcock del 1938 per rimanere in Europa o, tra i prodotti più recenti, da Il treno per il Darjeeling di Wes Anderson del 2007 (consigliati uno dei quattro itinerari attraverso l’India del Maharajas’ Express operato dall’IRCTC) e dal romanzo Tutti su questo treno sono sospetti dello stand-up comedian Benjamin Stevenson (ambientato sul Ghan, gestito dalla Great Southern Railway, che attraversa l’Australia da Sud a Nord, tra Adelaide, Alice Springs e Darwin). Un altro treno “vintage” reale, il Jacobite Steam Train della West Coast Railways, ha fatto da set alla saga cinematografica di Harry Potter, mentre è sempre Belmond a firmare i treni che portano alla scoperta del Regno Unito: una tazza di tè ammirando la campagna inglese dal British Pullman o un “old fashioned” whisky tra le highlands scozzesi a bordo del Royal Scotsman.

    L’offerta è ampia: la penisola iberica è attraversata dall’Al Ándalus e dal Transcantábrico Gran Lujo nella parte spagnola e dal Presidential Train in Portogallo; in America del Nord, invece, a farla da padrone è lo scenario invernale con l’Aurora Winter Train in Alaska e il Canadian Train che attraversa il Canada da Est a Ovest, da Toronto a Vancouver; ancora, in Giappone si può scegliere tra il nuovissimo e modernissimo Spacia X e il più tradizionale Cruise Train “Seven Stars”. «Viaggiare a bordo di un treno di lusso permette di attraversare i paesaggi mozzafiato nel comfort e nell’eleganza. Senza dubbio un viaggio esclusivo e ricco di intrattenimento – ci dice Sburlati. – L’unico “svantaggio” di questo tipo di viaggio è il prezzo: un’unica notte di viaggio può arrivare a costare diverse migliaia di euro». Il ventaglio di opzioni, poi, è destinato ad allargarsi ancora. Tra le ultime novità annunciate c’è il Guardian of the Nile, 15 vagoni il cui primo viaggio, da Nord, dal Cairo, a Sud, ad Assan, è previsto nel 2027. Già nel 2025, invece, partirà La Dolce Vita Orient Express, progetto di 8 itinerari in giro per l’Italia che attraverserà alcune delle località più iconiche a bordo di cabine di lusso ispirate alla Dolce vita degli anni Sessanta: luogo perfetto per un “dolce far niente”.

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