Il nuovo Codice della strada introduce novità e inasprimenti delle pene. Alcune norme sono state contestate
Il 14 dicembre 2024 è entrata in vigore la riforma del Codice della strada, voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini. Il 20 novembre è arrivato l’ok del Senato, con 83 voti favorevoli, 47 contrari e un’astensione, senza modifiche al testo passato alla Camera lo scorso marzo. Il nuovo codice prevede una stretta per l’uso del cellulare al volante, l’uso di monopattini e biciclette. Fin da subito intorno alla riforma si è scatenato un dibattito e diverse norme sono state contestate.
Cosa prevede il nuovo Codice della strada
Vediamo insieme alcune norme del nuovo Codice della strada. Per chi utilizza smartphone, computer portatili, tablet e dispositivi analoghi sono previste multe da un minimo di 250 euro a un massimo di mille euro (in precedenza erano tra 165 e 660 euro). È prevista la sospensione automatica della patente per una settimana se il conducente ha almeno 10 punti; se si hanno meno punti la sospensione sale a 15 giorni. In caso di recidiva la sanzione può arrivare fino a 1.400 euro, la patente può essere sospesa per tre mesi ed è prevista la decurtazione da 8 a 10 punti. I tempi di sospensione sono raddoppiati in caso di incidenti.
C’è, poi, la questione della guida in stato di ebbrezza. Chi ha un tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro avrà una sanzione tra 573 e 2.170 euro, oltre alla sospensione della patente da tre a 6 mesi. Se il tasso alcolemico è compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, è prevista una multa da 800 a 3.200 euro più la detenzione fino a 6 mesi, oltre alla sospensione della patente da 6 mesi a un anno. Oltre 1,5 grammi per litro scatta la multa da 1.500 a 6mila euro, l’arresto da 6 mesi a un anno e la sospensione della patente da uno a due anni.
Se il tasso alcolemico è superiore a 0,8 grammi per litro sono previsti o il divieto di bere prima di mettersi alla guida oppure l’obbligo di guidare un veicolo con alcolock, un dispositivo collegato al sistema di avviamento dei veicoli che impedisce di metterli in moto se il tasso alcolemico è maggiore di zero. L’obbligo si estende per due anni, tre se il tasso alcolemico rilevato è superiore a 1,5. Se in questo periodo la persona risulta nuovamente positiva all’alcol test, le multe e le pene per ogni violazione aumentano di un terzo.

Una delle norme che ha più fatto discutere riguarda l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope. Con la riforma è stato abolito il concetto di “stato di alterazione psico-fisica” ai fini della configurazione del reato. Dunque, prima dell’introduzione del nuovo codice, era necessario accertare che il conducente fosse, appunto, in “stato di alterazione psico-fisica”; ora, per incorrere nelle sanzioni è sufficiente la positività al test salivare. Si rischia la revoca della patente e la sospensione fino a tre anni. Come vedremo, questa norma è una delle più contestate su diversi fronti, compresa l’implementazione del test salivari per verificare la positività alle sostanze.
Novità per i monopattini elettrici, per i quali sono stati introdotti l’obbligo di “contrassegno – cioè, una sorta di targa – assicurazione e casco. Inoltre, secondo il nuovo codice della strada, i monopattini possono circolare solo su strade urbane a una velocità non superiore ai 50 km/h. In realtà, mancano ancora i decreti attuativi, che il ministero dei Trasporti dovrà emanare entro 12 mesi. Anche in questo caso sono sorti diversi dubbi. Uno riguarda proprio il contrassegno, che dovrebbe essere adesivo, plastificato, non rimovibile, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Un’altra novità riguarda l’aumento della potenza delle auto per i neopatentati, che sarà di 105 kW per tutti i mezzi M1 (cioè veicoli per il trasporto di persone con un massimo di 8 posti a sedere oltre al conducente) e di 75kW/t per gli altri autoveicoli. Per le persone neopatentate il tasso alcolemico non dovrà mai superare lo zero per tre anni; in caso contrario si rischia la decurtazione di 10 punti dalla patente. Tra le sanzioni è previsto anche l’obbligo di alcolock.
Per chi abbandona gli animali per strada sono previste la revoca o la sospensione della patente da 6 mesi a un anno. Sono previsti 7 anni di carcere se con l’abbandono si causa un incidente che provoca morti o feriti.
Lieve aumento delle sanzioni per eccesso di velocità. Per chi supera i 10 khm/h e non supera i 40 km/h è prevista una multa da 173 a 694 euro. Se la violazione avviene in un centro abitato per almeno due volte in un anno la multa aumenta e si attesta tra 220 e 880 euro, con sospensione della patente da 15 a 30 giorni. Invece, se si superano i limiti tra 40 e i 60 km/h la sanzione va da 543 a 2.170 euro, e la patente viene sospesa da uno a tre mesi. Se si superano i 60 km/h la multa va da 845 a 3.382 euro, con sospensione della patente da 6 a 12 mesi.
C’è, invece, una diminuzione delle sanzioni per gli autovelox (rilevatori di velocità): se una singola persona supera i limiti di velocità più volte nello stesso tratto stradale in una giornata dovrà pagare una sola multa (mentre in precedenza erano previste tante multe quante le rilevazioni dell’autovelox).
Commenti e reazioni
Diverse norme sono state contestate su più fronti. Tra quelle che hanno fatto maggiormente discutere c’è quella sull’uso di sostanze stupefacenti (articolo 187). Come detto, con la riforma sarà sufficiente un test positivo all’uso di sostanze stupefacenti per la sospensione della patente e, quindi, potrà vedersela sospesa anche chi non si trova al volante in stato di alterazione ma ha fatto uso di sostanze nelle settimane o anche nei mesi precedenti. Molte sostanze, infatti, possono rimane nell’organismo anche diverso tempo dopo l’assunzione. Ad esempio il THC, il princio attivo della cannabis, può rimanere nell’organismo in concentrazioni molto basse, ma ugualmente rilevabili. Ad esempio, può essere rilevato nella saliva fino a tre giorni dopo l’assunzione, nel sangue fino a tre settimane dopo, nell’urina fino a mesi e nei capelli fino a tre mesi dopo l’assunzione.
Un’altra controversia riguarda l’uso della cannabis a scopo terapeutico. Il testo iniziale non prevede deroghe per le persone in cura con sostanze psicotrope con protocolli terapeutici. Il ministro Salvini, però, ha chiesto, con una lettera inviata ai ministri dell’Interno e della Salute, Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’apertura di un tavolo tecnico per stabilire eventuali deroghe per pazienti in cura con THC o CBD. In realtà, il tavolo tecnico dedicato esiste già dal 2021 ma non è mai stato convocato dal governo Meloni, come ricordano le associazioni dei pazienti che hanno inviato una diffida formale all’esecutivo per sollecitare l’apertura di un nuovo tavolo tecnico entro. In caso contrario, migliaia di pazienti si sono detti pronti ad avviare una class action contro lo Stato per chiedere risarcimenti per danni fisici e morali (nel momento in cui scriviamo non sono arrivati aggiornamenti).
Anche farmaci prescritti comunemente come ansiolitici, antidepressivi, antiepilettici e antistaminici possono generare falsi positivi nei test salivari. Per questo il sindacato Farmacieunite ha lanciato un appello all’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) di stilare un elenco aggiornato dei farmaci che potrebbero essere rilevati durante i controlli a campione per le strade e di chiarire come i pazienti possono dimostrare di essere in terapia e non incappare nelle sanzioni. Inoltre, la Lega Italiana contro l’Epilessia (Lice), la Federazione italiana epilessie (Fie) e la Società italiana di Psichiatria (Sip) hanno chiesto ai ministeri competenti, cioè quello della Salute e quello dei Trasporti, un tavolo tecnico.

E veniamo, appunto, ai test salivari: questi ultimi esistevano già in precedenza. Prima della riforma, se le forze dell’ordine sospettavano che una persona avesse fatto uso di sostanze stupefacenti dovevano svolgere un test preliminare. In caso di risultato positivo la persona doveva essere accompagnata in ospedale o in ambulatorio per accertare l’alterazione di stato-psicofisico, accertamento che poteva essere svolto solo da un medico. Con il nuovo codice della strada, le forze dell’ordine possono eseguire i test salivari per accertare la positiva e, poi, inviare i campioni di saliva a un laboratorio per confermare l’assunzione ed evitare falsi positivi. Polizia e carabinieri sono, però, dotati di sistemi di controllo differenti tra loro. I carabinieri hanno in dotazione i dispositivi DrugSwipe 5S, che rilevano cannabis, anfetamine, metanfetamine, cocaina, oppiacei. La polizia, invece, utilizza i dispositivi SoToxa, che rilevano anfetamine, metanfetamine, benzodiazepine, oppiacei, cannabis e cocaina. Come spiegato al Fatto Quotidiano da il professor Stefano D’Errico e il dottor Elio Santagelo, rispettivamente direttore e dirigente medico della SC (UCO) Medicina Legale dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, “ciascuno strumento di misura ha delle caratteristiche che lo contraddistinguono e che possono attenere a: tipologia e numero di sostanze che si possono individuare nel campione biologico esaminato; valore soglia (cut-off) di concentrazione di ciascuna sostanza indagata in base al quale viene determinata la positività o meno del campione analizzato; ‘limiti di esercizio’ dello strumento, ad esempio relativi alle temperature di stoccaggio e a quelle di utilizzo”. Quindi, continuano, “ciascuno di questi elementi, in sé e per sé considerato, di fatto, non insiste negativamente sulla correttezza dell’esito dell’accertamento, ma va considerato che l’utilizzo di test con caratteristiche differenti, astrattamente può condurre a giudicare lo stesso caso in modo non univoco”.
I due sistemi presentano differenze nella soglia di rilevazione. Il DrugSwipe 5S rileva la positività se a concentrazione nella saliva di THC (il principio attivo della cannabis) è di almeno 10 ng/ml (nanogrammi per millimetro), mentre il SoToxa a partire da 25 ng/ml.
Da uno studio dell’azienda socio sanitaria Papa Giovanni XXIII di Bergamo sull’efficacia dei dispositivi SoToxa, condotti su 292 persone, per la maggior parte uomini, è emerso che il test salivare è risultato positivo 22,5 ore dopo il consumo di cannabis, 31,23 ore dopo quello di cocaina e 25 ore dopo quello di oppiacei. In alcuni casi limite è stata rilevata la positività fino a 48 ore dopo il consumo di cannabis e 96 dopo quello di cocaina e oppiacei. Nelle conclusioni si evidenzia che la positività è dovuta sia all’uso recente di sostanze, sia alla quantità. Secondo lo studio il test è affidabile ma presenta anche dei limiti perché non rileva la presenza di alcune sostanze come metadone, fentanyl e buprenorfina.
Nei manuali di entrambi i dispositivi (qui DrugSwipe 5S, qui SoToxa) viene specificato che si tratta di test di screening preliminare, che richiederebbero conferme attraverso analisi di laboratorio più approfondite.
C’è, poi, la questione del rapporto tra le novità introdotte dal codice della strada e il consumo di alcolici, che ha creato apprensione in ristoratori e clienti. Diversi bar e ristoranti, però, hanno già riscontrato un calo nella richiesta di bevande alcoliche. Le nuove norme non cambiano i limiti del tasso alcolemico consentito ma vengono inasprite le sanzioni. Il 15 gennaio in un incontro con i ristoratori della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Salvini ha sottolineato che il nuovo codice non modifica i limiti già in vigore, come si legge nel comunicato stampa della FIPE.
di: Francesca LASI
FOTO: SHUTTERSTOCK/FABRIZIO MAFFEI

