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    Home » Archivio Storico » 2022 » Draghi all’Onu condanna il referendum nel Donbass
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    Draghi all’Onu condanna il referendum nel Donbass

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroSettembre 21, 2022
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    Il premier serra la posizione dell’Italia con Ue e Nato contro Putin

    Si è tenuto questa notte il discorso del premier italiano Mario Draghi all’Onu, negli Stati Uniti. Durante il suo intervento Draghi ha chiarito la posizione dell’Italia, sostenendo che rimarrà accanto all’Ue e alla Nato contro Putin, e ha duramente condannato il referendum nel Donbass: «aiutare l’Ucraina a proteggersi non è stata soltanto la scelta corretta da compiere. È stata l’unica scelta coerente con gli ideali di giustizia e fratellanza che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite – ha dichiarato Draghi. – L’invasione dell’Ucraina viola i valori e le regole su cui da decenni poggia la sicurezza internazionale, la convivenza civile tra Paesi. Eravamo convinti di non dover più assistere a guerre di aggressione in Europa. Da febbraio abbiamo invece assistito al tentativo di soggiogare una democrazia libera e sovrana, che ha reagito con orgoglio e coraggio per difendere la propria indipendenza, la propria dignità».

    «L’Italia – ha detto ancora Draghi – ha agito senza indugi, insieme agli altri Paesi membri dell’Unione Europea, agli alleati della Nato e del G7, a tutti i partner che come noi credono in un sistema internazionale basato sulle regole e sul multilateralismo. Insieme abbiamo risposto alle richieste del Presidente Zelensky, perché un’invasione militare pianificata per mesi e su più fronti non si ferma soltanto con le parole».

    Parlando di sanzioni, il premier ha detto: «le sanzioni che abbiamo imposto a Mosca hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa, sulla sua economia. L’unità dell’Unione Europea e dei suoi alleati è stata determinante per offrire all’Ucraina il sostegno di cui aveva bisogno, per imporre costi durissimi alla Russia. Mosca ha da subito tentato di dividere i nostri Paesi, a usare il gas come arma di ricatto. Ora dobbiamo fare di più, soprattutto a livello europeo. Come l’Italia sostiene da tempo, l’Unione Europea deve imporre un tetto al prezzo delle importazioni di gas, anche per ridurre ulteriormente i finanziamenti che mandiamo alla Russia. L’Europa deve sostenere gli Stati membri mentre questi sostengono Kiev».

    Come accennato, Draghi ha criticato aspramente i referendum in Donbass: «finora la Russia non ha dimostrato di volere la fine del conflitto: i referendum per l’indipendenza nel Donbass sono un’ulteriore violazione del diritto internazionale che condanniamo con fermezza».

    Il premier ha poi elogiato la controffensiva che ha permesso all’Ucraina di recuperare parte del territorio occupato dalla Russia: «nelle ultime settimane un’eroica controffensiva ha permesso all’Ucraina di recuperare migliaia di chilometri quadrati di territorio a partire da Kharkiv, e costretto l’esercito russo a ripiegare. L’esito del conflitto resta ancora imprevedibile, ma Kiev sembra avere acquisito un vantaggio strategico importante. Il piano di Mosca era conquistare Kiev in poche settimane. I soldati ucraini hanno vanificato questa strategia e obbligato la Russia a un conflitto più lungo e logorante, grazie anche alla nostra assistenza militare. L’Italia resta in prima linea per provare a raggiungere un accordo, quando sarà possibile per porre fine alla guerra. Lo abbiamo fatto in passato, quando abbiamo evidenziato come il blocco dei porti del Mar Nero costituisse un rischio per la sicurezza alimentare globale. L’accordo sull’esportazione del grano ucraino è stato un momento di collaborazione importante tra le parti, per cui voglio ringraziare l’ONU, il Segretario Generale Guterres, la Turchia».

    Draghi ha dedicato parte del suo discorso anche all’emergenza climatica.

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: SHUTTERSTOCK

    draghi onu
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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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