La norma è accusata di essere generica: introduce un reato per tutti quei “raduni dai quali possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico”

Il primo decreto varato dal Governo Meloni approda in Senato. Si tratta di una nuova legge “anti Rave Party” che parte, però, da un testo piuttosto generico.

Il decreto, annunciato dal ministro Piantedosi, prevede reclusione da tre a 6 anni e multe da mille a 10mila euro. È previsto che si proceda d’ufficio “se il fatto è commesso da più di 50 persone allo scopo di organizzare un raduno dal quale possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica“.

La norma è stata da subito molto criticata perché la formulazione è ritenuta generica. In altre parole, c’è il rischio che venga applicata in modo indiscriminato anche ad altri tipi di manifestazioni, come quelle sindacali o studentesche.

Anche Forza Italia, facente parte della stessa maggioranza, ha chiesto delle modifiche, e il Governo si è detto pronto ad “avallare migliorie” che dovessero arrivare da Palazzo Madama. Al momento viene escluso un intervento diretto del Governo, attraverso un emendamento specifico.

Il partito di Silvio Berlusconi ha chiesto di specificare meglio la fattispecie di reato, puntualizzando l’uso di sostanze stupefacenti come elemento di distinzione rispetto ad altre manifestazioni. È stata Chiesta, poi, una stretta sulla possibilità di utilizzare le intercettazioni intervenendo sulla durata massima della pena ma la scelta di ridurre i 6 anni previsti non vede tutti concordi.

Il Governo Meloni ha iniziato a lavorare. E non ha iniziato benissimo, a dire il vero. Il caos sulla norma anti rave party ha cancellato anche quanto di buono le forze dell’ordine avevano fatto a Modena, sgomberando un edificio senza incidenti. Una norma sui rave c’è in tanti ordinamenti, a cominciare dalla Legge Mariani in Francia. Ma la norma italiana è stata scritta male. Cambiarla è un dovere, non un’opzione”, ha scritto Matteo Renzi sull’Enews.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI