Apre la kermesse il presidente, al suo ultimo mandato. Sul palco anche Mattarella. Landini: “col Governo solo incontri finti”

Appuntamento nella Capitale per Confindustria che oggi 15 settembre inaugura la sua Assemblea. Un’occasione importante, sia per i temi sul tavolo, dalla Manovra del Governo al dibattito sul lavoro precario e sul salario minimo, sia perché sarà l’ultimo evento al quale Carlo Bonomi parteciperà da presidente.

Sul palco anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Marina Berlusconi.

Apre la kermesse proprio Bonomi, al suo ultimo mandato in viale dell’Astronomia, per invocare un “cambio di rotta“. Fra i temi toccati dal capo di Confindustria trova spazio l’inclusività, soprattutto nei confronti di donne e giovani, che hanno bisogno di “politiche industriali e politiche per il lavoro capaci di creare un mercato in cui concorrenza leale e competitività siano assunte come valori imprescindibili“.

«Su come lo Stato adempia a questi doveri noi, come imprese, sappiamo che la realtà è molto diversa – aggiunge – Ora serve, dunque, una correzione di rotta, capace di ‘promuovere tutte le condizioni affinché il diritto al lavoro sia effettivo’ e trovino compimento i principi costituzionali». Il compito non spetta solo al legislatore: «non è sufficiente introdurre obblighi per legge, servono interventi e politiche coerenti».

Quanto al discusso tema del salario minimo, il numero 1 di Confindustria resta convinto che “la mera introduzione, non accompagnata da un insieme di misure volte a valorizzare la rappresentanza, non risolverebbe né la grande questione del lavoro povero, né la piaga del dumping contrattuale, né darebbe maggior forza alla contrattazione collettiva“. La Costituzione stessa “ci obbliga a riconoscere al lavoratore un salario giusto“, prosegue, ma questa funzione spetta alla contrattazione.

Infine, un appello politico: «la democrazia è il cuore di un sistema produttivo plurale e aperto, che ha reso la nostra economia una delle più avanzate al mondo. Per le oltre 150mila aziende che Confindustria rappresenta, è la precondizione per costruire il futuro sostenibile dei nostri figli e del pianeta».

Interviene sul tema del lavoro, anche se a distanza dal palco di Senigallia, il segretario della Cgil Maurizio Landini, secondo cui “la complessità dei temi richiede di coinvolgere tutti“. Un principio che invece non verrebbe rispettato dal Governo, che “non vuole discutere coi sindacati di lavoro, diritti, scuola, pensioni, fisco” anche se “sono i lavoratori, i dipendenti e i pensionati che tengono in piedi questo Paese, con le tasse e il lavoro che hanno fatto, ed è giusto che abbiano la possibilità di dire quello che pensano“. Finora, chiosa Landini, “ci sono stati incontri finti“.

Mattarella: “legame tra economia e democrazia”

Il presidente della Repubblica ha dichiarato: «se c’è qualcosa che una democrazia non può permettersi è di ispirare i propri comportamenti, quelli delle autorità, quelli dei cittadini, a sentimenti puramente congiunturali. Con il prevalere di inerzia ovvero di impulsi di ansia, di paura», Mattarella parla di due “possibili errori: una reazione fatta di ripetizione ossessiva di argomenti” secondo cui “a fronte delle sfide la vita ci presenta, basta denunziarle senza adeguata e coraggiosa ricerca di soluzioni. Oppure – ancor peggio – cedere alle paure, quando non alla tentazione cinica di cavalcarle

Mattarella ha poi citato il messaggio di Luigi Einaudi del 31 marzo 1947 «‘è necessario che gli italiani non credano di dover la salvezza a nessun altro fuorché se stessi’. Oggi diremmo: a noi stessi e agli altri popoli coi quali abbiamo deciso di raccoglierci nell’Unione Europea». Il presidente ha poi aggiunto che “un’economia in salute contribuisce al bene del sistema democratico e della libertà, alla coesione della nostra comunità” e citando Roosevelt ha ricordato che “l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa” e che è importante “richiamare il legame, per quanto possa a molti apparire scontato, tra economia e democrazia

«La democrazia si incarna nei mille luoghi di lavoro e studio. Nel lavoro e nella riflessione dei corpi sociali intermedi della Repubblica. Nel riconoscimento dei diritti sociali. Nella libertà d’intraprendere dei cittadini. Prima di ogni altro fattore, a muovere il progresso è, infatti, il ‘capitale sociale’ di cui un Paese dispone. Un capitale che non possiamo impoverire. È una responsabilità che interpella anche il mondo delle imprese: troppi giovani cercano lavoro all’estero, per la povertà delle offerte retributive disponibili» ha aggiunto il capo dello Stato.

Marina Berlusconi contro i rialzi della Bce

Marina Berlusconi, a margine dell’Assemblea, ha commentato il rialzo dei tassi della Bce auspicando “che la cura non uccida il malato“, aggiungendo che “quello che fino ad oggi ha fatto la Bce è stato sicuramente importante per diminuire l’inflazione” e questo tipo di interventi “ha effetti sulla crescita. La nostra economica ha bisogno di stimoli. Mi auguro che questo rialzo sia anche l’ultimo“.

L’imprenditrice ha anche smentito una sua possibile candidatura alla guida di Confindustria.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI