La riduzione degli sprechi e l’uso di materiali compostabili e riciclabili passa attraverso macchinari efficienti e tecnologici, anche nei sistemi di incollatura
L’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale sono oggigiorno due elementi imprescindibili per tutti i settori industriali, ma ci sono realtà in grado di adattare queste due esigenze alle proprie attività fino a farle diventare un fiore all’occhiello. È il caso di ERO Gluers, azienda nata nel 1994 attiva nel settore del converting, quindi nell’ambito della trasformazione di carta e cartone. ERO è specializzata nei sistemi di incollatura a freddo per l’incollaggio di scatole in cartoncino teso e ondulato. Da un primo approccio nazionale, a partire dal 2008 l’azienda ha esteso le proprie attività all’estero fino all’acquisizione, nel 2016, da parte della multinazionale americana Valco Melton. Francesca Notari, figlia del fondatore e oggi General Manager, ci spiega come ERO unisce tecnologia e sostenibilità.
ERO è una realtà molto attenta all’aspetto tecnologico…
«Sin dalla sua fondazione l’azienda ha sempre avuto un grande interesse per le novità tecnologiche, una caratteristica che rientra anche nella filosofia aziendale che punta all’innovazione e al futuro. Ad esempio, da anni ci contraddistingue la possibilità di controllare i nostri impianti in modalità da remoto, una formula che prima veniva offerta ma che ora – grazie anche all’impulso dato dal Covid-19 – viene integrata di default ed è molto richiesta e apprezzata dai clienti. Questo tipo di controllo su macchine altamente tecnologiche ci permette di risolvere il 90% dei problemi senza recarci sul luogo, rendendo l’intervento comodo ed efficiente».
Dietro i macchinari ERO si nasconde una tecnologia raffinata che sfrutta software, hardware e interfacce altamente performanti e user-friendly: parliamo infatti di erogatori che lavorano ad altissime velocità, 400 metri al minuto.
Il vostro impegno tecnologico è stato riconosciuto anche a livello internazionale, come?
«Abbiamo vinto diversi bandi nell’ambito del machine learning, nonostante le nostre dimensioni. L’ultimo, a livello europeo, è il MADE, poi sfociato nella richiesta di un brevetto depositato a livello internazionale. Si tratta di una tecnologia basata sul deep learning applicato ai nostri controlli qualità, quindi in primis il controllo colla e di seguito tutti gli altri, come il controllo barcode, antiframmischiamento e via dicendo».
Anche la sostenibilità ambientale rientra nella vostra filosofia. Come la tecnologia vi viene in aiuto?
«Il nostro sviluppo si muove su alcuni punti chiave: l’attenzione all’ambiente, la riduzione degli sprechi e il supporto a favore dei clienti nell’uso di materiali compostabili e riciclabili. Già dalla metà degli anni 2000 abbiamo reso i nostri impianti più efficaci ed efficienti, riducendone il consumo di energia e colla del 30/40%. Nell’ultimo decennio, poi, abbiamo attuato delle modifiche affinché le nostre macchine potessero lavorare con colle vegetali e compostabili prodotte a partire da scarti vegetali. Queste, più sostenibili rispetto alle colle viniliche, hanno infatti un ph molto aggressivo».
Gli impianti ERO, inoltre, vanno incontro ai bisogni del cliente nel rispetto delle normative in tema di imballaggi e incollatura. Ad esempio, permettono il controllo della quantità di collante erogato laddove la norma ne stabilisce limiti e percentuali, soprattutto vinilico, o nel caso degli imballaggi alimentari, per i quali sono concessi solo collanti a bassa migrazione, non comportano l’uso di additivi in fase di controllo.
ERO Gluers dunque è una realtà con una filosofia aziendale ben definita, forte e soprattutto al passo con i tempi. Saranno gli stessi principi di innovazione ed ecosostenibilità a guidarla verso il futuro, insieme a un altro fondamentale perno delle sue attività: l’attenzione al cliente e alle sue esigenze, anche quelle ancora non espresse, in un settore sempre in evoluzione.