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    Home » Archivio Storico » 2022 » Caso Mila, 6 condannati in Francia per messaggi d’odio online
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    Caso Mila, 6 condannati in Francia per messaggi d’odio online

    Alessia MalcausDi Alessia MalcausMaggio 24, 2022
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    La giovane era stata vittima di minacce dopo aver pubblicato un controverso video sull’Islam

    Si conclude l’ultimo processo del cosiddetto caso Mila, il caso di una giovane donna francese che si era ritrovata inondata di messaggi d’odio su Twitter dopo aver pubblicato, nel gennaio del 2020, un video controverso sull’Islam.

    Il Tribunale penale di Parigi, infatti, ha emesso la sentenza nei confronti di 6 persone, di cui quattro donne, di età compresa tra i 19 e i 39 anni, accusate di molestie e aggravate e, in un caso, di minaccia di morte. Le condanne decise dalla Corte vanno da tre a 6 mesi di pena sospesa con obbligo di braccialetto elettronico. La donna accusata anche di minaccia di morte è Melinda D., madre di due bambini, in passato già condannata per furto, frode e guida senza patente. Per un anno saranno privati del diritto di eleggibilità.

    Gli imputati, inoltre, dovranno versare una multa di 30 mila euro per molestie online e una multa di 45 mila euro per minacce di morte. A testa, ancora, dovranno pagare a mila una somma di 3.000 euro a titolo di risarcimento danni.

    L’avvocato di Mila, che oggi vive sotto protezione, Richard Malka, ha dichiarato: «si è resa necessaria la condanna delle 6 persone perseguite. Poche parole su un social possono avere gravi conseguenze per gli autori di queste parole di odio e violenza. Non ho alcuna soddisfazione nel vedere condannati questi giovani. La mia unica soddisfazione in questo fascicolo sarebbe che Mila possa tornare a una vita normale e non è così».

    Già nel luglio del 2021 il tribunale di Parigi aveva condannato a pene simili altre 11 persone, accusate degli stessi crimini. I recenti imputati erano stati individuati nel settembre 2021 dai gendarmi dell’Ufficio centrale per la lotta ai crimini contro l’umanità, ai genocidi e ai crimini di guerra (OCLCH).

    Dopo la pubblicazione del video in questione, che ha riacceso in Francia il dibattito sulla blasfemia, Mila aveva ricevuto “più di 100 mila messaggi di odio e minacce di morte in cui veniva minacciata di essere legata, fatta a pezzi, squartata, lapidata, decapitata, con immagini di bare, fotomontaggi di decapitazione, della sua testa insanguinata“.

    di: Alessia MALCAUS

    FOTO: PIXABAY

    caso mila dibattito blasfemia francia francia Islam messaggi odio minacce di morte parigi
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    Alessia Malcaus

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