La prima ministra dovrà affrontare il graduale innalzamento dell’età pensionistica, come presentato nel progetto di riforma di Macron
Fra i dossier più caldi nelle mani di Borne, la nuova premier francese (qui la sua squadra di governo) c’è il progetto di riforma delle pensioni. «Non mentirò ai francesi» è la promessa della prima ministra.
«Chi vuole far credere alla gente che questa riforma non sia essenziale non sta dicendo la verità ai francesi» incalza Borne, cui spetta il delicato compito di implementare il progetto, al centro della campagna elettorale di Macron, di spostare l’età legale del pensionamento per portarla a 65 anni entro il 2031.
Un passaggio graduale che richiederà l’accordo di tutte le parti: «la sfida del nostro Paese è garantire la forza del nostro modello sociale, perseguire il progresso e investire, in particolare sulla salute e sull’istruzione» rivendica Borne in un’intervista al Journal du Dimanche.
«Il presidente della Repubblica ha preso impegni chiari – ribadisce la prima ministra – nessun aumento delle tasse, nessun aumento del debito. Viviamo però sempre più a lungo e il rapporto fra forza attiva e numero di pensionati sta diminuendo».
«Se vogliamo preservare il sistema pensionistico a ripartizione, cui sono legati i nostri concittadini, dovremo gradualmente lavorare sempre di più».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON