Nell’ambito del suo tour in Medio Oriente, il presidente Usa incontrerà i leader israeliani e palestinesi, prima di recarsi in Arabia Saudita, mentre a Tel Aviv Bennett si appella al popolo contro la “macchina del veleno” di Nethanyau
Joe Biden si recherà in visita ufficiale in Israele il prossimo 23 giugno; il viaggio è una tappa del tour che il presidente Usa affronterà in Medio Oriente.
Secondo le informazioni riportate dal quotidiano Ynet, Biden visiterà il sistema di difesa antimissilistico israeliano Iron Dome prima di recarsi a Gerusalemme, dove è atteso al Museo Memoriale per la Shoah Yad Vashem. Qui il capo della Casa Bianca incontrerà il primo ministro Naftali Bennett e il presidente Isaac Herzog.
Il giorno seguente Biden ha in programma una visita nell’ospedale nella Gerusalemme orientale e una tappa nella West Bank di Betlemme, dove incontrerà il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas.
Il tour mediorientale di Biden proseguirà poi in Arabia Saudita.
L’ultima visita di Biden in Israele risale al 2016, in qualità di vice-presidente. Questo viaggio arriva in un momento di particolare instabilità per il Governo israeliano, minato da una maggioranza alla Knesset i cui numeri sono pari a quelli dell’opposizione: 60 a 60. Sullo sfondo della crisi politica, non si arrestano nemmeno gli sconti armati fra palestinesi ed esercito israeliano.
Rispondendo alla crisi che destabilizza l’ordine nel Paese, proprio oggi il premier Bennett ha inoltrato un’insolita missiva al suo popolo: «fate sentire la vostra voce» è l’intimazione del primo ministro alla “maggioranza silenziosa sionista“.
«Circa un anno fa lo Stato di Israele ha vissuto uno dei suoi momenti più difficili. Caos, elezioni senza fine, le città di Lod e Acri in fiamme di fronte un governo umiliato e conflittuale» si legge ancora nella lettera, in cui Bennett ammette una “terribile debolezza di fronte un nemico omicida che ha tirato razzi su Gerusalemme“.
Bennett non risparmia nemmeno un accenno a Netanyahu e al processo in corso per i suoi guai giudiziari, riferendosi a un Paese intrappolato “dalla fede in un solo uomo e dall’asservimento dell’energia dello Stato ai suoi bisogni legali“.
Per non “cadere all’indietro, allora dobbiamo agire tutti. Questa lettera è un invito all’azione” si conclude la missiva che punta il dito contro la “macchina del veleno” innescata dal suo predecessore e attuale leader dell’opposizione.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/JIM LO SCALZO