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    Home » Archivio Storico » 2023 » Balneari, Consiglio di Stato dice no alla proroga delle concessioni
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    Balneari, Consiglio di Stato dice no alla proroga delle concessioni

    Francesca LasiDi Francesca LasiMarzo 10, 2023
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    Indice

    1. Nella sentenza il Consiglio di Stato afferma che le norme “sono in contrasto” con l’articolo 12 della direttiva europea
      1. Centinaio: “la sentenza non ci sorprende”
      2. Bonelli: “non si gioca con le direttive europee e la Costituzione”

    Nella sentenza il Consiglio di Stato afferma che le norme “sono in contrasto” con l’articolo 12 della direttiva europea

    Il Consiglio di Stato ribadisce che la proroga automatica delle concessioni balneari non va applicata. Le norme che hanno disposto la proroga, infatti,  “sono in contrasto” con l’articolo 12 della direttiva europea.

    Con questa sentenza il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro la decisione del comune di Manduria di prorogare fino al 2033 le concessioni demaniali marittime.

    Come spiegato da Il Tempo, citato da TgCom24, la sentenza riguarda il ricorso dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato contro il Comune di Manduria che aveva prorogato fino al 31 dicembre 2033 una serie di “concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative”. L’Autorità, ritenendo le delibere in contrasto con la direttiva Bolkestein (la normativa europea 2006/123), ha notificato un parere al Comune con il quale ribadiva la necessità di assegnare le concessioni con le gare per rispettare i principi di concorrenza . L’Autorità, inoltre, ha sottolineato che, dato che la normativa italiana di proroga delle concessioni è in contrasto con quella europea, sarebbe dovuto scattare “l’obbligo di disapplicazione da parte di tutti gli organi dello Stato, sia giurisdizionali che amministrativi”.

    Il Comune di Manduria, però, non ha mai ottemperato al parere dell’Autorità, che quindi ha presentato ricorso al Tar della Puglia. Quest’ultimo nel giugno 2021 “lo ha dichiarato, per un verso, inammissibile e, per altro verso, ritenuto di doverlo, comunque, esaminare nel merito, lo ha respinto”. È, così, partito l’appello del Consiglio di Stato, con l’udienza pubblica che si è tenuta il 16 febbraio e la sentenza depositata giovedì 9 marzo.

    Centinaio: “la sentenza non ci sorprende”

    «La sentenza del Consiglio di Stato non ci sorprende – ha dichiarato il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio (Lega) – I giudici già nel 2021 avevano preannunciato che qualsiasi proroga successiva alle concessioni balneari sarebbe stata considerata da loro priva di efficacia. Noi però rivendichiamo la norma introdotta con la conversione in legge del ‘Milleproroghe’ e il diritto del Parlamento a legiferare. A maggior ragione dopo questo pronunciamento, invitiamo il governo ad accelerare sulla mappatura delle coste».

    Bonelli: “non si gioca con le direttive europee e la Costituzione”

    «La decisione del Consiglio di Stato ammonisce il Governo italiano ricordando che non si gioca con le direttive europee e la Costituzione. Le direttive europee non possono essere disattese e non applicate e le proroghe non possono essere autorizzate dalle singole amministrazioni locali – ha scritto in una nota il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo bonelli – Questa è una dura sconfitta del governo Meloni che si è battuto in difesa dei privilegi di chi paga allo Stato, come ad esempio nel caso del Twiga , solo 20 mila euro a fronte di un fatturato che si aggira intorno ai 4 milioni di euro l’anno. Ricordiamo che lo Stato incassa soltanto 107 milioni di euro anno dalle concessioni balneari, mentre il fatturato complessivo è di 7 miliardi di euro, con un tasso di evasione altissimo. Nel corso degli anni troppe spiagge italiane sono state trasformate da ‘lungomari’ in ‘lungomuri’, che chiudono la possibilità di poter vedere il mare, per causa della privatizzazione e cementificazione: tra tutti uno dei casi più emblematici è quello di Ostia. È dal 2010 che la destra tenta di disapplicare la direttiva Bolkestein, ma con la decisione di oggi è una vittoria per un’Italia che non deve essere fondata sui soliti privilegiati».

    di: Francesca LASI

    FOTO: ANSA/GIUSEPPE GIGLIA

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