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Oggi il Consiglio Energia a Bruxelles discuterà il piano della Commissione, con Italia, Spagna, Polonia e Malta sul piede di guerra

Sui tavoli di Bruxelles il dibattito è tutto assorbito dal piano sul gas. Dopo che ieri la Commissione ha avanzato le sue proposte per affrontare il rincaro della materia prima energetica, oggi si riunisce un Consiglio straordinario dell’Energia con diversi ministri europei sul piede di battaglia.

Nello specifico Italia, Spagna e Francia hanno già presentato le loro perplessità sul piano di von der Leyen, tanto che un accordo definitivo non è previsto per oggi ma sarebbe atteso per il 19 dicembre come prevede la commissaria europea all’Energia Kadri Simson: «sappiamo che c’è un altro Consiglio nella settimana di Natale, ci incontreremo lì» assicura.

L’Ungheria ha ottenuto un’esenzione dal tetto al prezzo del petrolio russo, come comunica il ministro degli Esteri del Paese, Péter Szijjártó.

Le posizioni dell’Italia

«C’è la condivisione di non aderire alla proposta della presentata alla Commissione Europea e di valutare complessivamente sia la proposta della Commissione sul price cap sia gli altri termini del dell’accordo – spiega il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin – che possono riguardare gli altri temi la solidarietà, la trasparenza, ma tutto in un unico blocco». Su questo “vedremo durante il Consiglio di stamattina“.

Le criticità emergono in ben 15 Paesi, e dunque si tratta di ridiscutere “l’intero pacchetto” dato che “su alcuni temi può esserci benissimo accordo” ma al netto di una ritrattazione complessiva. Se dunque non si dovesse trovare un accordo sul tetto del gas si bloccherà l’intero pacchetto, compreso il provvedimento sulla solidarietà in materia di gas sul quale preme sensibilmente Berlino.

Gli altri Paesi sul piede di guerra

Molto critica sulla proposta di von der Leyen anche la Spagna, con la ministra Teresa Ribera che la definisce una “presa in giro“, dato che il tetto concordato nella bozza è talmente alto che non sarebbe scattato neppure lo scorso agosto con i prezzi oltre la soglia dei 300 euro.

«Le condizioni rendono quasi impossibile attivare il meccanismo – dice anche la ministra dell’Energia maltese Miriam Dalli. – Non è quello che abbiamo chiesto. Vediamo cosa succede: ovviamente la proposta sul tavolo non è adatta allo scopo».

Dello stesso parere anche la Francia secondo cui con questo tetto il blocco scatterebbe solo “in casi veramente eccezionali“. «Può essere utile, ma di certo non è una riforma strutturale, né una risposta all’esplosione dei prezzi del gas alla quale deve far fronte l’industria europea – aggiunge la ministra francese della Transizione Energetica Agnès Pannier Runacher. – Non è un testo sufficiente». La ministra non concorda però con la strada di Roma che vorrebbe bloccare l’intero pacchetto se dovesse saltare il price cap: «bisogna avanzare dove si può avanzare».

«È una specie di scherzo – si aggiunge critica la Polonia con la ministra per il Clima della Anna Moskwa. – Non abbiamo bisogno della solidarietà e delle autorizzazioni per le rinnovabili oggi. Sono importanti, ma ora è inverno e in Polonia fa già meno dieci: ne possiamo parlare in primavera. Dobbiamo discutere del price cap».

I dubbi di Olanda e Germania riguardano invece interventi sul mercato che potrebbero creare problemi di approvvigionamento: «è una cosa molto, molto rischiosa» sostengono.

Intanto oggi nuovo record negativo per il prezzo del gas, con la corsa dei futures che non si arresta. Il Ttf quotato ad Amsterdam ha sfondato quota 130 euro, crescendo in avvio di seduta dell’1,14% (131,10 euro/megawattora).

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MAXIM SHIPENKOV