Nel pieno della bufera sui migranti, oggi la premier Meloni ha ricevuto il numero uno dell’Alleanza in attesa del Cdm

Giornata impegnativa per la neo premier italiana Giorgia Meloni che oggi presiederà il Cdm che dovrebbe dare l’okay definitivo al tanto discusso decreto contro il caro-bollette dopo l’incontro con i sindacati e nel pieno della bufera sui migranti.

In vista del provvedimento la presidente del Consiglio ha scritto ieri sui social: «in due settimane abbiamo liberato 30 miliardi per calmierare e coprire il costo delle bollette. Abbiamo messo in sicurezza il nostro tessuto produttivo e già domani il decreto che stanzia i primi 9 miliardi sarà portato in Consiglio dei Ministri. Fermare la speculazione è fondamentale e stiamo conducendo anche questa battaglia».

Durante l’incontro con i sindacati avrebbe detto che “le risorse del Pnrr destinate alle infrastrutture energetiche erano intorno al 5% delle risorse complessive. Bisogna stabilire quali siano le priorità e questo è un tema strategico del quale mi interessa in relazione ad un’alleanza per la sicurezza energetica che diventa, nel caso nostro, non solo un tema di sicurezza e di indipendenza ma anche di strategia che può essere una delle nostre scelte più felici“.

Questa mattina, inoltre, Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, per discutere la crisi ucraina. Il tema sarà al centro anche del bilaterale in programma all’Aja tra Mattarella e Rutte.

L’Esecutivo, inoltre, starebbe lavorando a un nuovo sistema pensionistico che vada oltre la Legge Fornero: tra le soluzioni valutate ci sono Quota 103, la proroga di Opzione donna e l’Ape sociale. La misura va a braccetto con la riforma totale del sistema previdenziale che, soddisfacendo le richieste di sindacati e Confindustria potrebbe arrivare entro due anni.

La bozza dell’Aiuti quater

Il testo atteso oggi in cdm si compone in totale di 13 articoli. Tra le misure previste c’è la possibilità per le imprese “residenti in Italia” di chiedere la rateizzazione delle bollette di luce e gas per gli importi “eccedenti l’importo medio contabilizzato” nell’intero 2021 per i consumi effettuati dal “primo ottobre 2022 al 31 marzo 2023” e fatturati entro il “31 dicembre 2023”. La rateizzazione decade in caso di inadempimento di due rate anche non consecutive.

Prevista anche la revisione del Superbonus: la norma, ancora in via di valutazione, tra le altre cose fa scendere nel 2023 la percentuale dello sconto sulla spesa per i lavori di efficientamento energetico dal 110% al 90%. L’agevolazione sarà confermata anche per gli immobili unifamiliari ma con un un limite di reddito (a 15mila euro) variabile in base ad una sorta di quoziente familiare.

Protesta di Alleanza Verdi Sinistra

Questa mattina davanti a Montecitorio i deputati politici di Alleanza Verdi Sinistra si sono uniti in una protesta organizzata contro gli extraprofitti dei colossi energetici “fatti con la speculazione e presi dalle tasche di cittadini e imprese con le bollette“. Lo slogan, “Utili all’Italia, stop al caro bollette“, annuncia quale sarà la battaglia in Parlamento. Gli esponenti vogliono che i profitti “tornino ai loro legittimi proprietari. L’abbiamo detto in campagna elettorale e continuiamo a batterci in Parlamento, dove il governo pare non avere intenzione di mettere mano a questo imbroglio“.

Le nuove nomine al Senato

Alberto Balboni, senatore di Fratelli d’Italia, è stato eletto presidente della commissione Affari costituzionali del Senato con 13 voti a favore.

Massimo Garavaglia, senatore della Lega, è stato eletto presidente della commissione Finanze di palazzo Madama con 11 voti a favore.

Stefania Craxi, senatrice di FI, è stata eletta presidente della commissione Esteri e Difesa di palazzo Madama con 15 voti a favore.

Calderone: “ragionare insieme su riforme di sistema”

La ministra del Lavoro, Marina Calderone, è intervenuta ieri sera a Porta a Porta su Rai Uno per commentare il meeting con le parti sindacali: «si è parlato prima di tutto di un metodo di lavoro. Io credo che sia l’aspetto importantissimo da sottolineare. Il Governo si è seduto al tavolo insieme ai rappresentanti dei sindacati. È solo la prima puntata, poi incontreremo anche i rappresentanti datoriali. Si vuole ragionare insieme di quelle che sono delle riforme di sistema che non troveremo all’interno della manovra se non abbozzata perché manovra in tempi molto limitati».

Anche il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato così: «noi abbiamo ribadito la necessità di avviare delle serie riforme, a partire da quella fiscale, noi non siamo per la flat tax ma per una riforma fiscale seria che aumenti il netto in busta paga per i lavoratori a partire da redditi più bassi. Siamo per una vera lotta all’evasione fiscale. Siamo contrari alla logica dei condoni. Le risorse oltre i 30 miliardi indicati dal governo, si possono trovare con una vera lotta fiscale ed affrontando il tema degli extra profitti».

Letta: “tutti contro Pd invece di fare opposizione al Governo”

Il segretario del Pd Enrico Letta, intanto, rivolge al Corriere della Sera le sue riflessioni sullo scenario politico. «Come prima, peggio di prima. Per M5S e Terzo polo la nuova legislatura è iniziata come era finita la precedente. Tutti contro il Pd: Calenda, Conte e Renzi sono ancora in campagna elettorale. Stessi i toni, simili le forzature dialettiche, a dimostrazione che, quando si tratta di piccoli interessi di parte, alla fine possono emergere paradossali affinità elettive anche tra chi ha passato anni a farsi reciprocamente la guerra e a porre a noi estenuanti veti incrociati – scrive in una lettera. – Nel mentre la destra ha vinto le elezioni e Giorgia Meloni governa l’Italia. Eppure, tutti e tre ritengono che fare opposizione al Pd sia più redditizio che fare opposizione al governo più a destra della storia della Repubblica. E una scelta priva del benché minimo senso di responsabilità istituzionale. E non lo dico per le potenziali conseguenze sul Pd. Lo dico per le ripercussioni certe sull’Italia».

E poi prosegue: «per conto nostro ci siamo mossi con spirito unitario chiedendo un coordinamento delle opposizioni. Un segnale di debolezza, per taluni. La conferma, a mio parere, della funzione di presidio delle istituzioni e dell’interesse generale che è parte dell’identità Pd. E un ruolo che rivendichiamo con orgoglio: prima, sempre, viene il Paese. Anche quando la convenienza contingente suggerirebbe il contrario. E la nostra storia ed è una cultura politica che esalta la comunità e il bene comune e che vive l’impegno politico per il tramite della funzione di intermediazione attribuita dalla Costituzione al partito. E il Pd è un partito. Un partito che non è proprietà di nessuno se non dei suoi iscritti, militanti, elettori. Siamo oggetto – prosegue – di una quotidiana “opposizione all’opposizione” e questo fa da sfondo al congresso e incide sul suo svolgimento nel racconto pubblico. E un dato di fatto, niente vittimismi. Peraltro, una fase congressuale di per sé, nella storia italiana, non sarebbe una novità. Diventa un evento straordinario se letto con le lenti della politica attuali. Quali partiti hanno fatto di recente o fanno ancora congressi veri con leadership contese da più candidati? Nessuno. E prassi scontata negli altri Paesi Ue. E rarità nell’Italia dei partiti personali o proprietari di oggi. Anzi è un fatto unico, eccezionale, di cui siamo orgogliosi e per cui pretendiamo rispetto».

Risponde Calenda: “il piagnisteo”

Alla sua lettera risponde il segretario di Azione, Carlo Calenda. «Caro Enrico Letta c’è una sola cosa che un grande partito come il Pd non può davvero mai fare: il piagnisteo. Dalle bollette, alle regionali vi abbiamo offerto collaborazione sui contenuti. Decidete liberamente. Ma senza vittimismi», scrive su Twitter.

Nodo rigassificatori

Si torna a parlare anche di rigassificatori. Snam ha ottenuto le autorizzazioni all’installazione delle navi rigassificatrici (Fsru) a Piombino (Livorno) e Ravenna.

di: Alessia MALCAUS

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