ANSA/MAX CAVALLARI-SOS HUMANITY

Ai migranti più fragili è concesso di entrare in Italia, ma per le navi delle Ong è inaccettabile lo sbarco selettivo

Dai giorni nei porti del Sud Italia si gioca una partita di forza tra il Governo e le richieste di alcune navi di Ong battenti bandiera straniera.

Dopo un iniziale stalle il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato che “le persone che hanno i requisiti possono sbarcare, ci facciamo carico di chi presenta problemi di ordine assistenziale e umanitario senza derogare al fatto che gli obblighi di presa in carico competono allo Stato di bandiera“. Secondo il ministro “gli altri devono tornare fuori dalle acque territoriali e se ne deve fare carico lo Stato di bandiera. Noi saremo fermi su questo principio senza venire meno agli obblighi umanitari su cui non faremo mai marcia indietro“. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto spiegando che “si è deciso di dare assistenza sanitaria e accoglienza a chi ne ha bisogno e assistenza alla nave che riprenderà la sua rotta con gli altri a bordo. Non si è voluto accettare la sfida tribale di chi è disposto ad usare le persone per calpestare diritto, accordi e leggi“, secondo Crosetto “si sono coniugati umanità e fermezza non è accettabile che un Paese intervenga a gamba tesa sapendo che abbiamo ragione. Va difesa una posizione giusta senza sudditanza e senza giocare sulla vita di chi soffre“. E il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che al vertice dei ministri degli esteri dei Paesi Ue del 14 novembre dirà “una cosa molto chiara: che serve un patto a livello europeo per la gestione degli sbarchi e delle rotte dei migranti“.

A Catania nella notte sono stati fatti sbarcare 144 dei 179 migranti salvati in mare dalla nave della Ong Sos Humanity. 35 persone sono quindi state giudicate non abbastanza fragili per fagli lasciare la Humanity 1. Aboubakar Soumahoro, deputato di Verdi e Sinistra italiana, sul molo 25 del porto di Catania, ha annunciato che “un pool di avvocati sta seguendo la posizione legale dei 35 profughi rimasti a bordo della nave Humanity 1. Non partiranno, perché sarebbe illegale. Ci stiamo attivando per fare valere la legge e il diritto internazionale“. La Sos Humanity ha annunciato che intende ricorrere al Tar del Lazio contro i provvedimento del governo, “oggi il nostro capitano Joachim Ebeling è stato contattato dalle autorità affinché lasci il porto con i sopravvissuti. Il nostro capitano ha risposto alla email e ha spiegato che che non può farlo e che rimarremo qui assieme ai sopravvissuti finché non saranno sbarcati” si legge in una nota diramata dell’organizzazione non governativa.

Dalla nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere sono state fatte sbarcare più di 200 persone dei 572 naufraghi salvati. Tra le persone salvate in mare e a bordo della nave di MSF erano presenti anche tre donne in gravidanza e oltre 60 minori, di cui 56 non accompagnati. Da MSF viene comunicato che “un’operazione di soccorso si può considerare terminata solamente una volta che tutti i sopravvissuti sono stati fatti sbarcare in un luogo sicuro. Lo sbarco selettivo e parziale, come quello proposto dalle autorità italiane, non è da considerarsi legale secondo le convenzioni di diritto marittimo”, inoltre “secondo il diritto internazionale una nave non è responsabile dell’accoglienza a bordo dei sopravvissuti laddove siano possibili soluzioni alternative. Inoltre, il governo responsabile dovrebbe prendere ogni misura necessaria per far sì che i sopravvissuti restino a bordo il minor tempo possibile, secondo quanto stabilito dalle Linee guida sul trattamento delle persone soccorse in mare” ha spiegato Medici Senza Frontiere.

Ancora a largo della costa restano due navi: la tedesca Rise Above, che ha salvato 90 persone, e la norvegese Ocean Viking, con 234 persone migranti a bordo.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/MAX CAVALLARI/SOS HUMANITY