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Il ministro dell’Interno interviene anche sul mancato intervento a Predappio: “una pagliacciata che si svolge da anni senza incidenti”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha risposto alle critiche che gli sono state rivolte per il provvedimento sui rave party, dopo quanto accaduto a Modena. In un’intervista rilasciata al Corriere della sera, il neo ministro ha dichiarato: «credo sia interesse di tutti contrastare i rave illegali. Trovo invece offensivo attribuirci la volontà di intervenire in altri contesti, in cui si esercitano diritti costituzionalmente garantiti a cui la norma chiaramente non fa alcun riferimento». Il ministro ha assicurato che l’obiettivo della norma è quello di “allinearci alla legislazione degli altri Paesi europei anche ai fini di dissuadere l’organizzazione di tali eventi che mettono in pericolo soprattutto gli stessi partecipanti”. «Ricordo che a Modena si ballava in un capannone pericolante e si rischiava una strage. I rave finiscono per tenere in scacco intere zone, pregiudicando attività commerciali e viabilità. In ogni caso, la conversione dei decreti si fa in Parlamento e non sui social. In quella sede ogni proposta sarà esaminata dal governo».

Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha commentato il provvedimento: «la norma tutela i beni giuridici dell’incolumità e della salute pubblica, nel momento in cui questi beni sono esposti ad un pericolo. Essa non incide, né potrebbe incidere minimamente sui sacrosanti diritti della libera espressione del pensiero e della libera riunione, quale che sia il numero dei partecipanti. La sua formulazione complessa è sottoposta al vaglio del Parlamento, al quale è devoluta la funzione di approvarla o modificarla secondo le sue intenzioni sovrane».

Piantedosi ha anche parlato del raduno a Predappio e dei migranti. Per quanto riguarda Predappio l’ha definito “una pagliacciata” che si svolge da anni sotto “il controllo delle forze dell’ordine”. «Si svolge da anni senza incidenti. Posso assicurare che si segnaleranno all’autorità giudiziaria tutti gli eventuali comportamenti in violazione delle disposizioni vigenti».

E per il nodo migranti e ong ha chiarito: «abbiamo agito fin da subito per dare un segnale immediato agli stati di bandiera. Non possiamo farci carico dei migranti raccolti in mare da navi straniere che operano sistematicamente senza alcun preventivo coordinamento delle autorità».

Piantedosi ha dichiarato di auspicare la solidarietà dell’Ue sul tema immigrazione: «al momento questi eventi rappresentano solo il 16% delle persone sbarcate in Italia Ma poiché ci facciamo già carico del restante 84% dei migranti che arrivano sulle nostre coste, con altri mezzi o salvati da noi, auspichiamo che la tanto sbandierata solidarietà europea si realizzi. E non solo attraverso i ricollocamenti, peraltro finora sostanzialmente falliti, ma anche accettando di farsi carico dell’accoglienza di quella minima parte che sostanzialmente mette piede per la prima volta in quegli stessi Paesi europei ai quali appartengono le navi che li raccolgono in acque internazionali. Non derogheremo mai ai nostri doveri di salvataggio delle persone in mare, ma crediamo sia arrivato il momento che la solidarietà europea diventi finalmente concreta».

E ha concluso: «io sono convinto che sia necessario bloccare le partenze e verificare nei Paesi di origine e di transito chi può e chi deve arrivare, assicurando un trasferimento ordinato e un vero inserimento sociale. Credo che questa azione vada accompagnata dalla programmazione e dalla offerta di adeguati ingressi legali. Sono gli Stati che devono governare i flussi di ingresso che, se regolari, servono anche al nostro Paese».

In serata la premier rivendica via social la decisione. Su Facebook la presidente del Consiglio scrive: «è una norma che rivendico e di cui vado fiera perché l’Italia – dopo anni di governi che hanno chinato la testa di fronte all’illegalità – non sarà più maglia nera in tema di sicurezza. È giusto perseguire coloro che spesso arrivati da tutta Europa partecipano ai rave illegali nei quali si occupano abusivamente aree private o pubbliche, senza rispettare nessuna norma di sicurezza e, per di più, favorendo spaccio e uso di droghe. Le strumentalizzazioni sul diritto a manifestare lasciano il tempo che trovano, ma vorrei rassicurare i cittadini che non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI