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Mosca esprime preoccupazioni per le provocazioni ucraine e l’utilizzo di una “bomba sporca”

Il conflitto in Ucraina è giunto al 242esimo giorno e la tensione non accenna a placarsi.

Il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha intimato su Twitter alla Russia di lasciare l’Ucraina perché solo così si potrà mettere fine alla guerra. E ha avvisato gli avversari che, se non lo faranno, il 21esimo secolo sarà “un’era di sanguinosi conflitti”.

Secondo quanto riporta Bloomberg una flotta ombra di petroliere russe, ma con proprietari sconosciuti, si starebbe formando a livello globale per aggirare l’embargo al petrolio dell’Ue. Secondo l’agenzia sarebbe state già acquistate 240 navi per trasportare il petrolio e, nonostante le sanzioni occidentali, i dati di settembre sulle spedizioni di petrolio offshore hanno superato quelle di febbraio.

Oggi il ministro della Difesa di Mosca ha contatto telefonicamente il segretario di Stato alla Difesa del Regno Unito. Nella conversazione tra Serghei Shoigu e Ben Wallace, il ministro russo avrebbe espresso “preoccupazione per possibili provocazioni dell’Ucraina attraverso l’uso di una ‘bomba sporca’“, la notizia è stata diffusa dalla Tass.

Dal ministero della Difesa di Mosca è stato poi diramato un comunicato che spiegava: «è stata discussa la situazione in Ucraina, che ha una tendenza costante verso un’ulteriore escalation incontrollata. Il generale dell’esercito Serghei Shoigu ha comunicato al suo collega francese le preoccupazioni per le possibili provocazioni militari da parte dell’Ucraina con l’utilizzo di una ‘bomba sporca’». Dopo la telefonata con il Segretario di Stato britannico le stesse preoccupazioni sono state espresse, sempre da Shoigu, agli omologhi francese Sebastien Lecornu e turco Hulusi Akar.

Da Kiev arriva la replica di Podolyak, che su Twitter scrive: «non esiste una ‘bomba sporca’. Sono solo sporchi tentativi di giustificare il genocidio con una nuovo falsità».

Intanto il G7 ha condannato i “ripetuti” rapimenti da parte della Russia dei manager e del personale della centrale nucleare di Zaporizhzhia e ha chiesto l’immediata restituzione all’Ucraina del “pieno controllo” dell’impianto, oltre al rilascio “immediato” delle persone rapite.

Mosse diplomatiche

Oggi domenica 23 ottobre il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo francese, Sebastien Lecornu. Durante questo colloquio Shoigu ha espresso i timori di Mosca per “possibili provocazioni militari” da parte dell’Ucraina con l’uso di una “bomba sporca”.

Al fronte

Si continua a combattere sul suolo ucraino: il sindaco di Kremenchuk, nella Regione di Poltava, ha dichiarato che sono state udite nuove esplosioni in città ma non ci sono al momento notizie di danni o vittime.

Dopo gli attacchi missilistici contro le infrastrutture del Paese, però, su varie zone del Paese si registrano problemi alla rete internet. La maggior parte delle interruzioni è stata registrata a Chmelnyckyj e Mykolaiv, dove solo il 27-28% della popolazione al momento ha una connessione funzionate. Forte calo del traffico si osserva in anche nelle regioni di Kirovohrad e Cherkasy, oltre che a Rivne, Volyn, Zhytomyr e Odessa.

Kiev ha accusato Mosca di aver interrotto coscientemente le connessioni internet e di telefonia mobile e le trasmissioni di radio e tv a Kherson “per isolare” la città. Lo riferisco il Centro di resistenza nazionale delle forze armate ucraine, citato dal Kyiv Independent. L’obiettivo delle truppe russe è impedire alla resistenza di condividere informazioni con il resto del Paese.

Il sindaco della città dove sorge la centrale di Zaporizhzhia, Dmytro Orlov, ha accusato i russi di aver rapito e non voler restituire i bambini che sono stati portati da Energodar a Krasnodar per “una vacanza”. Secondo quanto riporta il sindaco, gli occupanti “hanno detto che i bambini ‘rimarranno in Russia per un periodo indefinito’ e di inviare vestiti più caldi, ‘rassicurandoli’ sul fatto che i bambini potranno andare a scuola lì”.

di: Micaela FERRARO

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