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I tifosi della squadra sconfitta hanno invaso il campo di gioco nella città di Malang. Tra le vittime anche un bimbo di cinque anni

A Malang, Indonesia, al termine di una partita di calcio sono scoppiati diversi scontri che hanno causato almeno 182 morti e oltre 200 feriti, registrando il fatto come uno dei più sanguinosi mai avvenuti in un impianto sportivo. Inoltre, nel subbuglio generale, sono strati distrutti almeno 13 veicoli.

«Negli scontri sono morte 182 persone, due delle quali sono agenti di polizia. Trentaquattro persone sono morte all’interno dello stadio e le altre sono morte in ospedale», ha dichiarato il capo della polizia di Giava Orientale, Nico Afinta.

Secondo una prima ricostruzione, i tifosi dell’Arema FC, adirati per aver perso l’incontro 3-2 contro il Persebaya Surabaya, hanno invaso il campo, costringendo gli agenti ad utilizzare gas lacrimogeni che hanno causato il caos generale.

Molte delle vittime hanno perso la vita calpestate mentre cercavano la fuga: «Quando i poliziotti hanno lanciato i lacrimogeni le persone sono corse istintivamente verso le uscite: tutti si spingevano, ho visto molti morire», ha raccontato all’Afp uno spettatore.

Tempestive le scuse del governo indonesiano, che ha promesso di indagare sulle circostante. Il presidente del Paese, Joko Widodo, ha disposto la sospensione di tutte le altre partite fino a quando “non saranno completati i miglioramenti nella sicurezza“.

«Siamo dispiaciuti. Valuteremo a fondo l’organizzazione della partita e la presenza dei tifosi. Torneremo a vietare ai tifosi di assistere alle partite? Questo è ciò che discuteremo». ha dichiarato il ministro indonesiano dello Sport e della Gioventù Zainudin Amali all’emittente Kompas.

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: EPA/H. PRABOWO