Mottola è uno dei tre imputati accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere
Durante la requisitoria del processo per l’omicidio di Serena Mollicone, ragazza uccisa nella caserma dei carabinieri il primo giugno 2001, il pm ha dichiarato che “l’autore dell’omicidio è Marco Mottola, l’arma è la porta della caserma“.
L’arma del delitto sarebbe invece la porta della caserma: «la porta è prova rappresentativa. È l’arma del delitto oltre ogni ragionevole dubbio. I frammenti della porta dell’alloggio di servizio dove la ragazza è stata aggredita sono stati trattenuti dai capelli della vittima. Il filtraggio dei reperti avvenuto nel 2017 presso l’Istituto di medicina legale di Milano ha consentito d’individuare importanti pezzetti di legno con composti anche di colla che, è cosa nota, non è presente all’interno di vegetali».
Marco Mottola è imputato e accusato di omicidio volontario e occultamento del cadavere insieme al padre, l’ex comandante della caserma Franco Mottola, e alla moglie Anna Maria.
Tra gli imputati anche Vincenzo Quatrale, luogotenente dei Carabinieri e l’appuntato Francesco Suprano.
Secondo l’accusa alla responsabilità di Mottola “si arriva anche senza tenere conto della pur attendibile testimonianza di Tuzi“, il testimone che ha visto entrare la ragazza in caserma, e il “cuore del processo” pulsa intorno alla porta della caserma contro cui Mollicone è stata fatta sbattere.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/ ANTONIO NARDELLI

