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    Home » Archivio Storico » 2024 » Windsor, l’occhio del ciclone
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    Windsor, l’occhio del ciclone

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroMarzo 7, 2024
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    La Royal Family affronta la malattia di re Carlo III: il principe ereditario William si carica il peso della corona, il fratello ribelle Harry tende un ramoscello d’ulivo. Un’intervista ad Antonio Caprarica sulla situazione nel Regno

    È un momento difficile alla corte dei Windsor. La notizia del tumore di re Carlo III ha lasciato interdetto l’intero Regno Unito e le scarne informazioni hanno alimentato nelle ultime settimane il panico. Buckingham Palace, per quanto ineditamente aperto nel rilasciare dichiarazioni sulle condizioni di salute del sovrano, non ha mai spiegato di quale tipologia di tumore il sovrano soffra e tra media e social network sono state avanzate numerose ipotesi, mentre la famiglia reale tiene, come sempre, un profilo riservato e impeccabile. 

    Carlo III, incoronazione. SHUTTERSTOCK

    Le condizioni di Carlo non sono le uniche a preoccupare. La principessa Kate Middleton, moglie dell’erede al trono William e futura regina inglese, è stata ricoverata per un misterioso intervento all’addome e si è ritirata dalla vita pubblica almeno fino a Pasqua. William aveva annunciato che sarebbe rimasto fuori dagli incarichi pubblici per stare vicino alla moglie e badare ai tre figli, i principini George, Charlotte e Louis, ma il piano è cambiato a causa della malattia del re, che ha richiesto a William di prendere tutto il carico della corona sulle spalle.

    Il secondogenito di Carlo, il principe ribelle Harry, è tornato a Londra dopo l’annuncio della condizione clinica del padre: un incontro che ha sollevato dubbi e preoccupazioni, benché tutti – da Buckingham Palace al premier britannico Rishi Sunak – abbiano rassicurato i sudditi che il cancro è stato preso in tempo e che il sovrano “sta bene”. Il primo colloquio tra padre e figlio è durato appena 30 minuti: il principe Harry è arrivato a Heathrow ed è stato scortato a Clarence House, storica residenza di Carlo e Camilla; una mezz’ora dopo è stato visto lasciare la residenza e 15 minuti più tardi è stato seguito dall’auto dei due sovrani, diretti alla tenuta di Sandringham dove il re segue le cure prescritte dai medici. Il sovrano si è infatti preso un periodo di pausa, lontano dai riflettori e dagli impegni pubblici. È stato visto nuovamente alla messa nella tenuta reale di Sandringham, dopo le prime due settimane di cure: il re ha salutato i media mentre raggiungeva, di fianco alla regina Camilla, la chiesa di St Mary Magdalene, ma non ha rilasciato alcuna dichiarazione. La Stampa reale ha comunque fatto sapere che il re continua a gestire l’ordinaria amministrazione del regno, sia tramite le “red boxes” che la serie tv The Crown ha reso celebri, sia con gli incontri settimanali con il primo ministro Sunak. 

    La principessa del Galles, Catherine Middleton. EPA/Peter Morrison

    Abbiamo parlato della delicata situazione della Corona britannica con il giornalista e scrittore Antonio Caprarica, volto noto della televisione e grande esperto della famiglia reale inglese, autore tra gli altri del saggio “Elisabetta, per sempre regina” e di “Carlo III il destino della corona” uscito proprio nel giorno dell’incoronazione del nuovo sovrano. 

    Dottor Caprarica, Lei è un esperto in materia: cosa potrebbe succedere ora con Carlo malato?

    «Le possibilità sono diverse. Tutto dipende dalla gravità della malattia e dall’andamento della terapia, ed entrambe sono incognite destinate per il momento a rimanere tali. L’unico indizio sulla gravità della situazione è proprio questo silenzio assordante: la circostanza per la quale i giornali inglesi sempre così aggressivi per quanto riguarda le notizie riservate sulla famiglia reale (tabloid in testa) appaiano così silenziosi in questo caso, attenti a evitare di impegnarsi in una guerra di scoop, può significare una sola cosa: presumibilmente i direttori sono stati convocati da Palazzo Reale e lì qualcuno potrebbe avergli chiesto, nell’interesse superiore del Paese, di rimanere ligi alla consegna del silenzio. Detto questo, e per tornare alla domanda, se invece la situazione è meno grave di quella che si potrebbe temere, nulla osta che tutto continui come sta andando avanti adesso fino almeno al momento in cui Carlo non sarà impedito nello svolgimento dei suoi doveri istituzionali. E, ripeto, al momento non sembra affatto così: tant’è che parla con il primo ministro e continua a ricevere le red boxes».

    Quali sarebbero le opzioni, se le condizioni di Carlo III peggiorassero? 

    «Al momento non c’è necessità, ma se le cose cambiassero si potrebbe ricorrere a una forma di reggenza provvisoria, prima che al vero e proprio Regency Act che anticipa l’abdicazione. Nella reggenza pro tempore, il sovrano chiede l’intervento di due consiglieri di Stato che vengono designati per rappresentarlo in una situazione specifica, durante una cerimonia per esempio. È una forma di vicariato pro tempore, limitato a una sola funzione ufficiale. Ad esempio, nel maggio del ‘22 quando la regina Elisabetta II era malata, Carlo e William erano stati designati come consiglieri di Stato per rappresentare la sovrana all’apertura ufficiale del Parlamento inglese. In due, perché nei casi di reggenza provvisoria i consiglieri devono muoversi in coppia, come i nostri carabinieri. Ma queste sono solo opzioni teoriche, fintanto che Carlo continua a leggere le carte e a vedere il primo ministro, non c’è alcun bisogno di ipotizzare la reggenza. È molto difficile, d’altronde, fare previsioni su due incognite così importanti quali sono la gravità della malattia e la durezza della cura, della terapia a cui il re è sottoposto».  

    Carlo non è l’unico reale a preoccupare. Quanto sono gravi le condizioni di Kate Middleton?

    «C’è grande preoccupazione intorno alla figura della principessa di Galles. E naturalmente, perché qui stiamo parlando di una figura che dovrebbe rappresentare il futuro della casa reale. La principessa Catherine al momento è la figura più popolare dell’intero “mazzo” dei Windsor: una carta che se viene a mancare non è cosa che si possa prendere alla leggera. Bisognerà capire quali sono le sue condizioni effettive: se è vero che è stata vista come sembrerebbe nella scuola di Oxford dove studia il figlio primogenito, George, allora sembrerebbe che sia in via di guarigione, di ripresa; in mancanza di certezze c’è però grande preoccupazione, forse ancor più di quanta non ce ne sia per Carlo che è una persona avanti negli anni, la cui prospettiva, il cui sguardo, è rivolto più al passato che al futuro. Kate è diversa: stiamo parlando di una signora che incarna il futuro stesso della corona, è più popolare di qualsiasi altro membro, strizza l’occhio a una fetta importante di Inghilterra che non ha sangue blu, non è aristocratica. È il personaggio giusto per traghettare la monarchia interamente nel Ventunesimo secolo e per prepararla ad assumere un aspetto più contemporaneo. La sua lunga assenza preoccupa molto, non si comprende bene il motivo del silenzio. Quale intervento richiede una ripresa così lunga? C’è una certa agitazione. L’unica cosa che si possa dire con certezza è che è un momento di grande debolezza per le prospettive della Corona, sia per il presente legato a Carlo III sia per il futuro, centrato intorno a Catherine».

    La famiglia reale. ANSA

    Sull’erede al trono William è caduto un peso enorme. Che ruolo gioca adesso il fratello “ribelle”, Harry?

    «Questo è il momento in cui si vede con più chiarezza che mai quanto sarebbe tornata utile la permanenza di Harry a Londra. Ma è una carta che è stata bruciata subito e anche il comportamento del secondogenito degli ultimi giorni mette una pietra tombale sulle prospettive dei Sussex. Non è un caso che Harry si sia precipitato a Londra e abbia fatto trapelare dagli amici che sarebbe pronto a dare una mano alla famiglia, ma il problema è sempre lo stesso, rimane irrisolto: in Inghilterra non ci saranno mai dei reali “part time” come questo giovane principe ancora sembra ostinarsi a pensare. Inoltre bisogna considerare che la lontananza fisica di Harry e Meghan Markle appare essenziale al benessere psicofisico della principessa di Galles: è evidente infatti che il modo in cui i Sussex l’hanno trattata l’ha particolarmente turbata e una vicinanza adesso risulterebbe indigesta. Realisticamente perciò, le possibilità che Harry assuma un ruolo ufficiale sono pari a zero». 

    La biografia di Harry, “Spare”. EPA/ANDY RAIN

    Il duca di Sussex, il ribelle Harry, “scappato” da Londra nel 2020 a seguito di quella che è stata ribattezzata dai media “la Megxit”, aveva dichiarato nelle ultime settimane di essere pronto a fare “un passo indietro” per amore della propria famiglia. L’idea del principe -secondo quanto riporta il The Times– era di tornare a ricoprire un incarico reale mentre il re si sottoponeva alle cure per il cancro. Sembra, stando ai media, che la discussione circa un ritorno di Harry a corte fosse stata affrontata durante il breve incontro sopracitato tra i due a Clarence House; il discorso si sarebbe poi protratto a distanza, telefonicamente. Anche il sovrano aveva dato da pensare, negli ultimi mesi, di desiderare una riconciliazione con il figlio: questa pertanto poteva sembrare l’occasione giusta nonostante lo “scoglio” rappresentato dal rapporto tra Harry e William, sempre più teso. Un tempo estremamente legati, dopo la dipartita di Harry e Meghan e l’uscita del libro “Spare” i giovani principi si sono allontanati sempre di più, e oggi sono ai ferri corti. Non c’è stato alcun incontro testimoniato tra i due durante la breve permanenza di Harry a Londra.  E infatti, dopo qualche giorno di indiscrezioni, è arrivata la smentita: fonti di palazzo citate dal Daily Mail hanno dichiarato che è “ferma opinione” del re che Harry non possa tornare a rappresentare la Royal Family “in nessun modo e in nessuna forma”. Sembra dunque che Carlo – complice o meno il figlio William – non intenda contraddire quanto deciso da Elisabetta II durante il summit di Sandringham del gennaio 2020 quando la regina decise che Harry non poteva essere “working royal” a metà e chiese al nipote di decidere se voleva essere “dentro o fuori”. 

    Harry e Meghan, ANSA

    I Sussex, peraltro, stanno preparando il loro rilancio mediatico e professionale tramite un nuovo sito (Sussex.com, che ha preso il posto del precedente dedicato alla loro fondazione Achewell. Il lavoro della coppia adesso si muove sotto il brand “The Office of Prince Harry and Meghan, The Duke and Duchess of Sussex“) ed è stata annunciata anche una nuova serie del podcast di Meghan Markle.
    Fino a questo momento le iniziative mediatiche della popolarissima coppia non hanno aiutato a distendere i rapporti con William e la moglie Kate: dalle interviste-fiume, alla già citata biografia “Spare”, alle recriminazioni che ci sono state negli ultimi anni, con da una parte un Harry disposto a rendere tutto pubblico e dall’altro un William sempre più ritroso, ogni volta che i media si sono in qualche modo inseriti tra i due fratelli, il divario tra di loro si è allargato. Antonio Caprarica si è occupato dell’evoluzione del rapporto tra William e Harry nel suo libro “William e Harry. Da inseparabili a nemici”, uscito nel 2022. 

    La regina Camilla assume quindi un ruolo ancor più rilevante. Ce lo si aspettava questo affetto da parte degli inglesi per lei?

    Regina Camilla. SHUTTERSTOCK

    «No, non ce lo si aspettava, ma se lo è guadagnato. Ha dimostrato di essere fatta di buona stoffa, di quella che piace agli inglesi: è concreta, pragmatica, si assume le sue responsabilità. È evidente che anche per lei tutto questo non è una passeggiata però si è messa il peso sulle spalle e se lo tiene. Gli inglesi hanno capito che è una donna autentica, non è fasulla: è sempre stata fedele a Carlo, non si propone diversamente da ciò che è e non è affatto stupida. Non è una donna colta ma in generale gli inglesi non hanno un atteggiamento succube nei confronti degli intellettuali, anzi: sono perlopiù distaccati e diffidenti. Perciò non pretendono una persona intellettuale sotto la Corona, ma apprezzano quello che Camilla è, ovvero una classica lady inglese che ama la campagna più della città e che è piena di curiosità, buon senso e passioni. Per esempio quella per la lettura, si è molto impegnata per il suo circolo della lettura volta alla terza età. Persegue le sue passioni e ha una buona quota di cause filantropiche, insomma, in generale ha conquistato i sudditi e la gente ha dovuto riconoscere che il giudizio che è stato dato su di lei ai tempi in cui era l’amante di Carlo, la “rovinafamiglie”, era affrettato, nasceva più che altro dalla rivalità con quella che era la donna più amata dagli inglesi. Su Camilla si è riversato nel corso degli anni l’astio, il disprezzo che nasceva dall’essere la rivale di Diana, la principessa più amata. Tuttavia lei ha sopportato senza batter ciglio questo complesso di circostanze e alla fine ciò l’ha resa una persona a cui gli inglesi riconoscono autorità, fermezza e capacità. In questo momento si sta sobbarcando gli incarichi che il marito non può portare a termine e il regno lo vede e lo apprezza».

    Le sue opere analizzano con grande lucidità la monarchia inglese e la famiglia Windsor. Cosa ha in serbo per il futuro? 

    «Sto lavorando a un nuovo saggio, uscirà il prossimo 21 maggio con il titolo “La fine dell’Inghilterra”. Un titolo provocatorio se vogliamo: nel volume si parlerà del destino di quest’Isola così importante nel panorama europeo e di tutte le sue principali istituzioni, a cominciare ovviamente proprio dalla monarchia».

    Buckingham Palace, foto di famiglia. SHUTTERSTOCK

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: SHUTTERSTOCK

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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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