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    Home » Un boccale di birra, grazie
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    Un boccale di birra, grazie

    Alice GemmaDi Alice GemmaSettembre 17, 2024
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    oktoberfest
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    L’Oktoberfest, la più grande festa popolare del mondo, celebra ogni anno la birra di Monaco, il cibo regionale, e la gioia di condividere le tradizioni

    Quello di Monaco è l’unico ed inimitabile Oktoberfest, la festa autunnale più attesa dell’anno. Nell’ultimo decennio, infatti, sono state molte le città che hanno provato a copiare questo festival ma nessuna è mai riuscita ad ottenere la tipica atmosfera bavarese che attira annualmente oltre 6 milioni di visitatori. La sua origine non parla solo di birra e würstel, ma anche di cultura e storia.

    Il primo Oktoberfest si svolse dal 12 al 17 ottobre del 1810 per celebrare le nozze del principe Ludovico di Baviera con la principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen. La festa, che ebbe un esito più che positivo, ospitò principalmente una corsa di cavalli alla quale presenziò anche la famiglia reale, e alla quale vennero affiancati stand tipici da fiera. Proprio per il successo ottenuto l’anno seguente, e poi quelli dopo, venne replicato, incrementando con il passare del tempo la quantità di giochi e bancarelle. Nel 1811 venne annessa una festa agricola con lo scopo di attribuire importanza all’agricoltura bavarese (oggi la festa centrale dell’agricoltura avviene ogni quattro anni nella zona a sud del Theresienwiese). Ma quando si trasformò in una ricorrenza alcolica? Ben 9 anni dopo la sua nascita, quando comparvero i primi chioschi dei birrifici che piano piano la resero popolare in tutto il mondo. E mentre la birra diventava la protagonista, la corsa dei cavalli scompariva.

    Se questa bevanda alcolica tanto amata (soprattutto dai tedeschi) è diventata la celebrità del festival è esclusivamente per necessità e non per qualche sorta di capriccio legato alla ricerca del piacere. La Baviera è infatti uno stato del sud-est della Germania che in passato era nota per la scadente fornitura di acqua fresca, per questo, con lo scopo di evitare epidemie e gravi infezioni, i bar del posto iniziarono a vendere ai clienti l’alternativa all’acqua più sicura e anche più gustosa, la birra. Da allora la situazione è chiaramente mutata, ma questo non significa che tradizioni come questa debbano essere interrotte. Se inizialmente il festival veniva svolto a metà ottobre, attualmente, malgrado il nome possa far pensare ad altro, ha inizio nel mese di settembre e termina il primo weekend di ottobre, un periodo pensato per approfittare di un clima ancora piuttosto caldo (provando ad evitare le piogge) e salutare l’estate facendo spazio all’autunno. 

    Oktoberfest (SHUTTERSTOCK)

    Giochi e attrazioni

    È vero, l’Oktoberfest è famoso per la birra ma una buona parte dell’attrazione è fornita anche dagli stand che offrono giochi e intrattenimenti, introdotti al festival nel 1818. Alcuni di questi hanno voluto conservare un’indole antica poco conosciuta dagli outsiders. Tra questi figura il circo delle pulci, Flohzirkus in tedesco, che è l’ultimo ancora in vita dal suo periodo di maggiore diffusione (tra metà Ottocento e metà Novecento). Le pulci, che sono addestrate, trascinano carretti e fanno altre attività paradossali. Sempre tra i divertimenti storici tipici c’è il Vogeljackob (uccellino Jackob), ovvero i richiami per uccelli che sono tradizionalmente usati per la caccia. Tra i grandi classici compare poi Hau den Lukas, il gioco in cui bisogna battere con un martello una pedana per far salire il più in alto possibile un carrellino che deve colpire una campana, un gioco conosciuto da tutti perché tipico dei luna park. Non manca poi l’Angelo Aloisio (Engels Aloisius) il gonfiabile che ruota in aria vicino al tendone Hofbräu Festzelt. Questo personaggio è l’attore principale di una celebre storia tipica della Baviera che venne divulgata nel 1911 dall’avvocato Ludwig Thoma.

    Il tendone della famiglia Schottenhamel è uno dei più illustri, è proprio qui che ogni anno si tiene l’apertura del primo barile di birra da parte del sindaco della città. Una tradizione che risale al 1950 ma essenzialmente casuale. Il sindaco dell’epoca, infatti, era di fretta perché doveva essere presente ad una messa in città, e dal momento che stava piovendo molto forte scelse completamente a caso un tendone sotto il quale ripararsi, e lì vi rimase anche gli anni seguenti. A parte questa storia, lo stand in questione esisteva già diverso tempo prima, dal 1867, ma fu nel 1872 che la famiglia Schottenhamel inventò la birra dell’Oktoberfest, la Märzen. La singolarità principale di Schottenhamel è però un’altra: nel 1900 Albert Einstein vi lavorò dedicandosi all’impianto elettrico. 

    La sfilata di apertura del festival, in tedesco Wiesn-Einzug der Festwirte und Brauereien (SHUTTERSTOCK)

    Tra i tasselli fondamentali poi non può mancare la musica, presente ad ogni banco, con stili che vanno dalla musica commerciale alla polka.

    Leggi anche: Oktoberfest, fanno saluto nazista: due italiani arrestati a Monaco

    Tradizione e novità 

    Le innovazioni dell’edizione di quest’anno, che si svolgerà dal 21 settembre al 6 ottobre e sarà la 189 esima, non si limiteranno ad un solo campo. Il rinnovamento più significativo sarà rappresentato dall’apertura di una birreria, chiamata Die Nulle (traduzione “La Zero”), all’aperto totalmente analcolica posizionata nell’area di Karl-Stützel-Platz. Un piano che rispecchia un’attenzione sempre più elevata nei confronti delle tendenze che seguono i consumatori: qui verrà proposta la birra analcolica, una soluzione adatta a chi vuole a tutti gli effetti partecipare alla festa senza bere alcol. Il rinnovamento coinvolge anche le proposte culinarie, tradizionalmente pretzel, crauti, e salsicce. Quest’anno ci sarà il “Corn in a Cup”, un banchetto che offre mais sfuso in tazza con diversi condimenti, salse, e spezie, e l’ “AuerOx & Suppenküche“, uno stand che proporrà un mix di piatti bavaresi e vegetariani, mettendo quindi in risalto la cucina regionale. 

    Braised ox roast, uno dei tipici piatti dell’Oktoberfest (ANSA FOTO)

    Tra le proposte poi anche un tendone nuovo per musicisti chiamato “Boandlkramerei“: questo ospiterà e darà visibilità ad artisti già celebri ma anche a gruppi emergenti. Gli organizzatori pensano che sarà uno dei punti centrali dell’Oktoberfest di quest’anno anche perché sarà capace di ospitare internamente 1.750 posti e 1.100 esternamente.

    Una lingua difficile

    Il tedesco si sà è una lingua complessa e piuttosto difficile da comprendere per chi non la conosce. Molti dei turisti che vanno in Germania si limitano ad imparare poche parole per poi parlare in inglese provando a cavarsela così. L’Oktoberfest, però, è una festa popolare bavarese e per poterla penetrare al meglio è importante capirne le espressioni tipiche nella lingua madre. Per fare un esempio, i local non lo chiamano “Oktoberfest” ma “Wiesn“, un termine che significa “prato” ma che per loro designa in generale la festa della birra, dato che questa si tiene sempre su un grande prato. Nel caso di Monaco il Theresienwiese, in onore della principessa Teresa. La parola “wiesn” indica quindi anche le altre feste della birra, non solo quella di Monaco, e quindi anche altre ricorrenze bavaresi come ad esempio l’Herbstfest di Rosenheim.

    I bavaresi però non dicono solo “andiamo al Wiesn” per intendere “andiamo all’Oktoberfest” ma anche “O’Zapft is!“. Questa espressione significa “è stappata”, e ovviamente ci si riferisce al barile di birra, è un modo di dire che venne introdotto da Thomas Wimmer, il primo cittadino dell’epoca, che nel 1950 lo introdusse per dare inizio ai festeggiamenti. Da quell’anno, infatti, subito dopo la sfilata di apertura del festival, che è chiamata Wiesn-Einzug der Festwirte und Brauereien, il sindaco di Monaco pronuncia “O’Zapft is!” nel momento in cui spinge a suon di martellate il rubinetto nella prima botte da spillare che indica esattamente il segnale dell’apertura ufficiale dell’Oktoberfest. Prima di questo avvenimento la birra non può essere servita.

    Dieter Reiter, sindaco di Monaco di Baviera, nel momento in cui spinge a suon di martellate il rubinetto nella prima botte da spillare, Oktoberfest 2023 (ANSA FOTO/Sven Hoppe/dpa)

    “Gemütlichkeit” è un altro concetto piuttosto importante da comprendere perché non ha una traduzione vera e propria in lingue che non siano il tedesco. Tra le traduzioni che si trovano ci sono “agio” e “comodità” ma non riescono a rendere giustizia al termine che potremmo invece tradurre con “lo stare bene” generale, nel caso dell’Oktoberfest potrebbe essere “lo stare bene con gli altri” e quindi con sconosciuti e con amici per divertirsi in allegria e senza pensieri. 

    Tra particolarità e regole da rispettare

    L’Oktoberfest non è un festival comune, è qualcosa di troppo caratteristico per non avere una serie di regole e particolarità, vediamole:

    • Nel 1850 venne innalzata la Statua della Baviera proprio nel prato del matrimonio di Ludovico e Teresa, e ancora oggi costituisce il simbolo dell’evento.
    • Per poter bere birra all’Oktoberfest bisogna essere rigorosamente seduti.
    • Ogni anno al festival c’è sempre qualcuno che “alza il gomito” più del dovuto. In media si sentono male tra le 600 e le 800 persone, per questo vengono allestite e posizionate tende per “far smaltire la sbornia”.
    • La birra dell’Oktoberfest non è la classica birra che si beve ovunque, viene prodotta esclusivamente per la festa e si chiama Oktoberfestbier. Questa può essere servita soltanto da 6 birrifici: Paulaner, Spaten, Hofbrau, Hacker-Pschorr e Augustiner (il più antico), i più tradizionali dell’intera Monaco.
    • Nel 1984 i barili di legno vennero sostituiti da barili di metallo ricoperti in legno, per assicurare ai lavoratori una più grande facilità d’utilizzo, la tutela della tradizione, e una migliore conservazione della birra. 
    • Nel 1892 venne introdotto il bicchiere da litro (chiamato Maß), ancora oggi utilizzato all’interno del festival.
    • Paris Hilton, modella e attrice statunitense, è bandita dal festival. Nel 2006 vi si presentò vestita con il tradizionale abito bavarese con lo scopo di promuovere un prodotto senza avere nessun accordo con gli organizzatori dell’Oktoberfest. 
    • Sono circa 4000 gli oggetti smarriti che ad ogni edizione della festa vengono ritrovati: giacche, documenti, cellulari, portafogli, ma anche oggetti più particolari. 
    La Statua della Baviera durante l’Oktoberfest (ANSA FOTO – Wolfgang Fehrmann/ZUMA Press Wire)
    • è vietato rubare i tradizionali boccali di birra per portarseli via come ricordo. Ogni anno sono 150.000 i boccali che vengono ritirati dalle autorità. 
    • è vietato guidare dopo essere stati all’Oktoberfest: la polizia della città si organizza per sorvegliare più punti possibili dell’intera città.
    • è vietato fare i propri bisogni in luoghi diversi dai bagni. Nel caso in cui si venga beccati, la multa può essere molto alta.

    L’edizione dell’Oktoberfest del 2024 si svolgerà su un’area di 34,5 ettari, sarà capace di accogliere circa 470 attività (153 del mondo della ristorazione, 123 legate allo spettacolo, 194 commercianti di mercato) e imprese di servizi. Ogni anno i litri di birra consumati sono in media 6,4 milioni, praticamente quantità industriali che svaniscono nell’arco di due semplici settimane. 

    Allora, pronti per partire alla volta di Monaco?

    Potrebbe interessarti anche: Petizione per bloccare l’Oktoberfest a Bouznika

    di: Alice GEMMA

    FOTO: SHUTTERSTOCK

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